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prezzo chiuso

Definizione

Meccanismo che blocca il prezzo dell'appalto prevedendo aumenti percentuali fissi per legge in caso di ritardi, escludendo la revisione dei prezzi basata sull'inflazione reale.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Clausola compromissoria: nomina arbitri e validità lodo
Una società concessionaria autostradale ha affidato l'esecuzione di un lotto a un consorzio di imprese. Il contratto conteneva una clausola compromissoria che richiamava le norme sui lavori pubblici per deferire le controversie a un collegio arbitrale di cinque membri. All'insorgere della lite sulle riserve e sui compensi a prezzo chiuso, le parti hanno invece nominato di comune accordo un collegio a tre arbitri secondo le nuove norme nel frattempo intervenute. Gli arbitri hanno condannato la committente al pagamento di ingenti somme. La concessionaria ha impugnato il lodo eccependo l'incompetenza arbitrale e contestando le somme per i ritardi. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso principale e quello incidentale. Chi concorre alla nomina del collegio arbitrale accetta la modifica dell'accordo originario e non può denunciare la nullità del lodo.
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Revisione dei prezzi: l’accordo cancella il diritto ai rimborsi
Un'impresa concessionaria ha chiesto all'ente pubblico il pagamento della revisione dei prezzi per i lavori di ristrutturazione di una strada, basandosi su un accordo del 1991. La Corte d'Appello ha riconosciuto la somma solo fino al 1999, escludendo il periodo successivo a causa di un nuovo accordo (atto di sottomissione) firmato in quell'anno, quando la legge sulla revisione dei prezzi era ormai abrogata. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'impresa. I giudici hanno stabilito che l'interpretazione dei contratti spetta solo ai giudici di merito. Poiché l'accordo del 1999 ha modificato radicalmente il contratto originario quando la revisione dei prezzi era vietata, l'impresa non ha diritto ad ulteriori compensi. L'impresa perde la causa e deve pagare le spese legali.
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Prezzo chiuso negli appalti pubblici: l’impresa perde sulle spese
L'Impresa Appaltatrice ha richiesto alla Stazione Appaltante una maggiorazione del corrispettivo per il ritardo nella consegna dei lavori di un appalto pubblico in Sicilia. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso principale dell'impresa, stabilendo che il calcolo del prezzo chiuso negli appalti pubblici dovuto al ritardo si cristallizza al momento della consegna dei lavori e non si estende all'intera durata dell'esecuzione, escludendo l'impatto di varianti successive. Al contempo, la Corte ha accolto il ricorso incidentale dell'ente pubblico sulle spese legali. Ha chiarito che, in caso di rigetto dell'appello, le spese di lite vanno liquidate basandosi sul valore della somma contestata (il cosiddetto disputatum) e non su quella minore accertata in primo grado. La sentenza è stata cassata con rinvio solo per la rideterminazione delle spese.
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Prezzo chiuso negli appalti: sì al calcolo sull’intero ritardo
Un imprenditore si aggiudica l'appalto per costruire una base elicotteri, ma i lavori vengono consegnati ben sette anni dopo la presentazione dell'offerta. L'imprenditore chiede quindi l'adeguamento del corrispettivo tramite il meccanismo del prezzo chiuso negli appalti, previsto dalla legge regionale siciliana in caso di ritardi della Pubblica Amministrazione. La Corte d'Appello limita fortemente il calcolo dell'aumento basandosi solo sulla breve durata contrattuale dei lavori (sei mesi). La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell'imprenditore, stabilendo che la maggiorazione del 5% annuo deve calcolarsi considerando l'intero periodo di ritardo accumulato prima della consegna dei lavori, e non solo la durata del cantiere. La sentenza viene cassata con rinvio per un nuovo calcolo.
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Prezzo chiuso appalti: l’annullamento parziale delibera
La Cassazione chiarisce che la decorrenza per il calcolo del meccanismo del prezzo chiuso in un appalto pubblico parte dalla delibera che rende efficace l'offerta, anche se poi annullata per motivi non sostanziali. L'annullamento parziale non incide sul termine iniziale.
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