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Non fallibilità

Definizione

Condizione in cui un'impresa commerciale non può essere dichiarata fallita per assenza dei requisiti dimensionali o per debiti scaduti inferiori alla soglia di legge.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Fondo di Garanzia INPS e debiti aziendali: onere della prova
Un lavoratore ottiene la condanna dell'ente previdenziale al pagamento di stipendi arretrati e trattamento di fine rapporto tramite il Fondo di Garanzia INPS. I giudici di merito ritengono non fallibile l'azienda datrice perché il credito del singolo dipendente non supera la soglia di trentamila euro. L'ente impugna la decisione. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso e chiarisce che l'esiguità del singolo credito non dimostra la mancata fallibilità dell'impresa debitrice. Il dipendente deve dimostrare i debiti complessivi del datore di lavoro per attivare legittimamente la tutela pubblica.
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Fondo di Garanzia INPS: limiti di fallibilità e prova
Una lavoratrice ha ottenuto un decreto ingiuntivo contro l'Ente Previdenziale per il pagamento di TFR e ultime mensilità non corrisposte dal datore di lavoro insolvente. I giudici di merito hanno accolto la domanda, ritenendo dimostrata la non fallibilità dell'azienda per il fatto che il credito vantato fosse inferiore a trentamila euro. L'Ente Previdenziale ha proposto ricorso in Cassazione. I giudici di legittimità hanno accolto le doglianze dell'istituto: per accedere all'intervento del Fondo di Garanzia INPS, la mancata fallibilità dell'imprenditore non può desumersi dal solo importo del credito del singolo dipendente. L'onere della prova grava sul lavoratore, il quale deve dimostrare l'insolvenza complessiva e l'impossibilità oggettiva di avviare la procedura concorsuale. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Fondo di Garanzia INPS: limiti e onere della prova
Una lavoratrice ha richiesto l'intervento del Fondo di Garanzia INPS per ottenere il pagamento del trattamento di fine rapporto e dell'ultima retribuzione, a seguito del mancato pagamento da parte della società datrice di lavoro ormai inattiva. I giudici di merito hanno accolto la domanda, ritenendo dimostrata l'impossibilità di far fallire l'azienda sulla base del credito inferiore alla soglia legale di fallibilità e dell'assenza di bilanci recenti. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'ente previdenziale. La Suprema Corte ha chiarito che il dipendente deve provare l'effettivo debito complessivo ridotto dell'impresa e che la cessazione dell'attività o la sospensione non equivalgono alla formale cancellazione dal registro delle imprese.
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Fondo di Garanzia INPS: il piccolo credito non basta per pagare
Un lavoratore ha richiesto l'intervento del Fondo di Garanzia INPS per ottenere il pagamento del TFR e delle ultime retribuzioni, dopo il fallimento del pignoramento contro il datore di lavoro. La Corte d'Appello ha accolto la domanda, ritenendo l'azienda non fallibile solo perché il credito del lavoratore era inferiore a trentamila euro. L'INPS ha fatto ricorso. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'INPS, stabilendo che il lavoratore non può dimostrare la non fallibilità del datore di lavoro basandosi solo sull'esiguità del proprio credito individuale. Spetta infatti al lavoratore l'onere di provare rigorosamente che l'azienda non è assoggettabile a fallimento per poter accedere alle prestazioni previdenziali. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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