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Periculum Libertatis

Definizione

Il pericolo concreto e attuale che l'indagato, se lasciato libero, possa fuggire, inquinare le prove o commettere altri gravi reati.

Orientamento della Cassazione

Su LexCED 232 provvedimenti della Corte di cassazione su questo tema (2022–2026). Nel 48% dei casi il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

Esito del ricorso

  • Accolto, anche in parte 15%
  • Rigettato 35%
  • Inammissibile 48%
  • Altro 2%

Provvedimenti per anno

2022 2023 2024 2025 2026

Sezioni

  • Penale Sez. 238%
  • Penale Sez. 431%
  • Penale Sez. 331%

Precedenti più richiamati

  • Cass. 6593/2022in 34 provvedimenti
  • Cass. 49373/2004in 5 provvedimenti
  • Cass. 33004/2017in 23 provvedimenti
  • Cass. 6359/1999in 5 provvedimenti
  • Cass. 47837/2018in 14 provvedimenti

Dati LexCED, aggiornati ogni giorno. L'esito è letto dal dispositivo dei provvedimenti pubblicati; sono esclusi quelli senza dispositivo leggibile.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Custodia cautelare per ultrasettantenni tra delitto antico e fuga
Un uomo anziano riceve la condanna all'ergastolo per un grave omicidio commesso oltre cinquant'anni prima. I giudici applicano la misura della custodia in carcere, ritenendo sussistenti un concreto pericolo di fuga e il rischio di recidiva a causa di precedenti penali e dell'acquisto di un biglietto aereo verso la regione d'origine. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell'imputato e annulla l'ordinanza con rinvio. La custodia cautelare per ultrasettantenni richiede esigenze cautelari di eccezionale rilevanza, fondate sulla sostanziale certezza del pericolo e su elementi attuali. Il ritorno presso il comune di residenza e reati risalenti nel tempo, a fronte di molti anni trascorsi senza nuove indagini, non bastano per disporre la detenzione in carcere.
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Custodia cautelare in carcere confermata per traffico di carburante
La Corte di Cassazione ha confermato la custodia cautelare in carcere per tre persone indagate per contrabbando di carburanti ed evasione di accise con metodo mafioso. Il Tribunale del riesame aveva applicato la misura accogliendo l'appello della pubblica accusa. I difensori sostenevano l'errore di identificazione, l'assenza di gravi indizi associativi e l'inesistenza del metodo intimidatorio. I giudici di legittimità hanno respinto i ricorsi evidenziando la solidità del quadro investigativo: intercettazioni, telefoni usati illegalmente da dietro le sbarre e collegamenti stabili con una nota cosca camorristica provano l'intimidazione criminale e il pericolo concreto di reiterazione dei reati.
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Pericolo di reiterazione del reato e frodi: carcere confermato
Un presunto amministratore formale di una società cartiera contesta la custodia in carcere per frode fiscale e associazione per delinquere. La difesa sostiene l'insussistenza delle esigenze cautelari a causa del tempo trascorso dai fatti e della disarticolazione del gruppo. La Corte di Cassazione conferma la misura detentiva e dichiara inammissibile il ricorso. I giudici evidenziano che il pericolo di reiterazione del reato rimane concreto e attuale nonostante il decorso temporale. L'inserimento stabile dell'indagato nella rete illecita, i suoi precedenti penali e la mancanza di redditi leciti comprovano una radicata inclinazione criminale. La Corte esclude anche i domiciliari, poiché le frodi economiche possono proseguire a distanza tramite strumenti digitali.
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Custodia cautelare in carcere tra trojan e traffico di droga
Il caso riguarda l'impugnazione della misura della custodia cautelare in carcere disposta a carico di un individuo accusato di far parte di un'organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. La difesa ha contestato la gravità degli indizi, l'utilizzabilità delle intercettazioni effettuate con trojan e la sussistenza delle esigenze cautelari, sostenendo l'assenza di un pericolo concreto di reiterazione del reato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la misura detentiva. I giudici hanno stabilito che l'interpretazione dei messaggi cifrati spetta al giudice di merito e che la disponibilità di canali di rifornimento esteri e telefoni criptati giustifica la custodia cautelare in carcere, essendo l'unica misura idonea a spezzare i legami con la rete criminale.
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Custodia cautelare in carcere confermata per lesioni
L'indagato ha partecipato a una violenta spedizione punitiva contro la persona offesa, sfondando il finestrino della sua auto e provocandogli la perdita di un dente incisivo. L'aggressione è avvenuta con modalità tipiche dell'agguato ed evocando la forza intimidatrice di un clan locale. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto la custodia cautelare in carcere per lesioni aggravate dal metodo mafioso, misura confermata dal Tribunale del riesame per scongiurare il pericolo di recidiva. L'indagato ha impugnato il provvedimento contestando l'attendibilità delle testimonianze, la gravità delle lesioni e la corretta individuazione delle esigenze cautelari. La Corte di Cassazione ha rigettato integralmente il ricorso, confermando la piena legittimità della misura carceraria e la corretta qualificazione del reato.
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Misure Cautelari: Il Tempo Non Basta a Far Cessare le Esigenze Cautelari
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un Lavoratore sottoposto a misura cautelare per tentato furto pluriaggravato. Il Lavoratore chiedeva la revoca della misura, sostenendo che il tempo trascorso e la sua condotta irreprensibile avrebbero dovuto far cessare le esigenze cautelari. La Cassazione ha stabilito che il mero decorso del tempo e il comportamento corretto durante la misura non sono sufficienti da soli a far venir meno l'attualità delle esigenze cautelari. È necessario dimostrare, con nuovi elementi positivi, un effettivo mutamento della situazione di pericolosità. Il ricorso del Lavoratore è stato rigettato.
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Trasferimento fraudolento di valori: Cassazione conferma custodia per agevolazione mafiosa
L'Imputato ha contestato la custodia cautelare in carcere per il reato di trasferimento fraudolento di valori, aggravato dall'agevolazione mafiosa. Egli aveva fittiziamente intestato quote di una società ad altri, pur essendone il reale proprietario e gestore, al fine di eludere misure di prevenzione e agevolare la 'ndrangheta. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Imputato, confermando la decisione del Tribunale di Milano. La Corte ha ritenuto corretto l'accertamento sia dell'elemento materiale che psicologico del reato, nonché la sussistenza dell'aggravante mafiosa e delle esigenze cautelari. L'Imputato deve pagare le spese processuali e una sanzione.
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Sostituzione misura cautelare: Carcere o domiciliari? La Cassazione decide
Un Lavoratore, accusato di gravi reati legati al traffico di droga, ha chiesto la sostituzione della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari. Il Tribunale del Riesame ha respinto la sua richiesta. Il Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che il Tribunale non aveva considerato il "tempo silente" trascorso e la sua nuova situazione personale, che avrebbe ridotto il pericolo di reiterazione del reato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che la presunzione di pericolosità sociale per reati di droga è elevata e che il "tempo silente" da solo non basta a superarla. Servono fatti nuovi e concreti che dimostrino un effettivo cambiamento nel comportamento del Lavoratore. La Cassazione ha confermato la necessità del carcere per la sostituzione misura cautelare.
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Associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e le prove
Un cittadino indagato è stato sottoposto alla custodia cautelare in carcere con l'accusa di far parte di un'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e per singoli reati di spaccio ed estorsione. Il Tribunale del Riesame ha confermato la misura, ma la Corte di Cassazione ha accolto in parte il ricorso dell'indagato. La Suprema Corte ha stabilito che i contrasti economici o semplici acquisti di droga non bastano a dimostrare l'adesione al programma criminoso comune. Inoltre, i giudici devono valutare se il tempo trascorso dai fatti renda ancora attuali le esigenze cautelari. La Cassazione ha quindi annullato l'ordinanza limitatamente all'accusa associativa e alle esigenze cautelari, disponendo un nuovo esame davanti al Tribunale di Catanzaro.
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Sostituzione misura cautelare: negata per rischio reato, Cassazione conferma
Un Individuo, in custodia cautelare in carcere per reati di narcotraffico e associazione finalizzata allo spaccio, ha chiesto la `sostituzione misura cautelare` con gli arresti domiciliari. Il Tribunale del Riesame ha negato la richiesta, ritenendo persistente il pericolo di reiterazione del reato. L'Individuo ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che la presunzione di adeguatezza della custodia in carcere per reati gravi si supera solo con fatti nuovi che dimostrino un mutamento positivo, non solo con il
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Libertà Negata: Attualità del Pericolo di Recidiva e Nuova Custodia
Un individuo, già in detenzione domiciliare per spaccio di droga, è stato nuovamente indagato per un fatto simile avvenuto il giorno precedente. Gli è stata applicata una nuova custodia cautelare. Il Ricorrente ha impugnato questa decisione, chiedendo la retrodatazione della misura e contestando l'attualità del pericolo di recidiva. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha chiarito che la retrodatazione non era applicabile poiché i termini non erano scaduti. Inoltre, ha ribadito che l'attualità del pericolo di recidiva non richiede l'imminenza di un nuovo reato, ma una valutazione sulla persistenza della pericolosità sociale dell'indagato basata sulla sua personalità e sulle modalità dei fatti.
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Pericolo di reiterazione del reato: reato remoto non basta
Un cittadino ricorre in Cassazione contro la misura dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, disposta per un presunto furto d'auto avvenuto oltre tre anni prima. I giudici di merito avevano motivato il pericolo di reiterazione del reato basandosi su un singolo contatto episodico con un pregiudicato e su un vecchio precedente penale risalente a trent'anni prima. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, chiarificando che le esigenze cautelari richiedono elementi concreti e attuali. Un fatto datato e una precedente condanna remota non bastano a dimostrare che l'indagato possa commettere nuovi reati nel presente. La Suprema Corte ha quindi annullato l'ordinanza senza rinvio, liberando l'indagato dalla misura cautelare.
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Esigenze cautelari nel sequestro di persona: Cassazione conferma il rischio
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un'Imputata coinvolta in un'organizzazione criminale dedita al traffico illecito di veicoli. L'Imputata aveva partecipato al sequestro di persona a scopo di estorsione di un Uomo per recuperare un'auto rubata. Dopo l'applicazione di misure cautelari, l'Imputata ha contestato la loro attualità, sostenendo che il suo trasferimento e la mancanza di contatti con i complici avrebbero ridotto il rischio di recidiva. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la validità delle esigenze cautelari. Ha ritenuto che il suo stabile inserimento nell'associazione criminale e la professionalità della condotta giustificassero il mantenimento delle misure, prevalendo sul tempo trascorso e sul cambio di residenza.
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Reiterazione del reato e pensionamento: gli arresti confermati
Un imprenditore ha ricevuto la misura degli arresti domiciliari per il reato di corruzione. L'accusa contestava un accordo illecito con un funzionario pubblico, il quale forniva informazioni riservate sui bandi in cambio di regali, viaggi e assunzioni. L'imprenditore ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo l'assenza del pericolo di reiterazione del reato a causa del sopravvenuto pensionamento del funzionario coinvolto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che la valutazione sulla reiterazione del reato non riguarda soltanto il singolo rapporto interrotto. La tendenza abituale dell'imprenditore a cercare contatti illeciti con altri funzionari pubblici dimostra l'attualità del rischio cautelare. La misura degli arresti domiciliari rimane quindi pienamente confermata.
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Custodia cautelare in carcere: Anziano Omicida e le Esigenze Eccezionali
La Cassazione ha respinto il ricorso di un uomo anziano,
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Attualità delle esigenze cautelari tra tempo trascorso e carcere
L'Indagato è stato sottoposto alla custodia cautelare in carcere per la detenzione di 54 grammi di cocaina ad elevata purezza, pari a 360 dosi. L'Indagato ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo l'assenza dell'attualità delle esigenze cautelari, evidenziando il decorso di un anno tra il fatto e l'ordinanza, l'unicità dell'episodio e l'assenza di precedenti specifici. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il lasso temporale non esclude il pericolo di reiterazione. L'elevata purezza della droga, l'assenza di un lavoro lecito e i contatti con esponenti della criminalità dimostrano un inserimento stabile nel narcotraffico. Tale quadro rende la sola misura del carcere idonea a recidere i legami illeciti, escludendo l'adeguatezza degli arresti domiciliari.
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Custodia cautelare in carcere: il tempo non attenua la pericolosità
L'Imputato, condannato per omicidio premeditato del fratello, ha chiesto di sostituire la sua custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari. Il Tribunale del riesame ha respinto la richiesta, ritenendo che la sua pericolosità sociale persistesse a causa della gravità del fatto e delle modalità violente. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato che la custodia cautelare in carcere era adeguata. Il semplice trascorrere del tempo non attenua automaticamente la pericolosità. L'Imputato deve pagare le spese processuali e una sanzione.
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Custodia Cautelare in Carcere: Pericolosità Attuale vs. Difesa
L'Indagato, già sottoposto a custodia cautelare in carcere per detenzione e porto abusivo di arma da sparo e ricettazione, ha visto confermare tale misura dal Tribunale del Riesame. Ha presentato ricorso in Cassazione contestando la motivazione sulle esigenze cautelari e l'adeguatezza della misura. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il Tribunale avesse correttamente valutato la pericolosità dell'Indagato, basandosi su precedenti penali, minacce sui social network e la flagranza di reato con un'arma. La Corte ha ribadito che la "pericolosità attuale" non implica imminenza, ma continuità del rischio, giustificando la custodia cautelare in carcere.
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Custodia Cautelare in Carcere: Anziano Omicida Resta Detenuto
Un uomo anziano, Il Convivente, è stato accusato di omicidio aggravato della sua compagna. Il Tribunale ha confermato la custodia cautelare in carcere, nonostante l'età avanzata dell'indagato. Il Convivente ha presentato ricorso, sostenendo l'assenza di un attuale pericolo di reiterazione del reato e di inquinamento delle prove. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che la custodia cautelare in carcere per gli ultrasettantenni è possibile se sussistono eccezionali esigenze cautelari, come la gravità del fatto, le modalità esecutive brutali e la personalità violenta, che indicano una quasi certezza di nuovi reati.
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Misure cautelari personali: no ai domiciliari per danno lieve
Il Pubblico Ministero ha richiesto gli arresti domiciliari per un'agente di polizia municipale. L'indagata ha timbrato il cartellino al posto di un collega assente, causando alla pubblica amministrazione un danno di 23,37 euro. Il Giudice per le indagini preliminari e il Tribunale del Riesame hanno respinto la richiesta per assenza di pericolo concreto e attuale di reiterazione del reato. L'episodio contestato era unico e risaliva a oltre un anno prima. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero. L'applicazione delle misure cautelari personali richiede un pericolo reale, attuale e dimostrato da elementi concreti, che non può basarsi sulla sola qualifica del lavoratore o su una condotta isolata di lieve entità.
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