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Poteri istruttori ex officio

Definizione

Il potere del giudice, in determinati processi come quello del lavoro, di disporre d'ufficio, cioè di propria iniziativa, l'ammissione di mezzi di prova per accertare la verità dei fatti.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Scissione del cumulo: la Cassazione apre al permesso premio
Un detenuto condannato per più reati, inclusi alcuni 'ostativi', si è visto negare un permesso premio. Aveva chiesto la cosiddetta 'scissione del cumulo', sostenendo di aver già scontato la parte di pena relativa ai reati più gravi. Il Tribunale di Sorveglianza aveva respinto la richiesta senza motivare su questo punto. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo un principio fondamentale: il giudice deve sempre pronunciarsi sulla richiesta di scissione del cumulo. Inoltre, non può rigettare l'istanza per mancanza di prove sulla cessata pericolosità, ma ha il dovere di attivare i propri poteri di indagine per verificare se il detenuto abbia ancora legami con la criminalità organizzata. La parola torna ora al Tribunale per una nuova valutazione.
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Dati biometrici e lavoro: consenso è indispensabile
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità dell'utilizzo di un sistema di rilevazione di dati biometrici per il controllo degli accessi aziendali in assenza di uno specifico consenso del lavoratore. La Corte ha stabilito che la mancanza di tale consenso, richiesto dalla normativa sulla privacy all'epoca dei fatti, non può essere superata da un bilanciamento con le esigenze di sicurezza dell'azienda, rendendo il trattamento dei dati illecito. Inoltre, è stato ribadito che spetta alla parte che lo afferma l'onere di provare in giudizio di essersi adeguata alle prescrizioni del Garante della Privacy.
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Pene sostitutive: il dovere di indagine del giudice
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 37510/2024, ha chiarito un punto cruciale riguardo le pene sostitutive introdotte dalla Riforma Cartabia. La Corte ha stabilito che spetta al giudice dell'esecuzione attivare i poteri istruttori per raccogliere le informazioni sulla vita del condannato, non potendo rigettare l'istanza per mera inerzia del richiedente. Il ricorso di un condannato è stato invece dichiarato inammissibile perché la decisione di diniego era basata su una valutazione di merito della sua pericolosità sociale, non sulla carenza di documentazione.
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