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Promozione automatica

Definizione

Il diritto del lavoratore di ottenere il passaggio definitivo alla qualifica superiore dopo aver svolto i relativi compiti per un determinato periodo di tempo previsto dalla legge o dai contratti collettivi.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Promozione automatica mansioni superiori: la Cassazione nega la continuità
Un Lavoratore ha chiesto il riconoscimento della qualifica superiore e le relative differenze retributive all'Azienda, sostenendo di aver svolto mansioni più elevate. La sua pretesa si basava su periodi di lavoro sia a tempo determinato che indeterminato. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda, affermando che i due rapporti di lavoro erano distinti e non continui, impedendo la "Promozione automatica mansioni superiori". Inoltre, alcune richieste erano prescritte e il periodo di mansioni superiori non era sufficiente. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso del Lavoratore. Ha ribadito che per la promozione automatica è necessaria la continuità e la sistematicità delle mansioni, non riscontrabili nel caso specifico a causa dell'intervallo tra i contratti e la loro diversa natura.
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Mansioni superiori: la sostituzione non fa scattare la promozione
Un lavoratore marittimo ha chiesto l'inquadramento definitivo nel livello superiore di Direttore di macchina, sostenendo di essere stato adibito a mansioni superiori attraverso periodi frazionati inferiori a tre mesi per eludere la promozione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del dipendente, confermando che l'assegnazione provvisoria a mansioni superiori non trasforma il rapporto in modo definitivo se il datore di lavoro dimostra che le mansioni servivano a sostituire colleghi assenti con diritto alla conservazione del posto. Non essendo stata provata una vacanza organica del posto o un disegno fraudolento della società, il lavoratore perde la causa e viene condannato al pagamento delle spese legali.
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Mansioni superiori: sì alla promozione nelle società pubbliche
Una farmacista dipendente di una società per azioni a controllo pubblico ha svolto per ripetuti periodi il ruolo di direttrice della farmacia. Ha quindi richiesto il riconoscimento della qualifica superiore e le differenze retributive. La Corte d'Appello aveva negato il diritto, ritenendo che l'obbligo di concorso pubblico per le assunzioni impedisse la promozione automatica. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso della lavoratrice. I giudici hanno chiarito che il rapporto di lavoro con una società a controllo pubblico è di natura privatistica. Di conseguenza, l'obbligo di selezione pubblica per l'accesso non esclude l'applicazione dell'articolo 2103 del codice civile. Lo svolgimento di mansioni superiori protratto oltre i limiti di legge comporta quindi il diritto alla promozione automatica, non applicandosi i divieti previsti per il pubblico impiego. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Mansioni superiori: l’ente pubblico applica le regole private
Un dipendente di un'azienda territoriale per l'edilizia residenziale ha svolto per oltre sei anni compiti di livello dirigenziale. Ha quindi richiesto il riconoscimento definitivo della qualifica superiore e le relative differenze di stipendio. La Corte d'Appello ha respinto la domanda, ritenendo applicabili i divieti del pubblico impiego. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del lavoratore. I giudici hanno stabilito che l'ente, essendo un ente pubblico economico, è regolato dal diritto privato e non dalle norme sul pubblico impiego. Di conseguenza, lo svolgimento di mansioni superiori dà diritto alla promozione automatica ai sensi dell'articolo 2103 del codice civile. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per una nuova decisione.
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