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Remissione Del Debito

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Provvedimenti

Remissione del debito: requisiti e condizioni
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva la remissione del debito per spese di giustizia. La sentenza chiarisce che per ottenere il beneficio non basta una semplice difficoltà finanziaria, ma occorre dimostrare che il pagamento comprometterebbe le esigenze vitali. I redditi da lavoro in carcere sono rilevanti per questa valutazione.
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Remissione del debito: l’errore annulla la liberatoria?
Una società finanziaria emette per errore una remissione del debito a favore di un cliente per un finanziamento legato a un impianto fotovoltaico. Successivamente, cerca di revocarla adducendo un vizio del consenso. La Corte di Cassazione chiarisce che l'annullamento di un atto unilaterale per errore dipende dall'essenzialità e riconoscibilità dell'errore stesso, non dalla sua scusabilità. Il caso viene rinviato per una nuova valutazione basata su questi principi.
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Remissione del debito: condotta e reddito da valutare
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che negava la remissione del debito a un detenuto. La Corte ha stabilito che una singola infrazione disciplinare non è sufficiente a escludere la buona condotta, che deve essere valutata nel suo complesso. Inoltre, la valutazione delle condizioni economiche non può limitarsi a elencare i beni posseduti, ma deve analizzare concretamente se il pagamento del debito comprometterebbe le esigenze vitali del nucleo familiare. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Remissione del debito: il silenzio non basta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7201/2025, ha chiarito i presupposti per la remissione del debito. Nel caso esaminato, una società di gestione di un fondo di investimento sosteneva che un'impresa appaltatrice avesse rinunciato tacitamente a un credito per servizi di custodia. La Suprema Corte ha confermato la decisione d'appello, stabilendo che la remissione del debito tacita richiede una volontà inequivocabile del creditore, incompatibile con il mantenimento del diritto. La semplice inerzia o la mancata fatturazione per un periodo, giustificate da strategie commerciali, non sono sufficienti. Inoltre, è stato ribadito che i fondi di investimento sono patrimoni separati ma privi di soggettività giuridica, pertanto le obbligazioni sono imputabili alla società di gestione che li amministra.
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Cancellazione società e crediti: la Cassazione decide
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno risolto un contrasto giurisprudenziale sulla sorte dei crediti di una società cancellata dal registro delle imprese. La sentenza stabilisce che la cancellazione non comporta una rinuncia automatica ai crediti, anche se non iscritti nel bilancio finale di liquidazione. Tali crediti si trasferiscono ai soci in un fenomeno successorio. Spetta al debitore dimostrare l'eventuale rinuncia esplicita da parte della società creditrice. Nel caso specifico, il socio unico di una società cancellata è stato ritenuto legittimato a proseguire l'azione legale contro una banca per la restituzione di somme indebitamente percepite.
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