I proprietari di due immobili storici hanno citato in giudizio i costruttori di un nuovo fabbricato condominiale limitrofo, contestando la violazione della servitù di veduta e il mancato rispetto delle distanze legali tra edifici. La Corte d'appello aveva respinto le richieste sulle distanze ritenendo sufficiente la presenza di un piano di ricostruzione post-bellico comunale. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione, accogliendo il ricorso dei vicini. La Suprema Corte ha chiarito che il piano locale regolava solo i prospetti interni dello stesso stabile e non i fabbricati frontistanti. Si applicano quindi le norme statali di salvaguardia più severe sulle distanze legali tra edifici. La sentenza è stata cassata con rinvio ad altra sezione della Corte d'appello.
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