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Pericolo astratto

Definizione

Situazione in cui il rischio di un danno è presunto dalla legge in presenza di una certa condotta, senza che sia necessario dimostrare che il pericolo si sia verificato concretamente.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Violazione dell’obbligo di firma: dieci minuti non sono reato
La Corte di Cassazione ha assolto un tifoso condannato per la presunta violazione dell'obbligo di firma collegato al provvedimento di DASPO. L'uomo doveva presentarsi in Questura alle 20:40 durante una partita di calcio disputata a circa ottocento chilometri di distanza. L'interessato si era presentato alle 20:50, accumulando dieci minuti di ritardo. I giudici di merito avevano inflitto un anno di reclusione e diecimila euro di multa. La Suprema Corte ha annullato la condanna senza rinvio stabilendo che il fatto non sussiste. Un ritardo di pochi minuti non costituisce reato perché la legge punisce la totale mancata presentazione e non il lieve ritardo. Inoltre, la presenza del tifoso a centinaia di chilometri dallo stadio garantisce comunque la finalità di controllo della misura preventiva.
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Prescrizione risarcimento danni urto navi: affondamento senza reato
A seguito di una collisione notturna tra un peschereccio e una motonave, l'imbarcazione minore e affondata. Il proprietario del peschereccio ha richiesto il risarcimento dei danni, ma ha avviato la causa oltre il termine annuale previsto dal codice della navigazione. Per evitare la perdita del diritto, il danneggiato ha sostenuto che il fatto integrasse il reato di naufragio colposo, ottenendo cosi una prescrizione risarcimento danni urto navi piu lunga. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, chiarificando che la collisione non ha esposto a pericolo la pubblica incolumita di un numero indeterminato di persone. Non sussistendo un reato di pericolo pubblico, si applica il termine di prescrizione breve di un anno. Il proprietario perde definitivamente la causa ed e condannato al pagamento delle spese legali.
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Conflitto di interessi finanziari: sanzionato il manager
L'Autorità di Vigilanza ha sanzionato un manager di una società di gestione del risparmio per plurime violazioni, tra cui la mancata gestione di un evidente conflitto di interessi finanziari legato ad accordi provvigionali nascosti con un istituto bancario. Il manager ha impugnato la sanzione pecuniaria e l'interdizione temporanea dai ruoli di direzione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità dei provvedimenti. I giudici hanno chiarito che il conflitto di interessi finanziari non richiede un danno concreto ai risparmiatori, essendo sufficiente il pericolo astratto. Inoltre, l'effettivo inserimento del soggetto nell'organizzazione aziendale giustifica la sanzione, a prescindere dalla qualifica formale di dipendente. Il ricorrente perde la causa e deve pagare le spese legali.
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Sanzioni CONSOB: il pericolo astratto è sufficiente
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni esponenti di una Società di Gestione del Risparmio (SGR) contro le sanzioni CONSOB. La Corte ha stabilito che, ai fini della responsabilità per violazioni delle norme sull'intermediazione finanziaria (art. 190-bis TUF), non è necessario provare un danno effettivo subito dagli investitori. È sufficiente la condotta potenzialmente pericolosa, configurandosi un illecito di 'pericolo astratto'. La sentenza ha inoltre confermato la legittimità delle sanzioni accessorie interdittive, chiarendo il loro ambito di applicazione.
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