LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Numerus clausus (dei motivi di ricorso)

Definizione

Espressione latina che significa 'numero chiuso'. Indica che si può fare ricorso in Cassazione solo per le specifiche ragioni elencate dalla legge e non per altri motivi.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Oltraggio a pubblico ufficiale: condanna certa, ricorso respinto
Un cittadino, condannato per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale, ha presentato ricorso in Cassazione. Contestava sia la sua responsabilità sia il calcolo della pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che la ricostruzione dei fatti è compito esclusivo dei giudici di primo e secondo grado e non può essere ridiscussa in Cassazione. Anche il calcolo della pena, che teneva conto delle attenuanti, è stato ritenuto corretto. La condanna per oltraggio a pubblico ufficiale è diventata quindi definitiva, con l'aggiunta per il ricorrente del pagamento delle spese processuali.
Continua »
Detenzione ai fini di spaccio: bustine e quantità incastrano l’imputato
Un uomo, condannato per possesso di droga, presenta ricorso in Cassazione sostenendo che la sostanza fosse per uso personale. La Corte Suprema ha respinto la sua tesi, confermando la condanna per detenzione ai fini di spaccio. I giudici hanno stabilito un principio chiaro: non è solo la quantità a contare, ma anche altri indizi. In questo caso, il ritrovamento di bustine di cellophane identiche a quelle usate per custodire la droga è stato decisivo per provare l'intenzione di vendere. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché chiedeva alla Corte di rivalutare i fatti, compito che spetta esclusivamente ai giudici di merito e non alla Cassazione.
Continua »
Detenzione ai fini di spaccio: condanna anche senza dosi pronte
La Cassazione ha confermato la condanna per detenzione ai fini di spaccio a carico di un commerciante. Nel retrobottega del suo negozio erano stati trovati circa 27 grammi di cocaina, materiale per il confezionamento e una somma di denaro. L'imputato si era difeso sostenendo che la droga non fosse destinata alla vendita, data l'assenza di dosi già pronte o di bilancini. Tuttavia, la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che la valutazione degli indizi (quantità, materiale per il taglio, denaro e tentativo di occultamento) spetta ai giudici di merito e che la loro conclusione fosse logica e ben motivata. L'imputato ha perso il ricorso ed è stato condannato a pagare le spese e una sanzione.
Continua »
Testimoni negati, condanna definitiva: ricorso inammissibile
Un imprenditore, condannato per omessa dichiarazione fiscale, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. Lamentava la mancata ammissione di due testimoni che, a suo dire, avrebbero potuto chiarire la sua posizione riguardo a forniture di materiale ferroso. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per motivi di fatto. I giudici hanno stabilito che il ricorrente non stava denunciando un errore di diritto, ma tentava di ottenere una nuova valutazione delle prove, attività preclusa in sede di legittimità. La condanna è quindi diventata definitiva, con l'aggiunta del pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »