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Rinuncia Al Ricorso

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Provvedimenti

Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione dichiara estinto un giudizio tributario a seguito della rinuncia al ricorso da parte della contribuente. L'Agenzia delle Entrate, controricorrente, ha aderito alla rinuncia, pertanto la Corte non ha emesso alcuna statuizione sulle spese legali. Il provvedimento si fonda sull'art. 391 del codice di procedura civile, che disciplina gli effetti della rinuncia nel processo di legittimità.
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Rinuncia al ricorso: come si dividono le spese?
Una contribuente, dopo aver presentato appello contro una decisione della Commissione Tributaria Regionale, decide di ritirare il proprio atto. La Corte di Cassazione, prendendo atto della rinuncia al ricorso, ha dichiarato estinto il processo. In merito alle spese legali, la Corte ha stabilito che ogni parte dovesse sostenere i costi da essa stessa anticipati, senza alcuna condanna al rimborso.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese compensate
Una società di telecomunicazioni ha impugnato un avviso di accertamento per un tributo locale. Dopo aver presentato ricorso in Cassazione, ha deciso di ritirarlo. Il Comune ha accettato la rinuncia e la richiesta di compensare le spese. La Corte Suprema ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio e ha disposto la compensazione delle spese legali, chiarendo che in caso di rinuncia al ricorso non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
Una società immobiliare ha rinunciato al ricorso per Cassazione contro un istituto di credito e una società finanziaria. A seguito dell'accettazione della rinuncia da parte dei controricorrenti, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La decisione si fonda sugli articoli 390 e 391 del Codice di procedura civile, evidenziando come l'accordo tra le parti ponga fine al contenzioso senza una pronuncia sul merito e senza statuizione sulle spese.
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Estinzione del giudizio: rinuncia al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario a seguito della rinuncia al ricorso presentata da alcune società e persone fisiche. Il decreto chiarisce che, a fronte della rinuncia formale, il procedimento si conclude senza una decisione sul merito e senza una pronuncia sulle spese legali. La decisione si fonda sull'applicazione dell'art. 391 del codice di procedura civile.
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Rinuncia al ricorso: chi paga le spese legali?
Una società immobiliare presenta una rinuncia al ricorso contro la curatela di una società in liquidazione. La Cassazione dichiara estinto il processo e condanna la parte rinunciante a pagare le spese legali della controparte, anche in assenza di accettazione della rinuncia.
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Estinzione del giudizio: come funziona la rinuncia
Due contribuenti avevano impugnato una decisione della Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado. Successivamente, hanno presentato un atto di rinuncia al ricorso e l'Agenzia Fiscale ha accettato. La Corte di Cassazione, applicando l'art. 391 c.p.c., ha dichiarato l'estinzione del giudizio senza decidere sulle spese, chiudendo definitivamente la controversia.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia all’appello
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio tributario a seguito della rinuncia all'appello presentata da un contribuente. La decisione, basata sull'art. 391 cod. proc. civ., stabilisce che le spese processuali restino a carico di ciascuna parte che le ha anticipate, chiudendo così la controversia contro l'amministrazione finanziaria.
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Rinuncia al ricorso: quando si estingue il giudizio
Un soggetto, dopo aver impugnato una sentenza della Corte d'Appello, ha presentato una rinuncia al ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte, verificata la conformità della rinuncia ai requisiti di legge, ha dichiarato l'estinzione del giudizio con decreto, senza disporre sulle spese poiché la controparte non si era costituita.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese compensate
Una società logistica aveva impugnato un avviso di accertamento per la tassa sui rifiuti (TARSU). Durante il giudizio in Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. Di conseguenza, la società ricorrente ha effettuato una rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del procedimento, compensando le spese legali tra le parti e chiarendo che in questi casi non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia estingue il processo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte di un istituto di credito e della contestuale accettazione della controparte. Il decreto chiarisce che, in presenza di questi requisiti, il processo si conclude senza una decisione sul merito e senza statuizioni sulle spese legali, in applicazione degli articoli 390 e 391 del codice di procedura civile.
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Estinzione del giudizio: no al doppio contributo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in una controversia tributaria a seguito della rinuncia concorde delle parti, che avevano aderito a una definizione agevolata. L'ordinanza chiarisce un punto fondamentale: l'estinzione del giudizio non comporta il pagamento del raddoppio del contributo unificato, poiché tale misura sanzionatoria si applica solo in caso di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione, e non può essere estesa per analogia.
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Estinzione del processo tributario: il caso
Una società di gestione rifiuti impugnava avvisi di accertamento fiscale relativi a una discarica. Dopo un contenzioso nei primi due gradi di giudizio, la società ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima dell'udienza, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, portando la società a rinunciare al ricorso. La Corte di Cassazione, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del processo tributario, ponendo fine alla lite.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Un privato cittadino, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello, ha deciso di ritirarlo. La Suprema Corte, verificata la regolarità formale dell'atto, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La decisione sulla rinuncia al ricorso ha comportato anche la condanna del cittadino al pagamento delle spese legali sostenute dalla controparte, un condominio.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: estinzione
Una società cooperativa ha presentato rinuncia al ricorso per Cassazione avverso una sentenza di Corte d'Appello. La controparte ha accettato tale rinuncia. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, sottolineando che, data l'accettazione, non era necessario decidere sulla ripartizione delle spese legali. La decisione si basa sull'applicazione degli articoli 390 e 391 del Codice di Procedura Civile.
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Rinuncia al ricorso: il silenzio dopo la proposta
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio a seguito della mancata richiesta di decisione da parte dei ricorrenti entro 40 giorni dalla comunicazione della proposta del relatore, ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c. Tale silenzio viene interpretato come una tacita rinuncia al ricorso, con conseguente condanna alle spese processuali a favore della controparte.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
La Corte di Cassazione, con un decreto presidenziale, ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte dell'appellante, regolarmente accettata dalle controparti. La decisione, fondata sugli articoli 390 e 391 del codice di procedura civile, conferma che l'atto di rinuncia possedeva tutti i requisiti legali. Il provvedimento non si è pronunciato sulle spese del giudizio.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Un istituto di credito ha presentato una rinuncia al ricorso contro una sentenza della Corte d'Appello. La Corte di Cassazione, verificati i requisiti degli artt. 390 e 391 c.p.c., ha dichiarato l'estinzione del giudizio con decreto, senza disporre sulle spese data la mancata costituzione della controparte.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia chiude il caso
Il decreto analizza un caso di estinzione del giudizio dinanzi alla Corte di Cassazione. A seguito della rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti e della contestuale accettazione della controparte, la Corte ha dichiarato estinto il procedimento, senza pronunciarsi sulle spese. La decisione si fonda sull'applicazione degli articoli 390 e 391 del Codice di Procedura Civile, evidenziando come l'accordo tra le parti ponga fine alla controversia in modo definitivo.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della mancata richiesta di decisione da parte della società ricorrente entro il termine di 40 giorni dalla comunicazione della proposta del relatore. Tale inerzia, secondo l'art. 380-bis c.p.c., equivale a una rinuncia al ricorso. Di conseguenza, la società è stata condannata al pagamento delle spese legali in favore della controparte.
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