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Rinuncia Al Ricorso Per Cassazione — Anno 2022

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Altri anni per Rinuncia Al Ricorso Per Cassazione

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso per cassazione: l’accordo che ferma la causa
Una società finanziaria ha richiesto il pagamento di somme e interessi a una società debitrice. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la controversia è giunta in Cassazione. Il giorno prima dell'udienza, la società creditrice ha depositato un atto di rinuncia al ricorso per cassazione a seguito di un accordo transattivo. Tuttavia, tale rinuncia non è stata notificata alla controparte. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha disposto la rimessione della causa sul ruolo per consentire alla società debitrice di esprimersi sulla rinuncia e sulla regolamentazione delle spese di lite.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop al doppio contributo
Una contribuente ha impugnato una cartella di pagamento dell'INPS relativa a contributi previdenziali per l'attività di subagente assicurativo. Durante il processo davanti alla Suprema Corte, la ricorrente ha scelto di aderire alla definizione agevolata dei carichi pendenti, provvedendo al pagamento delle rate e presentando formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio e ha compensato le spese tra le parti. I giudici hanno inoltre chiarito un importante principio finanziario: in caso di rinuncia agli atti, non si applica il raddoppio del contributo unificato. Questa misura, avendo natura sanzionatoria, colpisce solo il rigetto o l'inammissibilità del ricorso e non può essere estesa per analogia a chi decide di abbandonare la causa.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: il dietrofront costa caro
Il caso riguarda un uomo condannato per reati in materia di stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale. Dopo aver presentato ricorso, l'imputato ha depositato una formale rinuncia all'impugnazione, regolarmente firmata e autenticata dal proprio difensore. La Corte di Cassazione ha preso atto di questa scelta, dichiarando l'inammissibilità del ricorso. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende. La decisione conferma che la rinuncia al ricorso per cassazione estingue il giudizio ma comporta comunque l'obbligo di pagare le spese processuali e la sanzione pecuniaria.
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Fisco fa marcia indietro: rinuncia al ricorso per cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che annullava un avviso di accertamento catastale emesso contro due contribuenti. L'ufficio fiscale contestava il mancato aggiornamento delle rendite e la mancata sospensione del processo. Tuttavia, prima della decisione della Suprema Corte, l'amministrazione finanziaria ha depositato formale rinuncia al ricorso per cassazione. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio ai sensi dell'articolo 306 del codice di procedura civile. Questo provvedimento conferma in via definitiva la vittoria dei contribuenti, i quali vedono annullato l'atto di riclassamento del proprio immobile senza dover affrontare ulteriori spese o gradi di giudizio.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: il Fisco si arrende
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che annullava un avviso di accertamento per estimi catastali emesso contro un contribuente. Tuttavia, prima della decisione della Suprema Corte, l'amministrazione finanziaria ha depositato una formale rinuncia al ricorso per cassazione. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio ai sensi dell'articolo 306 del codice di procedura civile, confermando di fatto la vittoria del contribuente che vede svanire la pretesa del fisco.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: il Fisco si arrende
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che annullava un avviso di accertamento per estimi catastali emesso contro alcuni contribuenti. Tuttavia, prima che la Corte di Cassazione potesse decidere sui motivi di ricorso relativi alla motivazione dell'atto e alla revisione delle microzone, l'amministrazione finanziaria ha depositato un formale atto di rinuncia. Di conseguenza, i giudici di legittimità hanno preso atto della volontà del fisco e hanno dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia al ricorso per cassazione, lasciando ferma la decisione favorevole ai contribuenti.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: il Fisco si arrende sul catasto
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che aveva annullato un avviso di accertamento per estimi catastali emesso nei confronti di due contribuenti. Tuttavia, prima della decisione della Suprema Corte, l'amministrazione finanziaria ha depositato un formale atto di rinuncia al ricorso per cassazione. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha preso atto della volontà dell'ente impositore e ha dichiarato l'estinzione del giudizio ai sensi dell'art. 306 c.p.c., confermando di fatto la vittoria dei contribuenti che vedono salvo l'annullamento dell'accertamento fiscale.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: il fisco si arrende sul catasto
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per cassazione contro la decisione della Commissione Tributaria Regionale, che aveva annullato un avviso di accertamento per estimi catastali emesso nei confronti di una contribuente. Successivamente, l'amministrazione finanziaria ha depositato un formale atto di rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione, preso atto di questa dichiarazione, ha dichiarato l'estinzione del giudizio ai sensi dell'articolo 306 del codice di procedura civile. Di conseguenza, la sentenza favorevole alla contribuente è diventata definitiva e il contenzioso si è concluso senza alcuna condanna alle spese per la mancata costituzione della parte intimata.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: il Fisco si arrende sul catasto
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale della Puglia, favorevole a un contribuente in merito a un avviso di accertamento per estimi catastali del 2012. Tuttavia, prima che la Corte di Cassazione potesse decidere sui motivi di ricorso, l'amministrazione finanziaria ha depositato un formale atto di rinuncia al ricorso per cassazione. Di conseguenza, i giudici di legittimità hanno preso atto della volontà dell'ente impositore e hanno dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia senza entrare nel merito delle questioni sollevate.
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Rinuncia al ricorso per Cassazione: la condanna diventa definitiva
L'Amministratore di un'azienda, condannato per reati tributari legati a dichiarazioni fraudolente, aveva inizialmente proposto ricorso per Cassazione contro la sentenza d'appello che aveva confermato la condanna a seguito di concordato. Successivamente, l'imputato ha presentato una formale dichiarazione di rinuncia al ricorso per Cassazione, regolarmente sottoscritta e autenticata. La Corte di Cassazione ha preso atto della ritualità della rinuncia, dichiarando il ricorso inammissibile e condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di cinquecento euro a favore della Cassa delle Ammende.
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Rinuncia al ricorso per Cassazione: la condanna diventa definitiva
L'Imputato era stato condannato per tentati furti aggravati, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali. Il suo difensore ha proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, l'Imputato ha presentato formale dichiarazione di rinuncia al ricorso presso la Casa Circondariale. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso a causa della sopravvenuta rinuncia al ricorso per Cassazione. Di conseguenza, l'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di cinquecento euro a favore della Cassa delle Ammende.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: la condanna diventa definitiva
Il caso riguarda un uomo condannato per il reato di minaccia grave aggravata dalla recidiva. L'imputato ha inizialmente proposto ricorso per cassazione lamentando violazioni di legge e vizi di motivazione sulla sussistenza del reato e sulla pena applicata. Successivamente, la difesa ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione ha preso atto della rinuncia, dichiarando il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse. Di conseguenza, i giudici hanno condannato il ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una somma di cinquecento euro in favore della Cassa delle Ammende.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: confermato il maxi sequestro
Il Tribunale di Roma aveva confermato il sequestro preventivo di oltre cinque milioni di euro nei confronti di una società, indagata per responsabilità amministrativa legata al reato di traffico di influenze illecite. La difesa della società ha inizialmente proposto ricorso davanti alla Corte di Cassazione per contestare il provvedimento di blocco dei conti correnti. Successivamente, il legale rappresentante dell'ente ha presentato formalmente una rinuncia al ricorso per cassazione, firmata di proprio pugno. Di conseguenza, i giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso inammissibile. La società ha perso la possibilità di contestare il sequestro e deve ora pagare le spese del procedimento, oltre a una sanzione pecuniaria di duemila euro in favore della Cassa delle Ammende.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: il sequestro diventa definitivo
Il Tribunale di Roma ha confermato il sequestro preventivo di beni nei confronti di un soggetto indagato per il reato di riciclaggio. Il difensore dell'indagata ha proposto ricorso per cassazione per contestare la misura cautelare. Successivamente, la stessa indagata ha presentato una formale dichiarazione scritta di rinuncia. La Corte di Cassazione ha preso atto di questa decisione e ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per intervenuta rinuncia al ricorso per cassazione. Di conseguenza, i giudici hanno condannato la ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una sanzione pecuniaria pari a duemila euro in favore della Cassa delle Ammende. La rinuncia comporta la perdita definitiva della possibilità di contestare il provvedimento di sequestro in questa sede.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: la rinuncia costa mille euro
Il Ricorrente, accusato di tentata rapina pluriaggravata e porto d'armi, ha impugnato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Cagliari. Successivamente, il difensore ha depositato formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di mille euro a favore della Cassa delle ammende.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: quando il dietrofront costa caro
Un uomo, condannato per diffamazione aggravata a seguito di patteggiamento, ha impugnato la decisione contestando la liquidazione delle spese legali a favore della vittima. Successivamente, il suo difensore ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso a causa della rinuncia, condannando il ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una sanzione di 500 euro alla Cassa delle ammende.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: fisco si arrende su catasto
L'Agenzia delle Entrate aveva impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che annullava un avviso di accertamento per estimi catastali emesso contro una contribuente. L'amministrazione finanziaria contestava la mancata sospensione del processo e la valutazione sulla carenza di motivazione del riclassamento. Tuttavia, prima della decisione della Suprema Corte, l'Agenzia delle Entrate ha depositato un formale atto di rinuncia al ricorso per cassazione. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha preso atto della rinuncia e ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando l'esito favorevole per la contribuente.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: il contribuente vince sul fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale riguardante un avviso di accertamento per estimi catastali emesso nei confronti di un contribuente. Nel corso del procedimento, l'amministrazione finanziaria ha depositato un formale atto di rinuncia al ricorso per cassazione. Poiché il contribuente non si è costituito in giudizio, i giudici di legittimità hanno preso atto della volontà del ricorrente e hanno dichiarato l'estinzione del giudizio ai sensi dell'articolo 306 del codice di procedura civile, ponendo fine alla controversia senza entrare nel merito delle questioni sollevate.
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Fisco ko: la rinuncia al ricorso per cassazione salva il cittadino
L'Agenzia delle Entrate aveva impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale favorevole a due contribuenti, riguardante un avviso di accertamento per estimi catastali del 2012. Tuttavia, prima che la Corte di Cassazione potesse decidere sui motivi di ricorso, l'amministrazione finanziaria ha depositato un atto formale di rinuncia. Di conseguenza, la Suprema Corte, preso atto della volontà del ricorrente, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia al ricorso per cassazione, lasciando ferma la decisione precedente favorevole ai cittadini.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite sul credito
Un Ente di Garanzia ha proposto opposizione allo stato passivo di una Società Fallita per ottenere il riconoscimento di un credito privilegiato di oltre 770.000 euro derivante da un intervento di sostegno pubblico. Il Tribunale ha respinto la domanda, qualificando il credito come chirografario. L'Ente ha quindi impugnato la decisione proponendo ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione. Prima dell'udienza, l'Ente ha depositato formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dal curatore del fallimento. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo senza alcuna condanna alle spese per via dell'accordo tra le parti.
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