LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Reati Ostativi — Anno 2024

Pagina 9 di 9

Altri anni per Reati Ostativi

Provvedimenti

Carenza d’interesse: appello PM inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Pubblico Ministero per sopravvenuta carenza d'interesse. Il ricorso era stato presentato contro un'ordinanza che sospendeva un ordine di carcerazione. Tuttavia, nelle more del giudizio, il condannato ha ottenuto l'affidamento in prova ai servizi sociali, rendendo di fatto inutile una decisione sul ricorso originario, poiché l'ordine di carcerazione non avrebbe potuto essere ripristinato in ogni caso.
Continua »
Permesso premio: la Cassazione sui reati ostativi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un detenuto, condannato per gravi reati legati al traffico di stupefacenti, contro il diniego di un permesso premio. La sentenza sottolinea che, per la concessione del beneficio, la sola condotta carceraria regolare non è sufficiente. È necessaria una valutazione rigorosa dell'assenza di pericolosità sociale, che tenga conto della gravità dei reati commessi e della mancanza di una revisione critica del proprio passato criminale. La mancata collaborazione con la giustizia, pur non essendo un ostacolo assoluto, viene considerata un forte indizio di pericolosità attuale.
Continua »
Reati ostativi: la condotta in carcere non basta
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che concedeva misure alternative a un detenuto per reati ostativi. La decisione è stata ritenuta illogica e incompleta perché basata solo sulla buona condotta carceraria, omettendo la necessaria e approfondita valutazione sull'assenza di collegamenti attuali con la criminalità organizzata e sul pericolo di un loro ripristino, come richiesto dall'art. 4-bis Ord. pen.
Continua »
Sospensione ordine di esecuzione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva la sospensione dell'ordine di esecuzione. La richiesta era basata sull'idea che la parte di pena per l'aggravante ostativa fosse già stata scontata. La Corte ha ribadito che il divieto di sospensione ordine di esecuzione per i reati gravi, come quelli legati agli stupefacenti con aggravanti specifiche, dipende dalla natura del reato stesso e non dal calcolo della pena residua. La gravità del fatto, una volta accertata in giudizio, preclude la sospensione.
Continua »
Permesso premio: la Cassazione sui limiti del beneficio
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego di un permesso premio a una donna condannata per partecipazione ad un'associazione dedita al narcotraffico. Il ricorso della donna si basava sulla presunta impossibilità di collaborare con la giustizia, dato il suo ruolo marginale e l'accertamento completo dei fatti. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la collaborazione era ancora potenzialmente utile per svelare canali di approvvigionamento e riciclaggio. Inoltre, non è stata fornita prova di una seria e concreta volontà di scissione dal clan di appartenenza, che risulta ancora operativo.
Continua »
Permesso premio: la Cassazione e i reati ostativi
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego di un permesso premio a un detenuto condannato all'ergastolo per omicidio e reati di mafia con ruolo apicale. La decisione si basa sulla mancata dimostrazione, da parte del condannato, di aver reciso i legami con l'organizzazione criminale di appartenenza, ancora attiva. Secondo la Corte, il Tribunale di Sorveglianza ha correttamente valutato le informazioni negative fornite dalle autorità antimafia e la mancanza di iniziative risarcitorie verso le vittime, ritenendo insufficiente il mero decorso del tempo e la buona condotta carceraria per superare la presunzione di pericolosità.
Continua »
Affidamento terapeutico: no allo scioglimento del cumulo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 37523/2024, ha respinto il ricorso di un detenuto, negando l'accesso all'affidamento in prova terapeutico. La Corte ha stabilito che, in presenza di un reato ostativo nel cumulo di pene e con un residuo superiore a quattro anni, non è possibile applicare lo "scioglimento virtuale del cumulo". Questa operazione, che consentirebbe di considerare già scontata la pena per il reato ostativo, è esclusa dal testo specifico dell'art. 94 D.P.R. 309/1990. Anche la richiesta di detenzione domiciliare per motivi di salute è stata respinta per mancanza di prove sulla incompatibilità con il regime carcerario.
Continua »
Sospensione esecuzione pena: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 36919/2024, ha stabilito che la sospensione dell'esecuzione della pena per un condannato per reati ostativi, che abbia intrapreso un programma terapeutico, è possibile solo se questi si trova già agli arresti domiciliari presso una comunità. La Corte ha rigettato il ricorso di un condannato che aveva iniziato il percorso da libero, affermando che la diversa disciplina non è incostituzionale. La ratio risiede nella necessità di un controllo preventivo da parte dell'autorità giudiziaria, presente nel caso degli arresti domiciliari ma assente per chi intraprende il percorso in stato di libertà.
Continua »