Il Conducente, coinvolto in un grave incidente stradale, viene condannato per guida in stato di ebbrezza con tasso superiore a 1,5 g/l. La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del Conducente, confermando la validità del prelievo di sangue effettuato in ospedale. Anche se l'uomo non era stato avvisato della facoltà di farsi assistere da un avvocato, i giudici chiariscono che lo stato di grave confusione mentale dovuto alle lesioni rendeva impossibile e inutile tale avviso. Inoltre, la Corte conferma l'impossibilità di applicare la particolare tenuità del fatto a causa della gravità dell'incidente e ribadisce l'obbligatorietà della revoca della patente di guida in caso di sinistro provocato sotto l'effetto dell'alcol. Il Conducente perde definitivamente la patente e deve pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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