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Pericolo Di Reiterazione Reato

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Mafia: Pericolo di Reiterazione Reato Anche Dopo 20 Anni dal Delitto
Un indagato per un omicidio di stampo mafioso avvenuto nel 2003 è stato sottoposto a custodia cautelare in carcere. La sua difesa sosteneva che il lungo tempo trascorso rendesse non più attuale il pericolo di reiterazione reato. La Corte di Cassazione ha respinto questa tesi, stabilendo un principio importante: il rischio di commettere nuovi crimini rimane attuale se l'indagato ha mantenuto nel tempo un legame organico con l'associazione criminale. Altre condanne recenti, anche se non definitive, per reati legati al clan, dimostrano la continuità della sua pericolosità sociale e giustificano il mantenimento della misura cautelare più grave. L'indagato, quindi, resta in carcere.
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Pericolo reiterazione reato: il tempo che passa conta
Un ex dirigente pubblico, posto agli arresti domiciliari per reati di corruzione risalenti a quattro anni prima, ha impugnato la misura. La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza, criticando la motivazione del tribunale del riesame. Secondo la Corte, non è stata adeguatamente valutata la notevole distanza temporale tra i fatti e l'applicazione della misura, fattore che affievolisce il pericolo di reiterazione reato e richiede una giustificazione più solida e concreta, non basata su mere congetture sulla passata carriera dell'indagato.
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Pericolo di reiterazione reato: quando è attuale?
Un professionista, curatore fallimentare, sottoposto ad arresti domiciliari, ricorre in Cassazione sostenendo l'insussistenza delle esigenze cautelari. Egli afferma che la revoca degli incarichi e la richiesta di cancellazione dall'albo professionale avrebbero eliminato il rischio di recidiva. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che il pericolo di reiterazione reato rimane attuale e concreto. La decisione si fonda sulla persistente rete di relazioni dell'indagato e sulla sua notevole capacità criminale, elementi che trascendono il ruolo formale ricoperto e giustificano il mantenimento della misura cautelare.
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Pericolo di reiterazione reato: quando persiste?
La Cassazione ha esaminato i ricorsi di un imprenditore, accusato di corruzione, e di un suo presunto sodale, accusato di associazione di stampo mafioso. L'imprenditore sosteneva che il pericolo di reiterazione reato fosse venuto meno a causa dell'arresto del pubblico ufficiale corrotto e del commissariamento del Comune. La Corte ha rigettato il suo ricorso, affermando che la capacità sistematica di delinquere dell'imputato rende il pericolo ancora concreto e attuale, a prescindere dal mutato contesto. Il ricorso del secondo imputato è stato dichiarato inammissibile per genericità.
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