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Obbligo Contributivo Cassa Professionale

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Obbligo contributivo cassa professionale: errore INPS non libera
Un libero professionista ha impugnato una cartella esattoriale per contributi previdenziali omessi, sostenendo di aver già pagato in buona fede alla Gestione Separata INPS e che il credito fosse prescritto. La Corte d'Appello ha respinto l'eccezione, rilevando che la scelta dell'ente previdenziale non è discrezionale e che la prescrizione era stata interrotta. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del professionista. Il primo motivo è stato respinto poiché la qualificazione originaria come opposizione agli atti esecutivi imponeva il ricorso diretto in Cassazione, determinando un giudicato interno. Il secondo motivo, relativo alla buona fede, è stato ritenuto nuovo e non provato, evidenziando anzi un intento elusivo per i minori costi dell'INPS. Di conseguenza, il professionista perde la causa e deve adempiere all'obbligo contributivo cassa professionale, oltre a pagare le spese legali.
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Iscritto all’Albo? L’obbligo contributivo cassa professionale scatta
Un geometra, dipendente pubblico iscritto all'INPS, svolgeva solo due pratiche catastali gratuite per colleghi. La sua Cassa professionale gli ha chiesto i contributi per diversi anni. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'obbligo contributivo cassa professionale sorge con la semplice iscrizione all'albo. La natura occasionale dell'attività o l'assenza di reddito sono irrilevanti ai fini del versamento del contributo minimo. L'iscrizione a un'altra gestione previdenziale, come l'INPS, non costituisce un motivo di esonero automatico. La Cassa professionale ha quindi vinto la causa.
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Iscritto all’albo ma non lavori? L’obbligo contributivo resta
Un professionista si opponeva al pagamento dei contributi richiesti dalla sua cassa di previdenza, sostenendo di non esercitare l'attività pur essendo iscritto all'albo. La Corte di Cassazione ha stabilito che la semplice iscrizione all'albo professionale è condizione sufficiente per far sorgere l'obbligo contributivo cassa professionale. Secondo i giudici, è irrilevante l'esercizio occasionale della professione o la mancata produzione di reddito. Il professionista non ha superato la presunzione di esercizio dell'attività perché non ha seguito le procedure specifiche previste dalla Cassa (come l'autocertificazione). Di conseguenza, il suo ricorso è stato respinto e l'obbligo di pagamento confermato.
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Obbligo contributivo: iscrizione all’albo sufficiente
Un professionista iscritto all'albo, ma anche lavoratore dipendente, ha contestato l'obbligo contributivo verso la propria cassa professionale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: la semplice iscrizione all'albo è condizione sufficiente a generare l'obbligo di versare i contributi. La Corte ha specificato che un presunto errore del giudice nel citare un regolamento interno della cassa non era decisivo per cambiare l'esito della causa, poiché il principio giuridico di fondo resta valido.
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