La Corte di Cassazione ha analizzato il ricorso di un'imputata condannata per furto in un negozio, la quale invocava la particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. Nonostante il valore della merce fosse di circa 200 euro e l'imputata fosse incensurata, i giudici hanno confermato il diniego del beneficio. La decisione si fonda sulla preordinazione del reato, attuata modificando il vestiario per occultare i beni e forzando i sistemi antifurto. La Corte ha però chiarito che la particolare tenuità del fatto è sempre rilevabile d'ufficio dal giudice d'appello, correggendo l'errore procedurale del tribunale di secondo grado che l'aveva ritenuta inammissibile.
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