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Prerogative sindacali

Definizione

L'insieme dei diritti e dei poteri che la legge riconosce ai sindacati per tutelare gli interessi collettivi dei lavoratori (es. diritto di assemblea, di negoziazione).

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rappresentatività sindacale: sì al locale, no ai dati parziali
Un Sindacato Autonomo ha accusato un'Agenzia Regionale di condotta antisindacale per aver negato l'uso di un locale per le attività sindacali e per non aver fornito dati sui permessi concessi ad altre sigle. L'ente pubblico sosteneva che il sindacato non avesse la necessaria rappresentatività sindacale. La Corte di Cassazione ha rigettato entrambi i ricorsi. Ha confermato che il sindacato ha diritto al locale poiché supera la soglia di rappresentatività del cinque per cento nel comparto regionale, e che i precedenti giudiziari non bloccano questa valutazione che cambia nel tempo. Ha però negato il diritto ad ottenere informazioni parziali sui permessi di una singola provincia, poiché la ripartizione proporzionale avviene su base regionale e mancava un interesse concreto e motivato.
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Condotta Antisindacale: No se lede solo il singolo lavoratore
Un rappresentante sindacale critica la gestione del lavoro straordinario e, per reazione, l'Ente Pubblico gli vieta di svolgere straordinari e di fermarsi in ufficio oltre un certo orario. Il Sindacato denuncia il fatto come **condotta antisindacale**. La Corte di Cassazione, però, dà torto al Sindacato. La Corte stabilisce un principio chiave: un'azione che colpisce solo il rapporto di lavoro individuale di un dipendente, anche se sindacalista, non è automaticamente **condotta antisindacale**. Per esserlo, il comportamento del datore di lavoro deve danneggiare oggettivamente gli interessi collettivi e le attività del sindacato nel suo complesso, cosa che in questo caso non è avvenuta.
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Incompatibilità sindacale nel CUG: è condotta antisindacale
Un'Università, tramite un proprio regolamento, ha impedito a un rappresentante sindacale di essere nominato membro del Comitato Unico di Garanzia (CUG), sostenendo l'incompatibilità dei ruoli. Il Sindacato ha denunciato il fatto come condotta antisindacale. La Corte di Cassazione ha dato ragione al Sindacato, stabilendo un principio fondamentale: un ente pubblico non può introdurre cause di incompatibilità non previste dalla legge nazionale. L'esclusione del rappresentante, anche se motivata da esigenze di imparzialità, lede oggettivamente le prerogative del sindacato e costituisce una condotta antisindacale. La sentenza precedente è stata annullata e il caso dovrà essere riesaminato.
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