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Reggente

Definizione

Nel contesto delle organizzazioni mafiose, indica la persona che detiene temporaneamente la leadership, spesso in sostituzione di un capo detenuto o deceduto.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Mafia: boss da lontano? Bastano gravi indizi per il carcere
Un individuo, accusato di essere il 'reggente' di un'associazione mafiosa pur risiedendo in un'altra regione, si è visto applicare la custodia in carcere. La sua difesa ha contestato la solidità delle prove, ritenendo generiche le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e ambigue le intercettazioni. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: la valutazione dei gravi indizi di colpevolezza spetta al giudice di merito. Quest'ultimo può basare la sua decisione su un insieme di elementi, incluse le conversazioni tra terzi e le dichiarazioni di pentiti, anche se l'indagato non è fisicamente presente sul territorio. La residenza altrove non è sufficiente a escludere un ruolo di vertice. L'appello dell'indagato è stato quindi dichiarato inammissibile.
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Boss o esecutore? La Cassazione sulla associazione di tipo mafioso
La Corte di Cassazione ha confermato la custodia cautelare in carcere per un uomo accusato di ricoprire un ruolo di vertice in una associazione di tipo mafioso. La difesa contestava l'attendibilità di cinque collaboratori di giustizia provenienti da una fazione rivale e la mancanza di prove dirette sul ruolo di comando, sostenendo che l'indagato fosse un mero esecutore di ordini familiari. I giudici hanno però stabilito che le dichiarazioni convergenti di più collaboratori si riscontrano reciprocamente. Inoltre, la figura del reggente, che gestisce le direttive del capofamiglia detenuto, integra pienamente la qualifica di capo dell'organizzazione. La Corte ha rigettato il ricorso, ribadendo che i legami familiari, pur non costituendo prova automatica di appartenenza, spiegano razionalmente l'ascesa ai vertici del clan.
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Compenso Presidente Commissione Tributaria: No extra
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8876/2024, ha stabilito che al presidente di sezione di una Commissione tributaria, che sostituisce temporaneamente il Presidente di Commissione, non spetta alcun compenso aggiuntivo. La Corte ha chiarito che la normativa vigente prevede un meccanismo di sostituzione automatica e che le funzioni svolte dal supplente sono omogenee a quelle già ricoperte. La legge esclude esplicitamente il diritto a compensi ulteriori per il supplente, ribaltando la precedente decisione della Corte d'Appello che aveva riconosciuto tale diritto.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se rivaluta i fatti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un indagato per associazione mafiosa ed estorsione avverso un'ordinanza di custodia cautelare. La sentenza ribadisce un principio fondamentale: il ricorso per cassazione non può essere utilizzato per ottenere una nuova valutazione delle prove, come le intercettazioni, ma solo per contestare vizi di legittimità o la manifesta illogicità della motivazione del provvedimento impugnato.
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