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Retribuzione Di Anzianità

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Retribuzione di anzianità: no dopo la riforma PA
Alcuni dipendenti pubblici, promossi a dirigenti, chiedevano l'adeguamento della retribuzione di anzianità secondo una vecchia legge regionale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la riforma del pubblico impiego ha trasferito la disciplina della retribuzione alla contrattazione collettiva, superando le leggi precedenti. La data di decorrenza economica della promozione è il momento decisivo per individuare la normativa applicabile.
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Retribuzione di anzianità: no a scatti automatici
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un'amministrazione regionale contro alcuni dipendenti, negando il loro diritto a ulteriori incrementi della retribuzione di anzianità (RIA) per il biennio 1989-1990. La Corte ha stabilito che la normativa applicabile (d.P.R. n. 333/1990) non prevedeva tali scatti, ribaltando le decisioni dei giudici di merito che avevano dato ragione ai lavoratori. La sentenza sottolinea l'importanza di una corretta interpretazione delle fonti normative che disciplinano la materia.
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Retribuzione di anzianità: negata se da legge illecita
Una dipendente regionale ha richiesto un adeguamento della propria retribuzione di anzianità basandosi su una legge regionale. Tale legge è stata in seguito dichiarata incostituzionale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che non può sorgere alcun diritto da una norma illegittima. Inoltre, ha sottolineato l'esistenza di un precedente giudicato sfavorevole alla stessa dipendente, che preclude ogni ulteriore pretesa, e l'assenza di un legittimo affidamento, dato che la norma non le era mai stata applicata.
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