Un Collezionista acquista un dipinto all'asta, ma un'Arcidiocesi ne rivendica la proprietà sostenendo che provenga da una sua cappella. Il Collezionista avvia una causa per far accertare il suo diritto. La Corte di Cassazione interviene per chiarire un punto fondamentale: l'onere della prova nella rivendicazione spetta sempre a chi agisce in giudizio. È il Collezionista, e non l'Arcidiocesi, a dover fornire la prova rigorosa (la cosiddetta 'probatio diabolica') del suo legittimo acquisto, risalendo a un titolo di proprietà incontestabile. La Corte ha quindi annullato la precedente decisione favorevole al Collezionista, che aveva erroneamente invertito questo onere, e ha rinviato la causa a un nuovo giudice.
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