Definizione
Causa di non punibilità applicabile quando l'offesa è minima e il comportamento non è abituale.
Orientamento della Cassazione
Su LexCED 238 provvedimenti della Corte di cassazione su questo tema (2022–2026). Nel 86% dei casi il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
Esito del ricorso
- Accolto, anche in parte 7%
- Rigettato 6%
- Inammissibile 86%
Provvedimenti per anno
2022
2023
2024
2025
2026
Sezioni
- Penale Sez. 779%
- Penale Sez. 311%
- Penale Sez. 210%
Precedenti più richiamati
- Cass. 42866/2017in 8 provvedimenti
- Cass. 29346/2022in 12 provvedimenti
- Cass. 51818/2013in 5 provvedimenti
- Cass. S.U. 18891/2022in 5 provvedimenti
- Cass. 55107/2018in 11 provvedimenti
Dati LexCED, aggiornati ogni giorno. L'esito è letto dal dispositivo dei provvedimenti pubblicati; sono esclusi quelli senza dispositivo leggibile.
Norme più ricorrenti in questi provvedimenti
Provvedimenti
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un uomo per il reato di ricettazione avente ad oggetto materiale informatico e fotografico di provenienza furtiva. Le forze dell'ordine avevano fermato il soggetto mentre trasportava dispositivi elettronici usati e parzialmente smontati. Alla vista degli agenti, l'uomo aveva tentato la fuga e non aveva saputo fornire alcuna spiegazione lecita sull'origine della merce. La difesa chiedeva la riqualificazione nella meno grave contravvenzione di acquisto di cose sospette e l'applicazione dell'attenuante per modesto valore. I giudici supremi hanno respinto ogni tesi difensiva, chiarendo che la fuga e il silenzio sulla provenienza integrano il dolo del delitto patrimoniale.
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Un uomo ha subito una condanna per il delitto di ricettazione di un motociclo rubato, pur beneficiando della forma attenuata per il modesto valore economico del mezzo. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo che la restituzione del motociclo alla vittima giustificasse l'ulteriore attenuante del danno di speciale tenuità e una diversa comparazione con la recidiva. I giudici di legittimità hanno rigettato il ricorso. La Suprema Corte ha chiarito che nel reato di ricettazione di particolare tenuità non si può applicare due volte lo stesso beneficio economico se il valore del bene è già stato considerato. Inoltre, la restituzione della refurtiva rappresenta un evento successivo che non incide sul danno causato al momento del fatto.
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Il Tribunale condanna due soggetti per il reato di ricettazione di particolare tenuità, applicando la pena ridotta di sei mesi di reclusione e seicento euro di multa. La Procura Generale impugna la decisione davanti alla Corte di Cassazione. L'accusa sostiene che il giudice non ha motivato la lieve entità del fatto e ha errato nel calcolo della multa. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso della Procura. I giudici chiariscono che l'impugnazione dell'accusa non può sollevare questioni astratte senza garantire un beneficio pratico. La condanna mite stabilita dal giudice di merito diventa quindi definitiva per gli imputati.
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L'Imputato è stato condannato nei gradi di merito per il reato di ricettazione di una bicicletta di provenienza illecita. I giudici hanno ricostruito la responsabilità penale analizzando la localizzazione del mezzo, l'identificazione del responsabile e il valore del bene. L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione per contestare la ricostruzione dei fatti e il mancato riconoscimento della circostanza attenuante della particolare tenuità. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ricordando che nel giudizio di legittimità non è consentito richiedere una nuova valutazione delle prove o sovrapporre ricostruzioni alternative a quelle dei giudici di merito. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione contro la sentenza d'appello che lo condannava per ricettazione. La difesa invocava l'ipotesi attenuata di ricettazione di particolare tenuità, il riconoscimento del vincolo della continuazione e le attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la tenuità del fatto è esclusa dal disvalore complessivo della condotta. Nel caso specifico, la presenza di ventiseimila settecentocinquantasette capi di abbigliamento sequestrati e la reiterazione dell'illecito dimostrano la gravità della condotta. Inoltre, il tempo trascorso tra le violazioni esclude un unico disegno criminoso, mentre la concessione delle attenuanti generiche richiede elementi positivi concreti. L'Imputato deve pagare le spese del processo e tremila euro alla Cassa delle ammende.
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La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un commerciante condannato per la ricettazione di un computer portatile. L'imputato contestava l'utilizzo delle dichiarazioni rese dalla coimputata durante le indagini, sostenendo di essersi opposto alla loro acquisizione. La Suprema Corte ha però accertato che la difesa non aveva formulato alcuna specifica opposizione all'ingresso del verbale di interrogatorio, prestando un consenso implicito. Inoltre, i giudici hanno confermato il diniego dell'attenuante della particolare tenuità del fatto, evidenziando come la valutazione non dipenda solo dal valore del bene rubato, ma anche dalla capacità a delinquere e dalla qualifica professionale dell'agente. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
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La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un imputato sorpreso con refurtiva consistente in quattro telefoni cellulari e carte di credito mentre compiva un altro reato contro il patrimonio. La difesa chiedeva il riconoscimento della ricettazione di particolare tenuità e l'attenuante del danno di speciale tenuità. I giudici hanno respinto l'impugnazione dichiarandola inammissibile. Il valore complessivo dei beni e il contesto dell'arresto escludono il beneficio della particolare tenuità. Il ricorrente deve versare le spese e tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Una donna ha acquistato una bicicletta al mercato delle pulci da uno sconosciuto, senza alcuna ricevuta e pagandola un terzo del valore reale, per poi rimetterla in vendita su una piattaforma online. I giudici di merito l'hanno condannata per il reato di ricettazione, ritenendo inverosimile la giustificazione fornita sulla provenienza del bene. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputata. La Suprema Corte ha ribadito che una spiegazione inattendibile sull'origine della refurtiva dimostra la piena consapevolezza della provenienza illecita della cosa. L'imputata ha perso il giudizio ed è stata condannata al pagamento delle spese di giudizio e di tremila euro alla cassa delle ammende.
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La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di ricettazione a carico di un soggetto trovato in possesso di un'autovettura di provenienza illecita. La difesa sosteneva l'avvenuta estinzione del reato per prescrizione e chiedeva il riconoscimento dell'attenuante di particolare tenuità. I giudici hanno respinto ogni censura. La presenza della recidiva reiterata aumenta sensibilmente i termini ordinari e massimi di prescrizione, estendendo la rilevanza penale dei fatti per oltre ventuno anni. Inoltre, la piena funzionalità del veicolo impedisce la concessione dell'attenuante economica, trattandosi di un bene dal valore non trascurabile. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile con condanna alle spese e alla Cassa delle ammende.
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Un cittadino condannato per il reato di ricettazione ha presentato ricorso davanti alla Corte di Cassazione. L'imputato contestava il diniego dei benefici di legge, chiedendo la concessione della circostanza attenuante speciale e la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha confermato la decisione dei giudici territoriali e ha respinto la richiesta. I giudici hanno stabilito che l'imputato non può usare il ricorso di legittimità per ridiscutere mere valutazioni sui fatti già analizzate in modo corretto nei gradi precedenti. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso sulla ricettazione di particolare tenuità, condannando il ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e di una sanzione pecuniaria.
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Due imputati sono stati condannati per la ricettazione di due automobili rubate. I condannati hanno proposto ricorso per cassazione lamentando il mancato riconoscimento della circostanza attenuante della ricettazione di particolare tenuità. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili. I giudici hanno chiarito che il valore economico rilevante dei beni e il consistente danno alle vittime escludono a priori la lieve entità del reato. La verifica di altri elementi favorevoli resta preclusa se il valore delle cose ricettate supera una modesta entità. I ricorrenti sono stati condannati alle spese e al pagamento di tremila euro ciascuno alla Cassa delle ammende.
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La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per ricettazione. L'imputato contestava il mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto e sosteneva l'avvenuta prescrizione del reato di ricettazione. I giudici hanno chiarito che il valore non esiguo del bene e la personalità negativa del soggetto escludono la particolare tenuità. Inoltre, per il calcolo della prescrizione del reato di ricettazione, occorre considerare la recidiva contestata in sentenza, la quale aumenta i tempi necessari all'estinzione del reato. Di conseguenza, la prescrizione non era maturata prima della sentenza d'appello. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un uomo per i reati di ricettazione e falso materiale. L'imputato era stato trovato in possesso di una patente altrui, provento di furto, sulla quale aveva apposto il proprio nome. La difesa sosteneva l'inesistenza del reato poiché il documento era scaduto di validità. I giudici hanno respinto la tesi, stabilendo che la ricettazione di patente scaduta e la sua successiva falsificazione costituiscono reato, poiché il documento conserva una capacità offensiva e può produrre effetti giuridici. È stata inoltre negata l'attenuante della particolare tenuità del fatto a causa del valore del bene ricettato. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un soggetto condannato per il reato di ricettazione. L'imputato contestava il mancato riconoscimento della circostanza attenuante della ricettazione di lieve entità. I giudici di legittimità hanno confermato la decisione della Corte d'Appello, ritenendo corretta l'esclusione della particolare tenuità del fatto. Questa valutazione si è basata sul valore economico non trascurabile delle banconote ricettate e sulla gravità soggettiva della condotta. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende, confermando in via definitiva la sua responsabilità penale.
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Un uomo viene trovato in possesso di una patente di guida altrui e viene condannato per ricettazione. Il Tribunale applica la circostanza attenuante della ricettazione di particolare tenuità basandosi solo sul tipo di oggetto. Il Procuratore Generale fa ricorso, sostenendo che non basta considerare il valore economico o la natura del bene. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che per concedere l'attenuante il giudice deve valutare globalmente la condotta, la personalità del colpevole e le modalità dell'azione. Di conseguenza, la Suprema Corte annulla la sentenza e rinvia il caso per un nuovo giudizio.
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La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per ricettazione. L'imputato contestava il mancato riconoscimento della circostanza attenuante della particolare tenuità della ricettazione. I giudici hanno confermato che la gravità del fatto non era minima, poiché tra i beni ricettati vi erano documenti d'identità utilizzabili per compiere altri illeciti. La Suprema Corte ha ribadito che la particolare tenuità della ricettazione va valutata considerando non solo il valore economico dei beni, ma anche la condotta complessiva, la personalità del colpevole e il rischio di ulteriori reati. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
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Il caso riguarda un uomo condannato per il reato di ricettazione. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento della circostanza attenuante della ricettazione di lieve entità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'attenuante non può essere concessa a causa del valore non minimo del bene ricettato e della personalità negativa del soggetto. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
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L'Imputato è stato condannato per il reato di ricettazione di assegno contraffatto, del valore di 3.800 euro, che aveva ricevuto e successivamente negoziato fornendo giustificazioni non credibili. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso. I giudici hanno chiarito che il possesso e la negoziazione di un titolo contraffatto, uniti a spiegazioni inverosimili, confermano la responsabilità penale. Inoltre, la Suprema Corte ha escluso l'applicazione dell'attenuante della lieve entità, poiché la somma di 3.800 euro non può essere considerata di scarso rilievo economico. Infine, è stata confermata la recidiva a causa dei precedenti penali specifici del soggetto. L'Imputato è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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L'Imputata, condannata per il reato di ricettazione, ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la mancata applicazione della circostanza attenuante della ricettazione di particolare tenuità e la conseguente mancata prescrizione del reato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la particolare tenuità non può essere riconosciuta a causa del valore economico del profitto (circa 1.800 euro) e della pericolosità sociale del soggetto, già gravato da precedenti penali per ricettazione e truffa. Di conseguenza, l'imputata perde la causa e viene condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 3.000 euro a favore della Cassa delle ammende.
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L'Imputato è stato condannato per aver ricettato un vecchio motociclo, poi rivenduto per duecento euro. L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento della circostanza attenuante della ricettazione di particolare tenuità e del danno di speciale tenuità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il motociclo, sebbene vecchio, conservava un valore economico non trascurabile. Inoltre, la ricettazione di particolare tenuità richiede una valutazione complessiva del fatto, comprese le modalità dell'azione e la personalità del reo. Nel caso specifico, la recidiva reiterata dell'Imputato e il profitto conseguito escludono i requisiti di occasionalità e minima offensività necessari per concedere lo sconto di pena. L'Imputato è stato condannato a pagare le spese e tremila euro alla Cassa delle ammende.
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