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Parcellizzazione del credito

Definizione

Pratica processuale scorretta che consiste nel frazionare un credito unitario in più domande giudiziali separate, con l'obiettivo di moltiplicare i procedimenti legali. È considerata un abuso del processo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Parcellizzazione del credito: 54 euro negati e ricorso perso
Un perito fiduciario ha richiesto giudizialmente a una compagnia assicurativa il pagamento di 54 euro per prestazioni professionali asseritamente eccedenti l'incarico. Il Tribunale ha dichiarato la domanda improponibile: il creditore ha operato una abusiva parcellizzazione del credito derivante da un unico rapporto contrattuale, violando la buona fede e aggravando la posizione della debitrice. Il professionista ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione. I giudici Supremi hanno rilevato la mancata produzione della relazione di notifica della sentenza d'appello, dichiarando il ricorso improcedibile. Il professionista perde la causa e deve pagare le spese legali e il doppio del contributo unificato.
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Indennità aggiuntiva: quando va chiesta? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25972/2024, ha stabilito che l'indennità aggiuntiva spettante al proprietario coltivatore diretto in caso di esproprio non è un credito autonomo. Deve essere richiesta congiuntamente all'indennità di espropriazione principale, in un unico giudizio, per evitare l'abuso del diritto e la frammentazione della domanda.
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Sconto immobili pubblici: cumulabili le riduzioni
La Corte di Cassazione ha stabilito che lo sconto su immobili pubblici derivante da un accordo sindacale locale è cumulabile con la riduzione di prezzo prevista da una legge nazionale successiva. La Corte ha chiarito che i due benefici hanno finalità diverse: il primo compensa le cattive condizioni dell'immobile, il secondo i ritardi della Pubblica Amministrazione e l'aumento dei valori di mercato. La sentenza della Corte d'Appello, che negava il cumulo, è stata annullata con rinvio.
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Assegno contraffatto: banca responsabile per negligenza
Il Tribunale di Milano ha confermato la condanna di una banca per il pagamento di un assegno contraffatto, ribadendo la sua responsabilità per negligenza. La decisione si fonda sulla mancata prova da parte dell'istituto di credito di aver correttamente identificato il presentatore del titolo. È stato, invece, escluso il concorso di colpa del mittente, il quale aveva dimostrato di aver spedito l'assegno tramite raccomandata, un metodo considerato sicuro. La sentenza chiarisce inoltre che tali controversie non sono soggette a mediazione obbligatoria.
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