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Organo di vigilanza

Definizione

L'autorità che controlla e supervisiona l'operato di enti o settori specifici, come la Banca d'Italia per gli intermediari finanziari.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Amministratore Unico Sanzionato: La Cassazione Riapre il Caso
Un ex amministratore unico di una società di leasing ha ricevuto una sanzione amministrativa dalla Banca d'Italia per due presunti illeciti: mancata verifica dei requisiti del nuovo azionista e omessa segnalazione all'Organo di Vigilanza. La Corte d'Appello aveva confermato la sanzione. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'amministratore solo per il primo motivo. Ha ritenuto che la Corte d'Appello non avesse esaminato un fatto decisivo: la data effettiva dell'acquisto del capitale sociale, che avrebbe determinato la sua responsabilità amministratore unico. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo accertamento.
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Responsabilità dei sindaci: sanzioni valide anche con dati falsi
L'Organo di Vigilanza ha sanzionato due ex membri del collegio sindacale di una cooperativa di credito per non aver segnalato gravi irregolarità di gestione e perdite superiori a 2,6 milioni di euro. I professionisti hanno impugnato la sanzione di 40.000 euro, sostenendo di aver avvisato il consiglio di amministrazione e di aver ricevuto dati falsi. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la responsabilità dei sindaci. I giudici hanno chiarito che il semplice controllo contabile non esaurisce i loro doveri: i sindaci devono attivarsi concretamente e informare tempestivamente l'autorità di vigilanza in presenza di anomalie, senza potersi giustificare con l'inerzia degli amministratori. Di conseguenza, i ricorrenti hanno perso la causa e dovranno pagare le spese processuali.
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Liquidazione coatta amministrativa: tra debiti e transazioni
La vicenda riguarda un'azione di recupero crediti promossa dal commissario di una succursale italiana di una società finanziaria estera in liquidazione coatta amministrativa. La richiesta riguardava la restituzione di trecentomila euro versati a un privato senza titolo o come atto gratuito. Dopo alterne vicende nei primi due gradi di giudizio, la causa è giunta in Cassazione. La questione principale verte sul coordinamento dei poteri tra la liquidazione italiana e quella dello Stato d'origine della società. Le parti hanno informato la Corte di aver raggiunto un accordo transattivo, attualmente al vaglio dell'Autorità di Vigilanza per la necessaria autorizzazione. La Suprema Corte ha quindi disposto il rinvio a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della transazione e la chiusura definitiva della lite.
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