La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio il sequestro probatorio di dispositivi informatici (computer, smartphone e tablet) disposto nei confronti di un membro del consiglio direttivo di una fondazione politica. L'accusa ipotizzava il reato di finanziamento illecito ai partiti, considerando la fondazione come un'articolazione del partito stesso. La Suprema Corte ha stabilito che una fondazione politica non può essere automaticamente equiparata a un partito solo perché ne sostiene l'attività, rientrando tale sostegno nelle sue facoltà di legge. Inoltre, i giudici hanno censurato il sequestro generalizzato di interi archivi digitali, ritenendolo sproporzionato ed esplorativo rispetto a un reato basato sulla trasparenza documentale. Di conseguenza, la Cassazione ha ordinato la restituzione immediata di tutti i dispositivi e la cancellazione di ogni copia dei dati estratti.
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