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Presunzione Di Pericolosità

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Provvedimenti

Sopraelevazione abusiva: demolizione per rischio sismico
La Corte di Cassazione conferma la demolizione di una sopraelevazione abusiva realizzata in violazione delle norme antisismiche. La sentenza stabilisce che la non conformità a tali normative genera una presunzione di pericolosità, rendendo irrilevanti i permessi amministrativi ottenuti. Il costruttore ha l'onere di provare la sicurezza dell'intera struttura, non solo della nuova costruzione.
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Presunzione di pericolosità: quando resta il carcere
Un indagato per aver favorito l'evasione di un boss mafioso si è visto negare gli arresti domiciliari. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso, confermando che la presunzione di pericolosità per reati di mafia non è superata solo dalla gravità dei fatti, richiamando i rigidi orientamenti giurisprudenziali in materia.
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Presunzione di pericolosità: il tempo non basta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato per estorsione aggravata dal metodo mafioso, che chiedeva la sostituzione della custodia in carcere con gli arresti domiciliari. La difesa sosteneva che il lungo tempo trascorso dal reato avesse affievolito le esigenze cautelari. La Corte ha ribadito che per tali reati vige una presunzione di pericolosità che non può essere superata dal solo decorso del tempo, ma richiede prove concrete di un definitivo allontanamento dal contesto criminale.
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Presunzione di pericolosità e mafia: il tempo conta
Un uomo, indagato per associazione di tipo mafioso, si è visto negare la sostituzione della custodia in carcere con gli arresti domiciliari. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo un principio fondamentale: il giudice deve sempre valutare concretamente l'impatto del tempo trascorso dai fatti contestati. Se è passato un periodo di tempo significativo senza ulteriori condotte criminali, la presunzione di pericolosità può essere superata. La Corte ha annullato la decisione precedente, imponendo al Tribunale del riesame una nuova e più approfondita valutazione che tenga conto di questo fattore cruciale.
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Presunzione di pericolosità: quando resta in carcere
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di custodia cautelare per un soggetto accusato di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. La Corte ha stabilito che la presunzione di pericolosità non viene meno con il solo trascorrere del tempo se l'indagato manifesta, con condotte concrete anche durante la detenzione, la persistenza del legame con il sodalizio criminale e una continua pericolosità sociale.
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Custodia cautelare associazione: quando è legittima?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro un'ordinanza di custodia cautelare per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. La sentenza ribadisce che il semplice decorso del tempo non è sufficiente a vincere la presunzione di pericolosità sociale legata a tali reati. Inoltre, la Corte ha sottolineato la propria incompetenza a rivalutare nel merito le prove, come il contenuto delle intercettazioni, la cui interpretazione logica da parte del giudice di merito non è sindacabile in sede di legittimità.
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Presunzione di pericolosità: Cassazione su 416-bis
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un individuo indagato per partecipazione ad associazione di tipo mafioso (art. 416-bis c.p.), confermando la misura della custodia cautelare in carcere. La Corte ha ribadito la validità della presunzione di pericolosità sociale per questo tipo di reato, specificando che essa può essere superata solo con prove concrete di un recesso definitivo dal sodalizio criminale, non essendo sufficiente il mero decorso del tempo o la presenza di elementi favorevoli generici.
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Tempo silente: custodia cautelare e reati di mafia
La Corte di Cassazione ha stabilito che il 'tempo silente', ovvero il lungo periodo trascorso in custodia cautelare, non è di per sé sufficiente a giustificare la revoca o la sostituzione della misura per un imputato di associazione mafiosa. La presunzione di pericolosità per tali reati richiede prove concrete di rescissione dei legami con il sodalizio criminale per essere superata, e il solo decorso del tempo in carcere non costituisce un 'fatto nuovo' idoneo a tal fine.
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Presunzione di pericolosità: il tempo non attenua
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo in custodia cautelare per reati di narcotraffico, che chiedeva la sostituzione della detenzione in carcere con gli arresti domiciliari. La Corte ha stabilito che, per superare la presunzione di pericolosità prevista dalla legge per tali reati, non è sufficiente il solo decorso del tempo dalla commissione dei fatti, ma sono necessari elementi nuovi e concreti che dimostrino un'effettiva attenuazione delle esigenze cautelari.
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Associazione mafiosa: quando il ricorso è generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo in custodia cautelare per partecipazione ad un'associazione mafiosa. L'imputato, coinvolto nella gestione di scommesse illegali, ha presentato un ricorso ritenuto generico, in quanto non si confrontava specificamente con le motivazioni del tribunale del riesame. La Corte ha ribadito che, per reati di tale gravità, vige una presunzione di pericolosità che l'indagato ha l'onere di superare con elementi concreti, non essendo sufficiente il solo trascorrere del tempo dai fatti contestati.
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Presunzione di pericolosità e tempo: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, confermando la custodia cautelare in carcere. La Corte ha stabilito che la presunzione di pericolosità associata a tali gravi reati non viene meno semplicemente per il notevole tempo trascorso dai fatti. L'avvio di un'attività lavorativa lecita non è stato ritenuto sufficiente a dimostrare un reale cambiamento di vita, in quanto l'attività era preesistente alle ultime contestazioni e non provava un distacco definitivo dal contesto criminale.
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Presunzione di pericolosità: il tempo che passa conta
Un individuo, condannato per associazione mafiosa per fatti risalenti a 10 anni prima, viene sottoposto a custodia in carcere. La Corte di Cassazione annulla l'ordinanza, stabilendo che la presunzione di pericolosità non giustifica automaticamente la misura dopo un così lungo "tempo silente". È necessaria una motivazione specifica e rafforzata del giudice sulla concretezza e attualità del pericolo di reiterazione del reato, che non può essere desunta solo dalla gravità del titolo di reato originario.
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Presunzione di pericolosità: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione mafiosa. La Corte ha stabilito che la presunzione di pericolosità non può basarsi su motivazioni astratte, ma richiede una valutazione concreta dei fatti, specialmente dopo un lungo periodo di detenzione dell'indagato senza prove di un persistente legame con il sodalizio criminale. Il caso è stato rinviato al Tribunale per un nuovo esame.
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