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Pensione

Definizione

La pensione è una obbligazione che consiste in una rendita vitalizia o temporanea corrisposta ad una persona fisica in base ad un rapporto giuridico con l'ente o la società che è obbligata a corrisponderla per la tutela del rischio di longevità o di altri rischi (invalidità, inabilità, superstiti, indiretta). Il sistema pensionistico pubblico (es. in Italia INPS, INPGI, Inarcassa v. enti previdenziali o in Svizzera AVS) è finanziato con l'imposizione fiscale, da cui deriva il termine obbligatorio, ossia con l'obbligo di pagare agli enti previdenziali i contributi obbligatori per le assicurazioni obbligatorie i quali assumono la forma di imposte dirette o imposte indirette a seconda dei soggetti contribuenti. Nel caso di gestioni in deficit il finanziamento è integrato con ulteriori trasferimenti dalla fiscalità generale. Da ciò discende che le pensioni erogate dagli enti pubblici si pagano con le imposte e che la spesa pensionistica fa parte della spesa corrente primaria del bilancio dello Stato valutata complessivamente nel conto economico consolidato delle amministrazioni pubbliche. La pensione, quando viene pagata con il patrimonio di previdenza accantonato es. fondi pensione, prende il nome di pensione complementare.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Finestra mobile: guida alla pensione anticipata invalidi
La Corte di Cassazione ha stabilito che il meccanismo della finestra mobile si applica anche alla pensione di vecchiaia anticipata per i lavoratori con invalidità superiore all'80%. Nonostante le riforme previdenziali del 2011 abbiano eliminato tale differimento per altre categorie, la disciplina del 2010 rimane valida per i soggetti svantaggiati che accedono al pensionamento anticipato per motivi di salute. La decisione conferma che la decorrenza del trattamento deve rispettare il periodo di attesa di dodici mesi previsto dalla legge.
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Pensione di vecchiaia: nuovi limiti anagrafici
La Corte di Cassazione ha chiarito i criteri di accesso alla **pensione di vecchiaia** a seguito delle riforme legislative del 2011. Una lavoratrice aveva richiesto la prestazione al compimento dei 60 anni, invocando una clausola di salvaguardia per chi aveva maturato i requisiti contributivi entro il 1992. Tuttavia, la Suprema Corte ha stabilito che, non avendo maturato il requisito anagrafico prima dell'entrata in vigore della Riforma Fornero, l'età pensionabile deve considerarsi elevata a 63 anni. La decisione sottolinea che la sopravvenienza normativa prevale se entrambi i requisiti (età e contributi) non sono stati cristallizzati prima del cambio di legge.
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NASpI e pensione: quando scatta la decadenza
La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto alla NASpI e all'ASpI decade automaticamente nel momento in cui il lavoratore matura i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata. Nel caso esaminato, un cittadino aveva percepito indennità di disoccupazione nonostante avesse già raggiunto i presupposti anagrafici e contributivi per il pensionamento, presentando la domanda amministrativa solo successivamente. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, confermando che la decadenza opera dal momento del raggiungimento dei requisiti oggettivi e non dalla data di effettiva percezione della pensione, rendendo le somme percepite nel frattempo un indebito da restituire.
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