Un cittadino propone opposizione all'esecuzione ex art. 615 c.p.c. contestando la prescrizione di sanzioni amministrative. L'agente della riscossione rinuncia alle pretese, portando il Tribunale a dichiarare la cessazione della materia del contendere. Tuttavia, il giudice addebita le spese di lite al cittadino applicando la soccombenza virtuale, ritenendo erratamente il ricorso tardivo perché presentato oltre trenta giorni dall'ottenimento dell'estratto di ruolo. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del cittadino e cassa la sentenza. La Suprema Corte chiarisce che l'opposizione fondata sulla prescrizione non è soggetta al termine di decadenza di trenta giorni dalla data dell'estratto di ruolo. Pertanto, il ricorso non era tardivo e la valutazione della soccombenza virtuale è del tutto errata.
Continua »