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Prededucibilità Dei Crediti

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Prededucibilità dei crediti: solo la produzione primaria si salva
Un Fornitore ha richiesto l'ammissione in prededuzione del proprio intero credito di oltre quattro milioni di euro nei confronti di una Grande Impresa in Amministrazione Straordinaria operante nel settore siderurgico. Il Tribunale ha riconosciuto la prededucibilità dei crediti solo per la quota riferibile alle prestazioni destinate al ciclo del primo acciaio (produzione della bramma), escludendo le fasi successive di lavorazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Fornitore, confermando che la prededucibilità dei crediti nell'amministrazione straordinaria spetta solo per le forniture destinate a impianti strettamente essenziali. Nel caso di stabilimenti a ciclo integrato, l'essenzialità si limita alla fase primaria di creazione della materia prima (la bramma d'acciaio), escludendo le successive lavorazioni del prodotto già finito. Il Fornitore perde quindi il diritto alla prededuzione per la restante parte del credito.
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Prededucibilità dei crediti: nessun privilegio per le controllate
Una società creditrice ha chiesto che il proprio credito verso un'impresa in amministrazione straordinaria, appartenente a un grande gruppo industriale, venisse ammesso in prededuzione. Il Tribunale ha rigettato la richiesta, qualificando il credito come chirografario, poiché la debitrice non gestiva direttamente uno stabilimento di interesse strategico nazionale. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso. Il principio di diritto stabilisce che la prededucibilità dei crediti, prevista da norme eccezionali, non si estende automaticamente a tutte le società di un gruppo, ma richiede che la specifica società debitrice gestisca direttamente l'impianto strategico. Di conseguenza, la società creditrice perde la causa e non ottiene il pagamento prioritario del proprio credito.
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Prededucibilità dei crediti: la Cassazione nega la precedenza al canone d’affitto
Il Fallimento di un'azienda ha impugnato il decreto del Tribunale che ammetteva al passivo, in via prededucibile, il credito di un'altra società per canoni di affitto d'azienda insoluti, maturati durante la fase esecutiva del concordato preventivo della prima. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, escludendo la prededucibilità dei crediti. I giudici hanno chiarito che i crediti sorti dopo la chiusura della procedura di concordato e durante la sua esecuzione non godono di alcuna prededuzione nel successivo fallimento, in quanto non rientrano nelle categorie previste dalla legge (crediti per legge, in occasione o in funzione della procedura). Di conseguenza, il credito è stato ammesso al passivo ma senza il diritto di precedenza della prededuzione.
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Contratto prosegue in crisi: no alla Prededucibilità dei crediti
La Corte di Cassazione affronta il tema della prededucibilità dei crediti nelle crisi d'impresa. Due fornitori avevano continuato a prestare servizi a un'azienda dopo l'ammissione di quest'ultima all'amministrazione straordinaria. Tuttavia, il commissario straordinario ha poi deciso di non subentrare formalmente nei contratti. La Corte ha stabilito un principio chiaro: la semplice prosecuzione di fatto di un rapporto di fornitura non è sufficiente a garantire il pagamento prioritario. La prededucibilità dei crediti è riconosciuta solo se il commissario manifesta una volontà espressa e inequivocabile di subentrare nel contratto. In assenza di tale decisione, i crediti dei fornitori vengono considerati semplici crediti chirografari, perdendo ogni priorità.
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