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Ordine di esecuzione della pena

Definizione

L'atto emesso dal pubblico ministero che ordina l'inizio dell'espiazione di una condanna definitiva, ad esempio disponendo la carcerazione del condannato.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Nuovo ordine di esecuzione della pena: la Cassazione chiarisce
Un condannato ha richiesto la revisione delle decisioni del Pubblico Ministero dopo aver ottenuto la continuazione tra più reati durante la detenzione. La difesa sosteneva che la rideterminazione della sanzione imponesse un nuovo ordine di esecuzione della pena con sospensione e il ricalcolo delle Pene mediante fungibilità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. La Suprema Corte ha chiarito che il ricalcolo della pena in sede esecutiva non annulla l'ordine originario né riapre i termini per la sospensione della carcerazione. Inoltre, la pena già espiata per un primo reato non si detrae dal secondo reato commesso successivamente. Il condannato deve continuare a scontare la pena residua e pagare le spese processuali.
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Ordine di esecuzione della pena: sconti vietati e carcere sicuro
Il Condannato ha contestato l'ordine di esecuzione della pena emesso dal Pubblico Ministero, chiedendo di poter espiare la pena residua in detenzione domiciliare. Sosteneva che, calcolando gli sconti per la liberazione anticipata su cinque semestri di custodia cautelare già subita (presofferto), la pena residua sarebbe scesa sotto il limite dei quattro anni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che gran parte del periodo di custodia era già stato imputato a un altro titolo detentivo non legato da continuazione con il reato attuale. Di conseguenza, non era possibile applicare lo sconto di pena richiesto per far scendere la condanna sotto la soglia utile alla detenzione domiciliare. Il ricorrente deve quindi scontare la pena in carcere e pagare le spese processuali.
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Ricorso al PM respinto? Inammissibilità e condanna alle spese
Un condannato ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione contro la decisione del Pubblico Ministero che rigettava la sua richiesta di una nuova emissione dell'ordine di esecuzione della pena. La Corte ha stabilito la totale inammissibilità del ricorso. Il principio sancito è che i provvedimenti del Pubblico Ministero non sono impugnabili, salvo nei casi espressamente previsti dalla legge. Questo caso conferma la regola sull'inammissibilità del ricorso contro il Pubblico Ministero per atti non previsti dal codice. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Revoca sospensione pena: quando è obbligatoria?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro la revoca della sospensione della pena. Tale revoca è un atto dovuto e obbligatorio quando la richiesta di ammissione a una misura alternativa alla detenzione viene definitivamente respinta, come stabilito dall'art. 656, comma 8, c.p.p. Il ricorrente è stato di conseguenza condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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