LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Pericolosità Sociale

Pagina 50 di 40

Provvedimenti

Foglio di via obbligatorio: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per la violazione del foglio di via obbligatorio nei confronti di un soggetto sorpreso in un'area di servizio autostradale in due diverse occasioni. La sentenza chiarisce i limiti del sindacato del giudice sul provvedimento del Questore e l'inverosimiglianza di una permanenza ininterrotta in luoghi privi di strutture logistiche, confermando la pluralità delle condotte criminose.
Continua »
Revoca detenzione domiciliare: salute vs sicurezza
La Corte di Cassazione conferma la revoca della detenzione domiciliare a un soggetto che, nonostante il beneficio concesso per motivi di salute, ha commesso nuovi reati. La decisione si fonda sulla sua accertata pericolosità sociale, ritenuta prevalente sul diritto alla salute, considerato comunque compatibile con il regime carcerario. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando la correttezza del bilanciamento operato dal Tribunale di Sorveglianza tra le esigenze di cura e la sicurezza della collettività.
Continua »
Pericolosità sociale: il ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un detenuto contro un'ordinanza che ne confermava la pericolosità sociale. La Corte ha ritenuto il ricorso manifestamente infondato, poiché la decisione del giudice di sorveglianza si basava correttamente su condotte recenti tenute in carcere e non, come sostenuto dal ricorrente, su reati passati. È stata inoltre respinta la presunta contraddizione relativa a un percorso terapeutico esterno.
Continua »
Affidamento in prova: no con pericolosità sociale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato contro il diniego dell'affidamento in prova al servizio sociale. La decisione si fonda sulla valutazione della pericolosità sociale del soggetto, desunta da precedenti penali e condanne successive, che lo rendono non idoneo a beneficiare di una misura alternativa caratterizzata da ampia autonomia.
Continua »
Affidamento in prova: valutazione della pericolosità
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro il diniego di affidamento in prova. La decisione si fonda sulla valutazione della persistente pericolosità sociale del condannato, desunta da plurime denunce, frequentazioni di soggetti pericolosi e mancata collaborazione con i servizi sociali, ritenendo questi elementi sufficienti a formulare una prognosi negativa sulla rieducazione e sul rischio di recidiva.
Continua »
Pericolosità sociale: attualità e vecchi reati
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 47664/2023, ha stabilito che la valutazione della pericolosità sociale di un individuo può fondarsi su reati risalenti nel tempo, a condizione che l'attualità di tale rischio sia dimostrata da condotte più recenti. Nel caso specifico, un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale per reati contro la sicurezza pubblica ha visto confermata la misura, poiché recenti accuse per delitti contro il patrimonio, seppur di natura diversa e commessi nell'ambito della sua attività imprenditoriale, sono state ritenute sufficienti a dimostrare un pericolo attuale e con una diffusività esterna.
Continua »
Pericolosità sociale: basta un lavoro per cancellarla?
La Corte di Cassazione ha confermato una misura di prevenzione della sorveglianza speciale nei confronti di un individuo con un lungo passato di reati legati agli stupefacenti. La Corte ha stabilito che la recente assunzione di un'attività lavorativa e il rispetto delle prescrizioni, pur essendo elementi positivi, non eliminano la pericolosità sociale attuale, ma la attenuano soltanto, giustificando una riduzione della durata della misura ma non la sua revoca.
Continua »
Pericolosità sociale: confisca e appello inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto, già sottoposto a sorveglianza speciale, e dei suoi familiari contro un decreto di confisca di un immobile. La decisione si fonda sulla conclamata pericolosità sociale dell'individuo, derivante da una lunga carriera criminale, e sulla netta sproporzione tra i redditi dichiarati e il valore del bene acquistato. La Corte ha ribadito che il ricorso per cassazione non può riesaminare il merito dei fatti, ma solo verificare la corretta applicazione della legge, che nel caso di specie era stata rispettata dai giudici di merito. In seguito, un'ordinanza di correzione ha precisato che la condanna al pagamento delle spese processuali e della sanzione pecuniaria si applica solo al ricorrente principale e non ai suoi familiari.
Continua »
Revoca confisca: quando non basta la norma incostituzionale
La Corte di Cassazione ha stabilito che la richiesta di revoca confisca basata sulla dichiarazione di incostituzionalità di una delle norme applicate non può essere accolta se la misura si fondava anche su altri presupposti di pericolosità sociale. In questo caso, il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché i richiedenti non hanno dimostrato che le altre basi giuridiche non fossero di per sé sufficienti a sostenere autonomamente il provvedimento di confisca originale.
Continua »
Revocazione confisca di prevenzione: i limiti del rimedio
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per la revocazione di una confisca di prevenzione. La Corte ha stabilito che un presunto vizio di legalità, presente sin dall'origine del provvedimento, doveva essere sollevato con le impugnazioni ordinarie e non può essere fatto valere tardivamente tramite l'istituto della revocazione confisca di prevenzione, che è riservato a circostanze sopravvenute.
Continua »
Pericolosità sociale: quando è attuale e motivata
Un individuo è stato sottoposto a sorveglianza speciale per pericolosità sociale. Dopo un primo annullamento per difetto di motivazione, la Corte d'Appello ha confermato la misura, valutando specifici episodi criminali (resistenza, possesso d'armi, guida in stato di ebbrezza) per fondare l'attualità del pericolo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso finale, stabilendo che una motivazione sintetica ma logica, basata su fatti recenti, è sufficiente a giustificare la misura di prevenzione.
Continua »
Autonomia procedimento prevenzione: la decisione Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una misura di sorveglianza speciale, ribadendo il principio di autonomia del procedimento di prevenzione rispetto a quello penale. La Corte ha stabilito che la valutazione della pericolosità sociale di un individuo può fondarsi legittimamente su elementi emersi in procedimenti penali, anche non conclusi, poiché il giudice della prevenzione ha il compito di compiere una valutazione autonoma e distinta da quella del processo penale.
Continua »
Revoca confisca: inammissibile ricorso generico
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per la revoca confisca di prevenzione. La richiesta si basava su un'assoluzione successiva, ma secondo la Corte, il ricorso era generico e non affrontava criticamente il giudizio di pericolosità sociale originario, che si fondava su un quadro indiziario più ampio e autonomo rispetto al singolo esito penale. I nuovi elementi non sono stati ritenuti decisivi per scardinare la valutazione complessiva che aveva giustificato la misura patrimoniale.
Continua »
Pericolosità sociale: detenzione e mafia, la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale, riaffermando che per gli affiliati a clan mafiosi la pericolosità sociale è presunta. Un lungo periodo di detenzione non è sufficiente a dimostrare un cambiamento, specialmente per un elemento di vertice dell'organizzazione che non ha mostrato segni di distacco dal contesto criminale.
Continua »
Confisca di prevenzione: i limiti del ricorso del terzo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi contro una misura di sorveglianza speciale e una confisca di prevenzione. La sentenza ribadisce che il terzo, intestatario formale dei beni, può contestare solo la fittizietà della titolarità e non la pericolosità sociale del soggetto principale. Viene inoltre confermata l'autonomia del giudice della prevenzione nel valutare i fatti, anche se conclusi con un'assoluzione in sede penale, per determinare la pericolosità.
Continua »
Confisca beni e pericolosità sociale: il caso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso degli eredi contro un provvedimento di confisca beni. La decisione si fonda sulla corretta valutazione della pericolosità sociale del defunto, legata a reati associativi di stampo mafioso, e sulla genericità dei motivi di ricorso presentati, che non contestavano specificamente la dettagliata analisi del giudice di merito sulla sproporzione patrimoniale.
Continua »
Confisca di prevenzione: i limiti alla tutela dei terzi
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un complesso caso di confisca di prevenzione, annullando la misura della sorveglianza speciale per un imprenditore per difetto di motivazione sull'attualità della pericolosità sociale. Tuttavia, ha confermato la confisca delle quote societarie intestate a terzi, stabilendo che il reimpiego di profitti illeciti nella gestione aziendale "inquina" l'intero patrimonio sociale, rendendo irrilevante la prova della lecita provenienza del capitale iniziale dei soci terzi. La sentenza chiarisce i distinti presupposti per le misure personali e quelle patrimoniali.
Continua »
Confisca di prevenzione: la prova dell’origine illecita
La Corte di Cassazione ha confermato la confisca di prevenzione di un immobile intestato alla sorella di un soggetto deceduto, ritenuto socialmente pericoloso. La decisione si basa sulla dimostrazione che l'acquisto e la costruzione del bene sono avvenuti con fondi di provenienza illecita del fratello, configurando un'interposizione fittizia. L'appello della donna è stato dichiarato inammissibile poiché le prove, tra cui la sproporzione tra i redditi della titolare e il valore del bene, indicavano chiaramente la riconducibilità dell'immobile al patrimonio del fratello.
Continua »
Pericolosità sociale: quando è legittima la confisca?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'erede di un soggetto proposto per una misura di prevenzione. Il ricorso contestava la data di inizio della pericolosità sociale del defunto, ma la Corte ha ritenuto che mancasse un interesse concreto alla decisione, poiché i beni confiscati erano stati acquistati dopo la data contestata. La sentenza ribadisce che il giudizio sulla pericolosità sociale può basarsi su un rinvio a giudizio per associazione mafiosa, corroborato da altri elementi, e che la sproporzione economica deve essere dimostrata con calcoli dettagliati.
Continua »
Misure alternative: no se c’è pericolosità sociale
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego di misure alternative alla detenzione per un soggetto già in custodia cautelare per altri reati. La decisione si fonda sulla spiccata pericolosità sociale dell'individuo, che rende impossibile una prognosi favorevole sulla non recidiva, superando la questione della mera compatibilità teorica tra le misure.
Continua »