Una cittadina straniera ha impugnato la condanna penale per inottemperanza all'ordine di allontanamento dello straniero, sostenendo che le nozze con un cittadino italiano costituissero un valido giustificato motivo per rimanere nel Paese. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dichiarandolo inammissibile. I giudici hanno chiarito che il matrimonio non attribuisce in modo automatico la cittadinanza italiana e non sana la permanenza irregolare. L'acquisto della cittadinanza richiede requisiti precisi previsti dalla legge, tra cui la residenza legale o un periodo minimo di unione coniugale, oltre alla convivenza effettiva tra i coniugi. In assenza della prova di tali presupposti, la violazione della norma permane e la condanna a una multa di oltre seimila euro resta pienamente valida ed esecutiva.
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