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Rinuncia preventiva

Definizione

Accordo con cui il lavoratore rinuncia in anticipo a diritti futuri non ancora maturati, considerato radicalmente nullo dalla legge.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Calcolo del TFR per lavoro all’estero tra rimborsi e stipendio
Un dipendente bancario, impiegato per anni all'estero presso sedi europee, ha richiesto il ricalcolo della propria liquidazione. L'istituto di credito escludeva le indennità estere e i contributi per alloggio, viaggi e rette scolastiche dalla base retributiva. La Corte di Cassazione ha confermato che tali emolumenti hanno piena natura retributiva e devono rientrare nel calcolo del TFR per lavoro all'estero, nella previdenza complementare e nella contribuzione obbligatoria. I giudici hanno inoltre dichiarato radicalmente nulle le rinunce preventive firmate dal lavoratore sui crediti futuri. La banca datrice di lavoro è stata interamente sconfitta e condannata a versare le differenze economiche, risarcire il fondo integrativo e costituire la riserva matematica presso l'INPS per i contributi prescritti.
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Rinuncia Indennità Avviamento: Patto Valido o Contratto Nullo?
La Corte di Cassazione affronta il tema della rinuncia indennità di avviamento in una locazione commerciale. Un'albergatrice, dopo la scadenza del contratto, aveva firmato un accordo per posticipare il rilascio dell'immobile, accettando di pagare una somma maggiore e rinunciando all'indennità. In seguito, ha sostenuto che si trattasse di un nuovo contratto di locazione nullo. La Corte ha respinto il suo ricorso, stabilendo un principio chiave: la rinuncia all'indennità di avviamento è valida se avviene dopo la scadenza del contratto, quando il diritto è già sorto e disponibile. L'accordo per posticipare lo sfratto non costituisce necessariamente un nuovo contratto di locazione. I proprietari hanno quindi vinto la causa.
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Rinuncia Indennità Avviamento: Valida se in un Accordo Successivo
La Corte di Cassazione ha stabilito che la rinuncia all'indennità di avviamento da parte dell'inquilino è valida se avviene dopo la conclusione del contratto di locazione. Il caso riguardava una società alberghiera che, per risolvere una controversia con il proprietario e ottenere una proroga, aveva rinunciato all'indennità. La Cassazione ha chiarito che il divieto di rinuncia (art. 79, L. 392/78) si applica solo agli accordi preventivi, stipulati all'inizio del rapporto per proteggere l'inquilino in posizione di debolezza. Un accordo transattivo successivo, in cui l'inquilino dispone di un diritto già sorto in cambio di un vantaggio, è invece pienamente legittimo. La Corte d'Appello aveva erroneamente dichiarato nullo l'accordo.
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Responsabilità soci cancellazione: la Cassazione decide
Un condominio ha citato in giudizio la società costruttrice per gravi difetti dell'edificio. Dopo la cancellazione della società dal registro delle imprese, la Corte di Cassazione ha affrontato il tema della responsabilità dei soci. La sentenza stabilisce che la responsabilità soci cancellazione sorge automaticamente con il trasferimento del patrimonio residuo in comunione tra loro, senza necessità di provare l'effettivo incasso delle somme. Inoltre, la Corte ha dichiarato nulla qualsiasi rinuncia preventiva alla garanzia per gravi difetti ex art. 1669 c.c., poiché posta a tutela di interessi pubblici.
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