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Ordinanza ordinatoria

Definizione

Provvedimento del giudice volto a regolare lo svolgimento pratico del processo, senza decidere in modo definitivo sui diritti delle parti.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Regolamento di competenza: il ricorso affrettato costa il doppio
Il caso nasce dall'opposizione all'esecuzione promossa da una Compagnia di Assicurazioni contro l'azione esecutiva avviata dal Creditore. Quest'ultimo ha eccepito l'incompetenza territoriale del Tribunale di Bologna, ritenendo competente il Tribunale di Napoli. Il giudice bolognese ha respinto l'eccezione con un'ordinanza non decisoria, disponendo la prosecuzione della causa. Il Creditore ha quindi proposto ricorso per regolamento di competenza dinanzi alla Corte di Cassazione. I giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha chiarito che il regolamento di competenza non è ammesso contro i provvedimenti che rigettano l'eccezione di incompetenza senza rimettere la causa in decisione, a meno che non abbiano un carattere di assoluta e indiscutibile definitività. Il Creditore perde il ricorso ed è condannato al pagamento del doppio del contributo unificato.
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Regolamento di competenza: quando l’impugnazione è inammissibile
Un'impresa di trasporti ottiene un decreto ingiuntivo contro la società committente per crediti non pagati. La committente si oppone davanti al Tribunale di Roma, eccependo l'incompetenza territoriale a favore del Tribunale di Milano. Il giudice romano rigetta l'eccezione e dispone la prosecuzione della causa. La committente propone quindi un regolamento di competenza dinanzi alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte dichiara inammissibile il ricorso: il regolamento di competenza non può essere proposto contro un'ordinanza che rigetta l'eccezione disponendo la continuazione del processo, a meno che il giudice non abbia deciso in modo definitivo e inequivocabile sulla competenza dopo aver invitato le parti a precisare le conclusioni. La società committente perde la causa e viene condannata a pagare le spese legali.
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Querela di falso sul testamento: quando il processo non si ferma
Un erede impugna due testamenti olografi della madre chiedendone la nullità. Il Tribunale rigetta la domanda. In appello, l'erede propone una querela di falso contro i testamenti. Il giudice d'appello rinvia la causa per la precisazione delle conclusioni per valutare l'ammissibilità della querela. L'erede propone regolamento di competenza in Cassazione, sostenendo che il processo andasse sospeso subito. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. Chiarisce che la querela di falso proposta in appello non sospende automaticamente il processo: il giudice deve prima valutarne la rilevanza. Inoltre, un semplice rinvio per le conclusioni non è impugnabile perché non decide sulla competenza.
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Regolamento di competenza: limiti di ammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per regolamento di competenza proposto da una società di edilizia sociale. La controversia nasce da una querela di falso proposta da un'ex dipendente nell'ambito di un giudizio di responsabilità erariale. Il Tribunale ordinario aveva rigettato l'eccezione di incompetenza territoriale sollevata dalla Procura contabile, che invocava il foro erariale. La Suprema Corte ha stabilito che l'ordinanza del Tribunale, limitandosi a fissare i termini per le memorie istruttorie senza una formale decisione sulla competenza preceduta dalla precisazione delle conclusioni, non è impugnabile con il regolamento di competenza.
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