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pareggio di bilancio

Definizione

In economia il pareggio di bilancio è la condizione contabile di un ente economico che si verifica quando, nel corso di un anno, le uscite finanziarie sostenute eguagliano le entrate conseguite, evitando situazioni di deficit e conseguente ricorso all'indebitamento. Si parla di pareggio di bilancio "strutturale" quando dalle spese si escludono quelle a titolo di una tantum. Nell'ambito della contabilità di Stato, il pareggio di bilancio comporta che l'ammontare delle spese pubbliche sostenute dallo Stato e dagli altri enti pubblici sia uguale alle entrate: lo Stato, in tal modo, evita di ricorrere all'indebitamento, ossia al deficit di bilancio pubblico. L'ammontare complessivo dei disavanzi pubblici accumulati ogni anno porta invece alla formazione del debito pubblico. La spesa sostenuta dallo Stato si distingue in tre distinte categorie: spesa corrente primaria, ossia le spese sostenute per finanziare i servizi pubblici erogati dallo Stato medesimo (previdenza, sanità, pubblica amministrazione); spesa per interessi, cioè le spese per finanziare il debito; spesa in conto capitale, ossia le spese relative agli investimenti. Spesa corrente primaria e spesa per interessi concorrono alla formazione della spesa primaria. Per ciò che riguarda le entrate, un ruolo pressoché esclusivo spetta ai tributi. Il pareggio di bilancio, oltre che effetti sulla finanza pubblica, ha anche implicazioni a livello macroeconomico sul sistema economico come espresso dal teorema del bilancio in pareggio.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Imponibilità IVA contributi pubblici: fisco battuto in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che escludeva l'imponibilità IVA sui contributi erogati dalla Provincia autonoma di Trento a una società di trasporti per la gestione del servizio pubblico locale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che tali somme non costituiscono corrispettivo imponibile. La Corte ha chiarito che la questione dell'imponibilità IVA contributi pubblici dipende dalla sussistenza di un nesso diretto tra il finanziamento e il prezzo pagato dagli utenti. Nel caso di specie, i contributi erano destinati a ripianare le perdite d'esercizio per garantire il pareggio di bilancio e il servizio era rivolto alla generalità dei cittadini, senza alcuna personalizzazione o riduzione proporzionale del prezzo per singolo utente. Di conseguenza, viene confermata la non imponibilità dei contributi ricevuti.
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Conguaglio esproprio: chi deve pagare i costi?
La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo per i soci assegnatari di alloggi in regime di edilizia convenzionata di corrispondere il conguaglio esproprio al Comune. Anche se la cooperativa edilizia è estinta, i singoli soci restano debitori finali dei maggiori costi sostenuti dall'ente pubblico per l'acquisizione delle aree. La decisione si fonda sul principio del pareggio di bilancio, che impone il recupero integrale delle spese di esproprio e urbanizzazione, integrando automaticamente le convenzioni mancanti di clausole specifiche.
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Esenzione IMU scuole: quando la retta è simbolica?
Una fondazione che gestisce una scuola privata ha contestato avvisi di accertamento IMU, sostenendo di avere diritto all'esenzione IMU per attività non commerciali. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che per considerare le rette scolastiche "simboliche", queste devono essere irrisorie e coprire solo una frazione minima del costo. Una struttura tariffaria che mira al pareggio di bilancio, anche se inferiore alle medie nazionali, qualifica l'attività come commerciale, escludendola così dall'agevolazione fiscale. La Corte ha sottolineato la necessità di una valutazione caso per caso piuttosto che l'applicazione meccanica di parametri ministeriali.
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