LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Rinuncia Al Ricorso Per Cassazione — Anno 2022

Pagina 10 di 21

Altri anni per Rinuncia Al Ricorso Per Cassazione

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso per cassazione senza raddoppio del contributo
Un cittadino ha impugnato una sentenza d'appello davanti alla Corte di Cassazione, notificando l'atto alla controparte. Successivamente, il medesimo soggetto ha depositato formale atto telematico per formalizzare la rinuncia al ricorso per cassazione. Le controparti intimate non hanno depositato memorie difensive né svolto alcuna attività nel giudizio di legittimità. La Suprema Corte ha verificato la piena regolarità formale dell'atto di rinuncia e ha dichiarato l'estinzione della causa. I giudici hanno inoltre stabilito che non sussistono le condizioni per addebitare le spese processuali e hanno escluso il raddoppio del contributo unificato a carico del rinunciante, trattandosi di misura sanzionatoria riservata solo al rigetto, all'inammissibilità o all'improcedibilità dell'impugnazione.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione ed esito delle spese legali
L'indagato ha presentato impugnazione contro un'ordinanza del Tribunale della Libertà. Successivamente, il difensore munito di procura speciale ha depositato un atto formale di rinuncia all'impugnazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità dell'atto a seguito della rinuncia al ricorso per cassazione. Di conseguenza, i giudici hanno condannato il ricorrente al pagamento delle spese di giudizio e al versamento di una sanzione pecuniaria di cinquecento euro a favore della Cassa delle ammende, non sussistendo motivi per escludere la colpa nella causazione dell'inammissibilità.
Continua »
Lite sulla servitù: la rinuncia al ricorso per cassazione chiude la causa
Una disputa immobiliare in materia di servitù era approdata davanti alla Corte di Cassazione a seguito dell'impugnazione proposta dal ricorrente e del conseguente controricorso con impugnazione incidentale della controparte. Poco prima della discussione in udienza pubblica, entrambe le parti hanno depositato un atto di reciproca rinuncia alle rispettive impugnazioni, debitamente sottoscritto dai litiganti e dai rispettivi avvocati, chiedendo la compensazione integrale delle spese. I giudici hanno chiarito che la rinuncia al ricorso per cassazione ha efficacia immediata ed estingue il processo senza bisogno di accettazione altrui. La Suprema Corte ha quindi dichiarato estinto il procedimento senza addebitare spese legali aggiuntive.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: lite estinta per l’Ente
L'Ente di Riscossione ha promosso impugnazione contro la decisione favorevole ottenuta dalla Procedura Fallimentare e dall'Ente Previdenziale. Durante il procedimento dinanzi alla Suprema Corte, l'Ente impositore ha depositato formale atto di rinuncia, regolarmente notificato a tutte le parti costituite. La Suprema Corte ha preso atto della volontà dismissiva del ricorrente. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato formalmente estinto il processo per intervenuta rinuncia al ricorso per cassazione, rendendo definitiva la sentenza emessa nei gradi precedenti senza necessità di esaminare i motivi dell'impugnazione.
Continua »
Distanze e rinuncia al ricorso in Cassazione: stop alla lite
Una società immobiliare impugnava la decisione d'appello che imponeva l'arretramento di un fabbricato per violazione delle distanze e accertava l'aggravamento di una servitù di passaggio a danno del vicino comproprietario. Nelle more del procedimento di legittimità, la società ha depositato l'atto di rinuncia al ricorso in Cassazione, sottoscritto e accettato dalla controparte. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il processo senza provvedere sulle spese processuali, grazie all'accordo tra i contendenti. I giudici hanno inoltre stabilito che l'estinzione per rinuncia impedisce l'applicazione del raddoppio del contributo unificato a carico della parte ricorrente.
Continua »
Rinuncia al ricorso di Cassazione: niente sanzioni con la revoca
Un indagato per concorso in estorsione aggravata si trova agli arresti domiciliari dopo una decisione del Tribunale del riesame. La difesa presenta impugnazione davanti ai giudici di legittimità per chiedere l'annullamento della misura. Successivamente il giudice per le indagini preliminari revoca completamente ogni restrizione cautelare. A seguito della libertà riacquistata, l'indagato formalizza la rinuncia al ricorso di Cassazione per sopravvenuta carenza di interesse pratico. La Suprema Corte dichiara inammissibile l'impugnazione ma non applica alcuna condanna alle spese legali o sanzioni pecuniarie. Il venir meno dell'interesse alla decisione è infatti dipeso dalla revoca intervenuta dopo il deposito dell'atto, liberando interamente la persona da oneri economici verso la cassa delle ammende.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: stop all’atto ed esborso
Un indagato per estorsione aggravata e furto propone ricorso contro la custodia cautelare in carcere disposta dal Tribunale del Riesame. Successivamente, il giudice sostituisce il carcere con gli arresti domiciliari. A seguito di questa attenuazione, la difesa deposita formale atto di rinuncia all'impugnazione. La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità dell'impugnazione e chiarisce che la rinuncia al ricorso per cassazione comporta la condanna alle spese e alla sanzione pecuniaria verso la Cassa delle ammende, permanendo una misura restrittiva.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite fiscale
Una contribuente in pensione richiedeva il rimborso delle maggiori imposte trattenute sulla previdenza complementare, rivendicando l'aliquota agevolata del 15 per cento. I giudici di primo e secondo grado accoglievano la domanda della pensionata contro l'amministrazione finanziaria. L'ente fiscale proponeva quindi ricorso davanti alla Suprema Corte. Nel corso del procedimento, le parti raggiungevano un'intesa amichevole. L'Avvocatura dello Stato formalizzava la rinuncia al ricorso per cassazione, prendendo atto dell'accordo conciliativo. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il procedimento, confermando l'efficacia immediata della rinuncia e disponendo la compensazione totale delle spese di lite, senza applicare il raddoppio del contributo unificato a carico dell'amministrazione.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: fisco fermato
Un pensionato ha chiesto il rimborso delle maggiori imposte trattenute sulla pensione integrativa, invocando l'aliquota agevolata del 15%. I giudici di merito hanno accolto la domanda del contribuente contro il fisco. L'Agenzia delle Entrate ha quindi proposto impugnazione davanti ai giudici di legittimità. Successivamente, le parti hanno raggiunto un'intesa conciliativa prima dell'udienza. L'Amministrazione finanziaria ha formalizzato la rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, confermando la definitività della sentenza favorevole al contribuente e disponendo l'integrale compensazione delle spese di lite tra le parti.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione tra Fisco e contribuente
Un contribuente chiedeva il rimborso delle maggiori imposte versate sulla pensione integrativa. L'Amministrazione finanziaria rifiutava tacitamente la richiesta, ma i giudici di merito accoglievano le ragioni del cittadino. Il Fisco proponeva impugnazione davanti ai giudici di legittimità. Prima dell'udienza, le parti raggiungevano un accordo conciliativo. L'ente pubblico presentava formale rinuncia al ricorso per cassazione dopo la rinuncia del contribuente a far valere la vittoria di secondo grado. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo. L'abbandono dell'impugnazione rende definitiva la vertenza, comporta la compensazione integrale delle spese di lite ed esclude sanzioni aggiuntive come il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: forma errata ma lite chiusa
Un lavoratore della scuola ha avviato una causa contro il Ministero per ottenere la conversione del rapporto o il risarcimento dei danni da reiterazione abusiva di contratti a termine. Dopo aver ottenuto la stabilizzazione e l'immissione in ruolo, il lavoratore ha presentato una rinuncia al ricorso per cassazione prima della decisione. L'atto di rinuncia non è stato però formalmente notificato all'Avvocatura dello Stato. La Suprema Corte ha dichiarato che una rinuncia non ritualmente notificata non porta all'estinzione formale della lite, ma determina l'inammissibilità dell'impugnazione per sopravvenuta carenza di interesse ad agire. I giudici hanno compensato le spese del giudizio ed escluso il versamento dell'ulteriore contributo unificato.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione e spese di giustizia
Un indagato ha subito la misura della custodia in carcere per presunti reati ambientali legati alla gestione di rifiuti ferrosi. Il Tribunale del Riesame ha confermato il provvedimento cautelare. L'indagato ha proposto ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione lamentando vizi di motivazione. Nelle more del procedimento, il giudice ha sostituito la custodia in carcere con gli arresti domiciliari. A seguito del beneficio ottenuto, la difesa ha depositato un formale atto di rinuncia al ricorso per cassazione. I Supremi Giudici hanno preso atto della dichiarazione e hanno dichiarato inammissibile l'impugnazione. La Suprema Corte ha condannato il ricorrente alle spese processuali e al pagamento di cinquecento euro alla Cassa delle Ammende, poiché la rinuncia non derivava dal pieno accoglimento giurisdizionale della richiesta originaria.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: lite estinta
Un proprietario terriero ha promosso un'azione legale per ottenere la restituzione di alcuni terreni occupati da una società commerciale e la condanna al pagamento di un'indennità per l'occupazione. La società ha eccepito l'usucapione del bene. Dopo la decisione di secondo grado favorevole al proprietario, la società ha impugnato la pronuncia. Nelle more del procedimento finale, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo per definire bonariamente la vertenza. La società ha quindi formalizzato la rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dal proprietario. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando integralmente le spese di lite ed escludendo il raddoppio del contributo unificato a carico della ricorrente.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: no sanzione ma spese dovute
Un imputato presenta ricorso davanti alla Suprema Corte per contestare il calcolo della pena determinata in appello per reati di droga. Prima della discussione, l'imputato deposita una formale rinuncia al ricorso per cassazione e richiede l'esonero dal pagamento delle spese di giudizio. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile a seguito dell'avvenuta rinuncia. I giudici applicano la disciplina sulle spese processuali, condannando il ricorrente al loro pagamento. La Corte stabilisce tuttavia che non sussiste alcuna colpa nella presentazione dell'impugnazione, escludendo così la sanzione economica aggiuntiva a favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: sanzione dopo la revoca
Un imputato, precedentemente condannato dalla Corte di Appello per reati in materia di stupefacenti, ha presentato ricorso davanti alla Corte di Cassazione. Successivamente, il suo difensore di fiducia, debitamente munito di procura speciale, ha depositato formalmente l'atto di rinuncia all'impugnazione. La Suprema Corte ha preso atto della volontà difensiva e ha definito la vicenda senza procedere alla discussione in pubblica udienza. I giudici hanno dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione conseguente alla rinuncia al ricorso per cassazione, condannando l'imputato al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una somma pari a tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: l’omessa notifica
Un cittadino straniero ha impugnato davanti alla Suprema Corte il decreto del Tribunale che gli aveva riconosciuto soltanto la protezione speciale. Nel corso del giudizio, il difensore ha depositato una dichiarazione di rinuncia formale agli atti per conto del proprio assistito. Tale atto, tuttavia, non è stato notificato alla controparte pubblica costituita in giudizio. I giudici hanno chiarito gli effetti procedurali di questa omissione. La rinuncia al ricorso per cassazione non notificata non estingue formalmente il giudizio, ma rende evidente la sopravvenuta mancanza di interesse a proseguire la lite. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione senza addebito di spese legali.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione dopo il saldo dei debiti
Un professionista ha contestato una cartella esattoriale relativa a contributi previdenziali e sanzioni per oltre ottantacinquemila euro. Dopo le decisioni dei gradi di merito, il professionista ha impugnato la pronuncia davanti alla Corte di Cassazione. Prima dell'adunanza camerale, il debitore ha regolarizzato interamente la propria posizione contributiva con l'ente di previdenza e ha depositato l'atto di rinuncia al ricorso in Cassazione per sopravvenuta carenza di interesse. L'ente creditore ha apposto il visto sull'atto senza sollevare contestazioni. I giudici di legittimità hanno dichiarato l'estinzione del giudizio. La Corte ha inoltre disposto la compensazione integrale delle spese di lite, valorizzando la definizione consensuale della controversia ed escludendo il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Rinuncia al ricorso per Cassazione: scatta la sanzione pecuniaria
Un Imputato, sottoposto a custodia cautelare in carcere per reati legati agli stupefacenti, impugna l'ordinanza del Tribunale del Riesame davanti alla Corte di Cassazione. Nel frattempo, l'Imputato patteggia la pena in primo grado e ottiene la sostituzione del carcere con gli arresti domiciliari. Ritenendo soddisfatto il proprio interesse, il difensore formalizza la rinuncia al ricorso per Cassazione chiedendo l'esonero dal pagamento delle spese di giustizia e della sanzione pecuniaria. La Suprema Corte dichiara l'inammissibilità del ricorso per rinuncia, ma condanna comunque il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di mille euro in favore della Cassa delle ammende, confermando che l'abbandono del procedimento non esonera dai costi sanzionatori previsti dalla legge.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione ed estinzione del debito
Una debitrice ha proposto opposizione agli atti esecutivi contro un atto di precetto da quasi diecimila euro notificato da un creditore sulla base di un titolo stragiudiziale. Il Tribunale ha accolto l'opposizione della debitrice e ha annullato l'atto. Il creditore ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione. Successivamente, il relatore ha rilevato la probabile inammissibilità dell'impugnazione. Il creditore ha quindi depositato formale atto di rinuncia, regolarmente notificato e vistato dalla controparte. La Suprema Corte ha confermato che la rinuncia al ricorso per cassazione non necessita di espressa accettazione per produrre effetti e comporta l'estinzione immediata del giudizio, rendendo definitiva la vittoria della debitrice senza condanna alle spese per il creditore.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: estinzione e spese
Una lavoratrice ha richiesto l'ammissione al passivo di un ente pubblico in liquidazione per ottenere oltre diecimila euro di incentivi non percepiti. Il Tribunale ha respinto la domanda, accogliendo l'eccezione di prescrizione quinquennale sollevata dall'ente. La lavoratrice ha quindi proposto impugnazione di legittimità. Nelle more del procedimento, la stessa ha depositato una formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, precisando che la rinuncia produce effetti anche senza l'accettazione della controparte. Tuttavia, per il principio di causalità, i giudici hanno condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali sostenute dall'ente, escludendo invece l'obbligo del raddoppio del contributo unificato.
Continua »