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Rinuncia Al Ricorso Per Cassazione — Anno 2022

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Altri anni per Rinuncia Al Ricorso Per Cassazione

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso per cassazione: gli effetti e le spese
Una società ha impugnato l'avviso di accertamento catastale relativo alla rettifica della rendita di quattro immobili. Dopo l'esito negativo nei gradi di merito, la società ha proposto impugnazione, ma in seguito ha formalizzato la Rinuncia al ricorso per cassazione. L'atto è stato regolari notificato all'Amministrazione Finanziaria. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del processo, disponendo la compensazione delle spese legali tra le parti. I giudici hanno inoltre precisato che non si applica il raddoppio del contributo unificato, in quanto la rinuncia volontaria non equivale al rigetto o all'inammissibilità dell'impugnazione.
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Rinuncia al ricorso per cassazione e chiusura lite
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento a una socia titolare del 30% delle quote di una società di capitali a ristretta base partecipativa. L'Amministrazione ha contestato un maggior reddito di partecipazione per l'anno 2007, scaturito dalla presunzione di distribuzione di utili societari non dichiarati, accertati in capo all'impresa tramite metodo analitico-induttivo e studi di settore. La socia ha impugnato l'atto fino alla Suprema Corte. Tuttavia, prima dell'udienza di discussione, la contribuente ha depositato una memoria formale contenente la rinuncia al ricorso per cassazione. I giudici di legittimità hanno preso atto della volontà di non proseguire la lite, dichiarando l'inammissibilità sopravvenuta dell'impugnazione e la cessazione della materia del contendere, senza applicazione di spese o doppio contributo unificato.
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Lite contrattuale e rinuncia al ricorso per cassazione
Una società commerciale stipulava con il proprietario di un terreno un patto di opzione e un contratto di locazione per realizzare un impianto di distribuzione di carburanti. Successivamente, il proprietario citava in giudizio la società lamentando inadempimenti contrattuali e chiedendo il risarcimento dei danni. La vertenza approdava in Corte di Cassazione dopo l'esito dei precedenti gradi di merito. Nelle more del procedimento di legittimità, le parti avviavano trattative dirette e raggiungevano un accordo transattivo definitivo. La società depositava quindi la formale rinuncia al ricorso per cassazione. I giudici supremi hanno dichiarato estinto il processo, escludendo il pagamento del raddoppio del contributo unificato e non addebitando ulteriori spese legali alla ricorrente.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop lite ma spese a carico
Un Ente pubblico ha impugnato una sentenza d'appello sfavorevole in materia di contratto d'opera professionale contro un Professionista. Prima dell'udienza, l'Ente ha depositato la rinuncia al ricorso per cassazione. Il Professionista non ha aderito formalmente alla rinuncia. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il processo, chiarendo che l'atto produce effetti anche senza accettazione altrui. Poiché mancava l'accordo con il Professionista, i giudici hanno condannato l'Ente a pagare le spese legali avversarie, escludendo però il versamento del doppio contributo unificato riservato alle sole impugnazioni respinte o inammissibili.
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Accordo Transattivo: la Rinuncia al Ricorso in Cassazione estingue il processo
Una Società Creditrice aveva ottenuto la condanna di una Società Debitore al pagamento di una somma. Dopo vari gradi di giudizio, la Società Creditrice ha presentato un ricorso in Cassazione. Tuttavia, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, portando la Società Creditrice a presentare una rinuncia al ricorso in Cassazione. La Società Debitore ha accettato tale rinuncia. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo, stabilendo che non si applicano le spese legali e che il contributo unificato non è dovuto in caso di rinuncia accettata, distinguendola dal rigetto del ricorso.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: estinzione e spese
Due imprese industriali stipulano un accordo di programma per ottenere finanziamenti pubblici e realizzare nuovi stabilimenti produttivi. A causa di un illegittimo provvedimento espropriativo adottato dall'Ente Regionale, le opere subiscono ritardi inconciliabili. Il Ministero dispone quindi la revoca dei contributi statali. Le imprese chiedono il risarcimento dei danni subiti, affrontando un articolato contenzioso dinanzi alla Giustizia Amministrativa. Successivamente, le aziende decidono di impugnare la decisione davanti alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione. Tuttavia, prima della pronuncia finale, le parti ricorrenti presentano formale rinuncia al ricorso in Cassazione. I giudici supremi prendono atto della volontà delle parti, dichiarando la completa estinzione del processo e disponendo la totale compensazione delle spese legali tra tutti i soggetti coinvolti.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop a spese e debiti
Alcuni creditori hanno avviato un'espropriazione forzata immobiliare contro due debitori per ottenere il pagamento di somme liquidate in sede giudiziale. I debitori hanno proposto opposizione all'esecuzione sostenendo l'estinzione del debito tramite pagamenti intervenuti in corso di causa. Dopo alterne vicende giudiziarie e una precedente decisione di rinvio, la causa è giunta nuovamente davanti alla Suprema Corte. Prima dell'adunanza camerale, i ricorrenti hanno formalizzato la rinuncia al ricorso per cassazione chiedendo la compensazione delle spese legali. I controricorrenti hanno notificato formale accettazione tramite difensore munito di procura specifica. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, escludendo la condanna alle spese processuali e il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: estinzione e spese dimezzate
Una società (Il Ricorrente) ha contestato la procedura di vendita di un ramo d'azienda fallimentare, sostenendo l'irricevibilità dell'offerta di un'altra società (L'Offerente) per accordi sindacali non autorizzati. Dopo il rigetto nei gradi precedenti, Il Ricorrente ha presentato un ricorso in Cassazione. Tuttavia, ha poi deciso di rinunciare al ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, condannando Il Ricorrente a pagare metà delle spese legali alla curatela fallimentare, mentre le spese con L'Offerente sono state compensate per l'accettazione della rinuncia.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: processo estinto, spese compensate
Alcuni individui hanno presentato un ricorso per Cassazione per una causa di divisione. Durante il processo, uno dei ricorrenti è deceduto. Successivamente, i ricorrenti superstiti, agendo anche come eredi, hanno deciso di effettuare una Rinuncia al ricorso in Cassazione. Il controricorrente ha accettato questa rinuncia. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato il processo estinto. Non ha pronunciato condanna alle spese, poiché la rinuncia è stata accettata e le parti avevano già concordato la compensazione delle spese legali.
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Licenziamento Illegittimo: Azienda Rinuncia al Ricorso in Cassazione
Una Lavoratrice aveva ottenuto il riconoscimento del licenziamento illegittimo e la reintegrazione. L'Azienda, posta in Amministrazione Straordinaria, aveva presentato un ricorso in Cassazione contro questa decisione. Successivamente, l'Azienda ha formalmente dichiarato la Rinuncia al ricorso in Cassazione, accettata dalla Lavoratrice. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del processo. Ha anche chiarito che, in caso di Rinuncia al ricorso in Cassazione, non si applica il raddoppio del contributo unificato, una misura prevista solo per i ricorsi rigettati o dichiarati inammissibili.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: stop causa e spese
Un cittadino ha proposto ricorso davanti alla Corte di Cassazione nei confronti dei propri familiari. Durante lo svolgimento del procedimento, il ricorrente ha depositato la dichiarazione formale di rinuncia al ricorso. La controparte ha accettato espressamente tale scelta tramite il proprio difensore. I giudici della Seconda Sezione Civile hanno preso atto dell'accordo tra i contendenti e hanno dichiarato l'estinzione del giudizio. In conformità con le norme del codice di procedura civile, l'accettazione della rinuncia al ricorso in Cassazione da parte del controricorrente impedisce la condanna al pagamento delle spese legali. Ciascuna parte sostiene i propri costi e la vicenda giudiziaria si chiude definitivamente senza pronunce sul merito della controversia originaria.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: validità senza notifica
Un'azienda ha impugnato un avviso di accertamento relativo a diverse imposte non versate contro l'Agenzia delle Entrate. La lite è approdata davanti alla Suprema Corte. In vista della camera di consiglio, la società ha depositato un atto di rinuncia al giudizio, omettendo però di notificarlo formalmente all'ente fiscale. I giudici hanno chiarito che il deposito dell'atto non notificato non estingue formalmente il giudizio secondo le regole ordinarie, ma manifesta comunque la volontà inequivocabile di non proseguire la causa. Di conseguenza, la rinuncia al ricorso in Cassazione determina la sopravvenuta inammissibilità dell'impugnazione per carenza di interesse pratico, con integrale compensazione delle spese legali.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: chi paga le spese
Un Ente pubblico ha impugnato una sentenza d'appello sfavorevole, ma prima dell'udienza ha depositato formale rinuncia al ricorso per cassazione chiedendo la compensazione delle spese legali. Il Cittadino controricorrente ha ricevuto la notifica dell'atto senza manifestare adesione o accettazione espressa. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione immediata del giudizio, ribadendo che l'abbandono dell'impugnazione produce effetti diretti e irrevocabili anche senza il consenso dell'avversario. I giudici hanno condannato l'Ente rinunciante a rimborsare integralmente le spese di difesa sostenute dal privato, escludendo tuttavia l'obbligo del raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al Ricorso in Cassazione: La firma dell’avvocato non basta
Una Conduttrice ha chiesto il rimborso di spese per lavori straordinari e risarcimento danni alla Locatrice, ma la Corte d'Appello ha respinto le sue richieste. La Conduttrice ha quindi presentato un ricorso in Cassazione. Il suo difensore ha depositato una `rinuncia al ricorso in Cassazione` senza un `mandato speciale` della parte. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che la rinuncia, priva di mandato speciale, non estingue il processo ma indica il difetto di interesse della ricorrente. La Conduttrice è stata condannata a rimborsare le spese legali e a versare un ulteriore contributo unificato.
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Rinuncia al Ricorso in Cassazione: Fine del Giudizio e Cancellazione
Un Lavoratore aveva presentato un ricorso in Cassazione contro una sentenza sfavorevole. L'Azienda, parte controricorrente, aveva a sua volta presentato un controricorso. Entrambe le parti hanno successivamente dichiarato di voler rinunciare ai rispettivi ricorsi. La Corte di Cassazione ha preso atto di questa volontà congiunta. Ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio di Cassazione. Questo significa che il processo si è concluso senza una decisione nel merito. La Corte ha anche ordinato la cancellazione della trascrizione della domanda giudiziale originaria, registrata in precedenza. Non sono state pronunciate condanne alle spese processuali.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: il Ministero vince senza sentenza
Un'Azienda Fallita aveva ottenuto un decreto ingiuntivo contro il Ministero per canoni di locazione di apparecchiature. La Corte d'Appello aveva poi revocato tale decreto. L'Azienda Fallita ha presentato un ricorso in Cassazione contro questa decisione. Tuttavia, durante il procedimento, la Curatela Fallimentare ha scelto di esercitare la rinuncia al ricorso in Cassazione. Il Ministero ha accettato questa rinuncia. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiudendo la controversia senza una decisione sul merito. Questo ha confermato l'esito favorevole al Ministero.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite sui lavori
Una committente si opponeva a un decreto ingiuntivo richiesto dall'impresa appaltatrice per il pagamento del saldo dei lavori di ristrutturazione del proprio appartamento. Dopo l'esito sfavorevole nei gradi di merito, la proprietaria dell'immobile decideva di impugnare la decisione davanti ai giudici di legittimità. Nel corso del procedimento di ultimo grado, la ricorrente ha formalizzato una regolare rinuncia al ricorso per cassazione attraverso i propri difensori muniti di procura speciale. La ditta esecutrice dei lavori non ha svolto attività difensiva in sede di legittimità, rimanendo intimata. Constatata la piena validità formale dell'atto abdicativo, la Corte Suprema ha decretato l'estinzione definitiva della controversia, senza procedere ad alcuna liquidazione delle spese legali a favore della controparte assente.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: estinzione della causa
Un cittadino straniero ha impugnato in Cassazione il diniego della protezione internazionale. Il mandato rilasciato al difensore presentava un difetto di certificazione formale, fattore che avrebbe condotto al rigetto del ricorso. Tuttavia, prima della decisione, l'interessato ha presentato una formale rinuncia al ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha chiarito che la rinuncia volontaria prevale sui vizi formali dell'atto, determinando la chiusura immediata del processo. I giudici hanno dichiarato l'estinzione della causa, esonerando il ricorrente dal pagamento delle spese di lite in quanto l'amministrazione pubblica si era limitata a una semplice richiesta di partecipazione senza svolgere difese effettive.
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Rinuncia al ricorso in cassazione: atto viziato ma causa chiusa
Una lavoratrice della scuola ha impugnato la reiterazione abusiva di diversi contratti a termine contro il Ministero dell'Istruzione. I giudici di merito hanno respinto la richiesta di risarcimento, rilevando l'avvenuta stabilizzazione in ruolo come misura riparatoria idonea e l'assenza di danni ulteriori provati. La dipendente ha quindi presentato ricorso alla Suprema Corte, depositando successivamente un atto di rinuncia. Tale atto, tuttavia, non risultava regolarmente notificato all'Avvocatura di Stato. I giudici hanno chiarito gli effetti della rinuncia al ricorso in cassazione priva dei requisiti formali ordinari. La Corte ha stabilito che la rinuncia irrituale, pur non determinando l'estinzione tipica del processo, dimostra il venir meno dell'interesse ad agire. Di conseguenza, i magistrati hanno dichiarato l'inammissibilità del ricorso per carenza d'interesse, compensando integralmente le spese ed escludendo il raddoppio del contributo unificato.
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Accordo sul fondo: valida la rinuncia al ricorso per cassazione
I proprietari di un fondo agricolo hanno citato in giudizio l'affittuario per ottenere la risoluzione del contratto di affitto, il rilascio del terreno e il risarcimento dei danni per presunte opere non autorizzate. L'affittuario ha resistito chiedendo l'indennità per le migliorie apportate al fondo. Dopo le decisioni di merito, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo prima dell'adunanza di legittimità. I proprietari hanno depositato formale rinuncia al ricorso per cassazione e l'affittuario vi ha aderito chiedendo la compensazione delle spese. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, escludendo la condanna alle spese e l'obbligo del raddoppio del contributo unificato a carico dei ricorrenti.
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