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Rinuncia Al Ricorso Per Cassazione — Anno 2022

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Altri anni per Rinuncia Al Ricorso Per Cassazione

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso per cassazione: il dietrofront costa 3000 euro
Un imputato, dopo aver concordato la pena in appello, propone ricorso in Cassazione lamentando vizi procedurali. Successivamente, il suo difensore munito di procura speciale deposita formale atto di rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso a causa della sopravvenuta rinuncia al ricorso per cassazione. I giudici condannano il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle ammende, confermando che la legge non distingue tra le diverse cause di inammissibilità per l'applicazione della sanzione.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: il dietrofront costa caro
Un uomo, precedentemente condannato per estorsione pluriaggravata, ha proposto ricorso davanti alla Corte di Cassazione. Successivamente, lo stesso ricorrente ha depositato una formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso a causa di tale rinuncia. I giudici hanno chiarito che la rinuncia non esime il ricorrente dal pagamento delle spese processuali e della sanzione pecuniaria. Di conseguenza, la Corte ha condannato l'uomo a pagare le spese del giudizio e a versare mille euro alla Cassa delle Ammende, poiché la legge non distingue tra le diverse cause di inammissibilità.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: lite chiusa senza spese
Il Ricorrente ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione contro la Provincia e il Comune, impugnando una precedente sentenza d'appello. La Suprema Corte ha rilevato che la rinuncia, firmata dalla parte e dal difensore, è un atto unilaterale recettizio che estingue il processo senza necessità di accettazione delle controparti. Poiché i difensori delle controparti hanno apposto il visto di adesione alla rinuncia, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio senza alcuna condanna alle spese processuali. La decisione conferma che la rinuncia al ricorso per cassazione determina il passaggio in giudicato della sentenza impugnata e la fine del contenzioso.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: i costi della resa legale
L'Imputata aveva presentato ricorso contro la sentenza del Tribunale che, pur dichiarando prescritto il reato, aveva confermato il risarcimento danni alla parte civile. Successivamente, L'Imputata ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, firmata e autenticata dal proprio difensore. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso a causa della rinuncia e ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 500 euro a favore della Cassa delle Ammende.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: l’accordo che spegne la lite
Una società di servizi pubblici ha proposto ricorso in Cassazione contro un cittadino. Prima che la Corte decidesse sulla controversia, l'azienda ha depositato un atto formale di rinuncia al ricorso per cassazione, regolarmente sottoscritto dal proprio difensore. Il cittadino ha accettato tale rinuncia tramite il proprio avvocato, concordando anche la compensazione delle spese legali. La Corte di Cassazione, preso atto dell'accordo bilaterale e della volontà concorde delle parti, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Di conseguenza, il processo si è concluso senza una decisione sul merito della vicenda e ciascuna parte sosterrà le proprie spese di difesa, ponendo fine alla vertenza in modo consensuale.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: l’azienda si ritira ma paga
Una lavoratrice del settore aereo otteneva in appello la reintegrazione nel posto di lavoro e il risarcimento del danno, dopo che i giudici avevano accertato l'unitarietà dell'impresa tra due società collegate. Le aziende proponevano ricorso in Cassazione contestando la decisione, ma successivamente presentavano formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha preso atto della rinuncia, dichiarando l'estinzione del processo. Nonostante la rinuncia non richieda l'accettazione della controparte per essere efficace, la Corte ha condannato le società rinuncianti al pagamento delle spese di giudizio in favore della lavoratrice, disponendone la distrazione direttamente ai suoi avvocati. Vince la lavoratrice, che vede confermata la sua reintegrazione e ottiene il rimborso delle spese legali.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop al giudizio sul fallimento
Una società creditrice ha proposto ricorso in Cassazione contro la procedura di fallimento di un'azienda debitrice. Successivamente, la stessa società ricorrente ha deciso formalmente di rinunciare all'impugnazione. La Corte di Cassazione, preso atto di questa volontà, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Il caso si risolve quindi con la rinuncia al ricorso per cassazione, che comporta la fine anticipata del processo senza che i giudici entrino nel merito della disputa originaria, lasciando fermo il provvedimento impugnato.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite con l’INPS
Un libero professionista ha proposto opposizione contro una cartella di pagamento dell'INPS per contributi omessi relativi all'anno 2009, eccependo la prescrizione del credito. Dopo la decisione sfavorevole nei gradi di merito, il professionista ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima dell'udienza in camera di consiglio, il ricorrente ha depositato una formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte, preso atto della volontà della parte, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese di lite tra le parti ed escludendo il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: l’azienda vince sull’IVA
Una concessionaria pubblica ha notificato a un'autocarrozzeria diversi avvisi di accertamento per la tariffa di igiene ambientale. Dopo alterne vicende nei gradi precedenti, la Commissione Tributaria Regionale ha escluso l'applicazione dell'IVA sulle somme pretese. La concessionaria ha proposto ricorso in Cassazione ma, prima dell'udienza, ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dalla controparte. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, confermando la definitività della sentenza d'appello favorevole al contribuente e disponendo la compensazione delle spese di lite.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla tassa rifiuti
Una società di gestione dei rifiuti ha richiesto a un'autocarrozzeria il pagamento della tariffa di igiene ambientale per gli anni dal 2006 al 2009. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la controversia è giunta davanti alla Corte di Cassazione. Tuttavia, prima dell'udienza, la società di gestione ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dall'autocarrozzeria. I giudici di legittimità hanno dichiarato l'estinzione del processo. Di conseguenza, la sentenza d'appello, favorevole all'autocarrozzeria per l'esclusione della tassa sulle aree di produzione di rifiuti speciali, è passata in giudicato diventando definitiva. Le spese di giudizio sono state compensate tra le parti.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: niente raddoppio del contributo
Un Ente Consortile ha richiesto a una Società Contribuente il pagamento di contributi consortili. Dopo alterne vicende giudiziarie sull'onere della prova del vantaggio specifico arrecato al fondo, l'Ente Consortile ha deciso di presentare formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dalla controparte. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio e ha stabilito che, in caso di rinuncia, non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione si applica solo nei casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: l’accordo spegne la lite
Un consorzio sportivo e un'impresa edile si sono scontrati in tribunale per il pagamento del corrispettivo di un contratto di appalto. Durante il giudizio davanti alla Suprema Corte, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo amichevole per porre fine alla controversia. Di conseguenza, il consorzio ha presentato formale rinuncia al ricorso in Cassazione e l'impresa ha accettato l'accordo, concordando la compensazione delle spese legali. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per intervenuta rinuncia, confermando la compensazione delle spese e stabilendo che non sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: l’accordo spegne la lite
Il Contribuente ha proposto ricorso per revocazione contro una precedente sentenza tributaria. Successivamente, ha depositato un formale atto di rinuncia al ricorso per cassazione, sottoscritto personalmente. L'Amministrazione Finanziaria ha accettato la rinuncia, concordando sulla compensazione delle spese di lite. La Corte di Cassazione, preso atto della regolarità formale dell'atto e del consenso della controparte, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese tra le parti.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite sulla barca dei soci
La Società ha impugnato gli avvisi di accertamento con cui l'Agenzia delle Entrate contestava l'uso personale di un'imbarcazione da parte dei soci e l'assenza di una reale attività commerciale. Dopo la decisione sfavorevole in appello, la Società ha proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, la Società ha presentato istanza di rinuncia al ricorso per cassazione, dichiarando di volersi avvalere della definizione agevolata dei debiti esattoriali. La Corte di Cassazione ha preso atto della formale rinuncia e ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese di lite tra le parti ed escludendo il pagamento del doppio contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: si chiude senza spese doppie
Il caso riguarda un contribuente che ha proposto ricorso per revocazione contro un Consorzio di Bonifica. Prima dell'udienza, il ricorrente ha depositato formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, specificando che tale rinuncia non richiede l'accettazione della controparte per essere efficace. Inoltre, i giudici hanno chiarito che, in caso di rinuncia al ricorso per cassazione, non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione si applica solo nei casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione. Le spese di giudizio sono state interamente compensate tra le parti.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alle doppie tasse
Un contribuente propone ricorso per revocazione contro un ente di bonifica. Successivamente, il ricorrente presenta formale rinuncia al ricorso per cassazione, regolarmente notificata alla controparte. La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo. I giudici chiariscono che la rinuncia non richiede l'accettazione della controparte per essere efficace, differenziandosi dalle regole dei gradi di merito. Inoltre, la Corte stabilisce che in caso di rinuncia non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione colpisce solo il rigetto, l'inammissibilità o l'improcedibilità dell'impugnazione. Le spese di giudizio vengono interamente compensate tra le parti.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alle doppie tasse
Un professionista ha proposto ricorso per la revocazione di una precedente sentenza contro un ente pubblico. Prima dell'udienza, il ricorrente ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. I giudici hanno chiarito che la rinuncia non richiede l'accettazione della controparte per essere valida e determina il passaggio in giudicato della sentenza impugnata. Inoltre, la Corte ha stabilito che in caso di rinuncia non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché questa sanzione colpisce solo il rigetto o l'inammissibilità dell'impugnazione. Le spese di giudizio sono state interamente compensate tra le parti.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: la condanna diventa definitiva
Il Giudice di Pace di Frosinone condanna L'Imputato per minacce e lesioni. Il difensore propone appello, poi convertito in Cassazione. Successivamente, L'Imputato presenta personalmente una formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile proprio a causa di questa rinuncia. Trattandosi di un atto formale, irrevocabile e recettizio, la rinuncia estingue immediatamente il rapporto processuale. Di conseguenza, la sentenza di condanna originaria passa definitivamente in giudicato. La Corte condanna inoltre il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 500 euro a favore della Cassa delle Ammende.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: se manca la firma si paga
Il Tribunale condannava l'Imputato a un'ammenda di 4.000 euro per violazione delle norme sul lavoro. L'Imputato proponeva appello lamentando l'eccessività della pena e il diniego delle attenuanti e della sospensione condizionale. Trattandosi di sola ammenda, l'appello veniva convertito in ricorso per cassazione. Successivamente, il difensore d'ufficio presentava una rinuncia all'impugnazione. La Suprema Corte ha stabilito che la rinuncia al ricorso per cassazione è inefficace se firmata solo dal difensore privo di procura speciale. Nel merito, il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché la determinazione della pena era adeguatamente motivata in base ai precedenti penali del reo. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di 3.000 euro alla Cassa delle Ammende.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: l’accordo spegne lo scontro
Il Tribunale e la Corte d'Appello avevano dichiarato inefficaci, tramite azione revocatoria, i pagamenti per oltre 210.000 euro eseguiti da una società poi fallita a favore di un creditore. I giudici avevano accertato la conoscenza dello stato di insolvenza del debitore a causa dei gravi ritardi e del cambio di modalità nei pagamenti. Il creditore ha proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo per risolvere la controversia. Di conseguenza, il difensore del ricorrente ha depositato la formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia, senza alcuna pronuncia sulle spese di giudizio.
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