LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Ricorso Per Cassazione Contro Patteggiamento

Orientamento della Cassazione

Su LexCED 275 provvedimenti della Corte di cassazione su questo tema (2022–2026). Nel 100% dei casi il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

Esito del ricorso

  • Inammissibile 100%

Provvedimenti per anno

2022 2023 2026

Sezioni

  • Penale Sez. 771%
  • Penale Sez. 617%
  • Penale Sez. 212%

Precedenti più richiamati

  • Cass. 38235/2018in 11 provvedimenti
  • Cass. 1032/2019in 46 provvedimenti
  • Cass. 28742/2020in 39 provvedimenti
  • Cass. 4727/2018in 52 provvedimenti
  • Cass. 19425/2021in 6 provvedimenti

Dati LexCED, aggiornati ogni giorno. L'esito è letto dal dispositivo dei provvedimenti pubblicati; sono esclusi quelli senza dispositivo leggibile.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ricorso per cassazione contro patteggiamento tra patto e rigetto
L'Imputato ha concordato l'applicazione della pena per violazione della normativa sugli stupefacenti dinanzi al Giudice per le indagini preliminari. Successivamente, la difesa ha promosso il ricorso per cassazione contro patteggiamento, contestando la mancanza di motivazione sull'eventuale proscioglimento immediato. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'impugnazione. La legge circoscrive in modo tassativo i casi in cui una parte può contestare l'accordo penale convalidato dal giudice. La mancata giustificazione sulle cause di non punibilità non costituisce motivo valido per invalidare la pena concordata. I giudici supremi hanno respinto la richiesta e condannato il ricorrente al rimborso delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Ricorso per cassazione contro patteggiamento: limiti e rischi
L'Imputato concorda l'applicazione della pena per il reato di autocalunnia davanti al Giudice dell'udienza preliminare. Successivamente, propone un ricorso per cassazione contro patteggiamento per contestare l'accertamento della propria responsabilità penale. La Suprema Corte dichiara l'impugnazione del tutto inammissibile. I giudici evidenziano che la legge limita drasticamente i motivi di impugnazione dopo l'accordo sulla pena, escludendo qualsiasi nuova discussione sulla colpevolezza. Il ricorso risulta inoltre formulato con censure generiche e prive di reale fondamento giuridico. La decisione conferma la sentenza concordata e condanna il ricorrente al versamento delle spese processuali, oltre a una sanzione di tremila euro in favore della Cassa delle ammende per aver promosso una causa manifestamente infondata.
Continua »
Ricorso per cassazione contro patteggiamento: limiti
L'imputata ha concordato la propria pena dinanzi al tribunale tramite accordo tra le parti. Successivamente, la persona condannata ha promosso un ricorso per cassazione contro patteggiamento, sostenendo che il giudice non avesse esaminato i presupposti per un immediato proscioglimento. La Suprema Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità totale dell'impugnazione. La legge impedisce infatti di contestare la mancata assoluzione d'ufficio dopo aver concordato volontariamente la sanzione penale. I giudici di legittimità hanno respinto l'istanza con procedura immediata. L'imputata ha subito la condanna al pagamento di tutte le spese di giustizia e al versamento di una sanzione di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Ricorso per cassazione contro il patteggiamento: stop ai ripensamenti
L'Imputato ha concordato con il Pubblico Ministero una pena per reati di sostanze stupefacenti di lieve entità. Il Tribunale ha applicato la sanzione richiesta tramite la sentenza concordata. Successivamente, L'Imputato ha promosso un ricorso per cassazione contro il patteggiamento chiedendo l'assoluzione nel merito e contestando la ricostruzione dei fatti. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'impugnazione. La legge circoscrive rigidamente i motivi proponibili dopo un accordo sulla pena. Non è possibile chiedere una rivalutazione dei fatti già ammessi con l'accordo sanzionatorio. Il ricorrente deve pagare le spese del procedimento e versare tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Ricorso per cassazione contro patteggiamento: limiti e rigetto
L'imputato, accusato di detenzione di cocaina e crack a fini di spaccio, concordava con il pubblico ministero una pena patteggiata di due anni di reclusione e quattromila euro di multa, ottenendo la riqualificazione del reato nella lieve entità e l'esclusione della recidiva. Successivamente, la difesa proponeva un ricorso per cassazione contro patteggiamento lamentando l'assenza di motivazione sul mancato proscioglimento immediato. I Giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso palesemente inammissibile. La legge stabilisce un perimetro rigido ed elenca casi tassativi per contestare l'accordo raggiunto, escludendo la censura sulla motivazione dell'assoluzione mancata. Di conseguenza, la Corte ha confermato la condanna e ha imposto all'imputato il pagamento delle spese processuali, oltre a tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Ricorso per cassazione contro patteggiamento: stop ai motivi vietati
L'Imputato ha concordato l'applicazione della pena su richiesta delle parti (patteggiamento). Successivamente, il suo difensore ha impugnato la sentenza davanti alla Corte di Cassazione, sostenendo che il giudice di merito non avesse valutato la presenza di cause di proscioglimento immediato. La Corte di Cassazione ha stabilito che il ricorso per cassazione contro patteggiamento è inammissibile quando solleva vizi sull'omesso proscioglimento. La riforma processuale limita tassativamente i motivi di impugnazione per tale rito speciale. Per questo motivo, i giudici hanno dichiarato inammissibile l'impugnazione e hanno condannato l'Imputato al pagamento delle spese del giudizio e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Ricorso per Cassazione contro patteggiamento ed errori
L'Imputata concorda con la Procura una pena per reati in materia di stupefacenti tramite patteggiamento dinanzi al Tribunale. Successivamente, la difesa propone ricorso per Cassazione contro patteggiamento, lamentando presunti vizi e un errore di calcolo nella quantificazione della pena concordata. I Giudici di legittimità dichiarano il ricorso inammissibile. La legge limita tassativamente i casi di impugnazione delle sentenze patteggiate. L'errore nei passaggi di calcolo non rende illegale la sanzione se il risultato finale coincide esattamente con la pena pattuita tra le parti. L'Imputata subisce la conferma della condanna e il pagamento di quattromila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Ricorso in Cassazione contro il patteggiamento: i limiti legali
L'Imputato, accusato dei reati di rapina aggravata ed evasione, concorda con il pubblico ministero una pena di due anni e quattro mesi di reclusione oltre a ottocento euro di multa. Successivamente, tramite il proprio difensore, propone ricorso in Cassazione contestando la valutazione della responsabilità, la qualificazione del fatto e la congruità della sanzione. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. I giudici chiariscono che il ricorso in Cassazione contro il patteggiamento è ammesso solo per casi tassativi, come l'errore manifesto o la pena illegale. Contestare la responsabilità o chiedere un riesame della pena concordata non è consentito. Di conseguenza, L'Imputato perde il ricorso e viene condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Ricorso per cassazione contro il patteggiamento: l’intoppo
L'Imputato ha concordato una pena ridotta con il pubblico ministero per un reato legato agli stupefacenti tramite la procedura del patteggiamento. Successivamente, ha proposto ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione lamentando un presunto vizio di motivazione e una violazione di legge sulla propria responsabilità penale. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso del tutto inammissibile. La legge limita infatti il ricorso per cassazione contro il patteggiamento a soli motivi tassativi e formali, come l'assenza di consenso o la pena illegale, vietando ogni contestazione sulla motivazione o sul merito dei fatti. Per questo motivo, l'Imputato ha perso la causa ed è stato condannato a pagare le spese processuali e una sanzione di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Ricorso per cassazione contro patteggiamento: limiti e sanzioni
Due imputati concordano con la pubblica accusa una pena ridotta per cessione di stupefacenti di lieve entità. Il Giudice per le Indagini Preliminari ratifica l'accordo. Successivamente, entrambi gli imputati propongono ricorso per cassazione contro patteggiamento, contestando la mancanza di motivazione sull'immediato proscioglimento. La Suprema Corte dichiara i ricorsi inammissibili. La legge limita rigidamente i motivi spendibili contro il patteggiamento, escludendo censure sulla motivazione o sul mancato proscioglimento. I ricorrenti subiscono la condanna alle spese e al versamento di quattromila euro ciascuno alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Ricorso per cassazione contro patteggiamento: limiti di legge
Tre imputati hanno proposto un ricorso per cassazione contro patteggiamento concordato davanti al Tribunale. Gli stessi contestavano la motivazione della sentenza in merito alla mancata verifica delle cause di proscioglimento immediato e alla mancata estensione delle attenuanti generiche. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. I giudici hanno ribadito che la legge limita rigorosamente le ipotesi di impugnazione delle sentenze concordate. Contestare la motivazione sul proscioglimento esula dai casi tassativamente previsti dal codice di procedura penale. Di conseguenza, la Suprema Corte ha condannato i tre ricorrenti al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro ciascuno in favore della Cassa delle Ammende.
Continua »
Ricorso per cassazione contro patteggiamento: stop ai riesami
L'Imputato ha concordato l'applicazione della pena con il rito del patteggiamento per reati connessi al traffico di sostanze stupefacenti. Successivamente, la difesa ha impugnato la sentenza lamentando l'assenza di accertamenti sulla quantità e qualità della droga. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione contro patteggiamento. La riforma processuale consente infatti l'impugnazione solo per vizi del consenso, errata qualificazione giuridica, discordanza tra accordo e decisione o pena illegale. Non è possibile richiedere una nuova valutazione delle prove o delle indagini. Di conseguenza, l'Imputato ha subito la condanna al pagamento delle spese legali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Ricorso per cassazione contro patteggiamento: i rigidi limiti
L'Imputato aveva concordato la pena con il Pubblico Ministero davanti al Giudice per l'Udienza Preliminare per reati legati alle sostanze stupefacenti. Successivamente, tramite il proprio difensore, ha proposto un ricorso per cassazione contro patteggiamento denunciando presunti difetti di motivazione e violazioni di legge sulla responsabilità e sulla pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso del tutto inammissibile. La legge limita infatti la possibilità di impugnare una sentenza di patteggiamento solo a casi tassativi, come l'illegalità della pena o vizi nella manifestazione della volontà, escludendo contestazioni generali sulla motivazione. Di conseguenza, L'Imputato è stato condannato a pagare le spese del processo e una sanzione di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
Continua »
Ricorso per cassazione contro patteggiamento: stop ai vizi esclusi
L'Imputato ha concordato l'applicazione della pena per detenzione illecita di sostanze stupefacenti di lieve entità. Successivamente, la difesa ha presentato un ricorso per cassazione contro patteggiamento, lamentando la mancata emissione di una sentenza di proscioglimento immediato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La legge limita rigidamente i motivi di impugnazione delle sentenze concordate, escludendo la contestazione sulla mancata declaratoria di non punibilità. L'Imputato è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di quattromila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Ricorso per cassazione contro patteggiamento: esito e sanzioni
L'Imputato ha proposto ricorso contro la sentenza con cui il Tribunale aveva applicato la pena concordata tra le parti (patteggiamento). La difesa contestava la congruità della sanzione e la motivazione del giudice. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione contro patteggiamento. I giudici hanno chiarito che, dopo la riforma del 2017, la sentenza concordata si può impugnare solo per vizi di volontà, difetto di corrispondenza tra richiesta e decisione, errata qualificazione del fatto o pena illegale. Contestare la sola misura della sanzione non è consentito. Di conseguenza, L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di quattromila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Ricorso per cassazione contro patteggiamento: accordo e rigetto
L'Imputato concordava l'applicazione della pena tramite accordo formale davanti al tribunale. Successivamente, la difesa proponeva ricorso per cassazione contro patteggiamento, lamentando la mancata verifica preventiva dell'assenza di cause di proscioglimento immediato. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta senza udienza, dichiarando l'impugnazione del tutto inammissibile. I giudici hanno chiarito che la legge limita rigorosamente le ipotesi di contestazione contro le sentenze patteggiate. L'accordo iniziale preclude censure generiche sul merito o sull'assenza di cause di non punibilità. L'Imputato perde definitivamente la causa e subisce la condanna al pagamento delle spese processuali, oltre a una sanzione di tremila euro destinata alla Cassa delle ammende.
Continua »
Ricorso per cassazione contro patteggiamento: limiti e sanzioni
Un'imputata ha concordato la pena davanti al giudice tramite patteggiamento. In seguito, la donna ha presentato ricorso per cassazione contro patteggiamento contestando due aspetti: la mancata valutazione da parte del magistrato della sussistenza dei presupposti per un proscioglimento immediato e la mancata applicazione di sanzioni sostitutive. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso totalmente inammissibile. La legge delimita rigidamente i motivi per cui si può impugnare un accordo sulla pena. Le contestazioni relative al proscioglimento d'ufficio e alle sanzioni alternative non rientrano tra i casi consentiti. I giudici hanno condannato la ricorrente al pagamento delle spese di giudizio e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Ricorso per cassazione contro patteggiamento: quando scatta lo stop
L'Imputato propone ricorso contro la sentenza del Giudice per le indagini preliminari che ha convalidato l'accordo di patteggiamento. La difesa contestava la misura della pena, lamentando una scarsa motivazione e una violazione di legge sulla congruità della sanzione. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso per cassazione contro patteggiamento del tutto inammissibile. I giudici spiegano che l'articolo 448 del codice di procedura penale vieta espressamente di contestare l'entità della pena concordata dalle parti. Il ricorso è stato giudicato anche generico nelle sue argomentazioni. L'Imputato perde la causa e subisce la condanna al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
Continua »
Ricorso per cassazione contro patteggiamento e sanzioni
L'Imputato propone ricorso per cassazione contro patteggiamento concordato per un reato legato agli stupefacenti. La difesa contesta la presenza dell'aggravante della ingente quantità, chiedendo una nuova valutazione della consulenza chimica svolta nel corso delle indagini. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. La legge limita in modo tassativo i casi in cui è possibile presentare il ricorso per cassazione contro patteggiamento, escludendo qualsiasi riesame del merito o delle prove fisiche. L'Imputato perde la causa e subisce la condanna al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
Continua »
Ricorso per cassazione contro patteggiamento: limiti e sanzioni
L'Imputato viaggiava in auto come passeggero con un chilogrammo di cocaina destinato allo spaccio. In primo grado, l'Imputato ha concordato la pena tramite patteggiamento. Successivamente, l'Imputato ha presentato un ricorso per cassazione contro patteggiamento proponendo censure non consentite dalla legge. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La normativa limita le contestazioni sulle sentenze concordate a soli motivi specifici, come vizi di volontà o errori sulla pena. L'Imputato perde la causa e deve pagare le spese processuali insieme a quattromila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »