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Mediazione intellettuale

Definizione

L'attività di raccogliere, selezionare, interpretare e presentare una notizia al pubblico, aggiungendo un apporto critico e personale. È il cuore della professione giornalistica.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Attività giornalistica addetti stampa: no a contributi automatici
L'ente previdenziale dei giornalisti ha richiesto a una nota casa editrice il pagamento di contributi per tre dipendenti dell'ufficio stampa, sostenendo svolgessero un'attività giornalistica. La Corte d'Appello ha revocato la richiesta, escludendo tale natura. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso dell'ente. La Suprema Corte ha stabilito che l'attività giornalistica addetti stampa nelle aziende private non è automatica. Essa richiede una valutazione concreta delle mansioni. Se prevale la finalità promozionale e commerciale, senza un reale apporto creativo o autonomia informativa, non si configura un rapporto di lavoro giornalistico. Di conseguenza, non sussiste l'obbligo di iscrizione e contribuzione previdenziale specifica.
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Attività giornalistica e mansioni tecniche: la Cassazione decide
L'ente previdenziale dei giornalisti ha richiesto a un'azienda televisiva il pagamento di contributi per un lavoratore, sostenendo che svolgesse attività giornalistica. L'azienda si è opposta, dimostrando che il dipendente era inquadrato come programmista-regista e che i suoi compiti giornalistici erano solo sporadici. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno dato ragione all'azienda, rilevando la mancanza di continuità e autonomia tipiche del giornalismo. La Corte di Cassazione ha confermato queste decisioni, rigettando il ricorso dell'ente previdenziale. La Suprema Corte ha chiarito che spetta ai giudici di merito valutare le prove concrete e che l'attività giornalistica richiede una reale mediazione intellettuale e autonomia, elementi qui assenti. L'ente previdenziale perde definitivamente la causa e deve pagare le spese di giudizio.
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Natura Giornalistica: Regista TV non è Giornalista per la Cassazione
La Corte di Cassazione ha escluso la natura giornalistica della prestazione di alcuni lavoratori di un'azienda televisiva, inquadrati come programmisti registi. L'Ente Previdenziale dei Giornalisti richiedeva il versamento dei contributi specifici, sostenendo che le loro mansioni fossero giornalistiche. I giudici hanno invece stabilito che, per essere tale, l'attività deve includere una 'mediazione intellettuale' tra il fatto e il pubblico, con raccolta, elaborazione e commento critico delle notizie. I lavoratori in questione svolgevano compiti prevalentemente esecutivi e tecnici, senza l'autonomia e l'apporto creativo che caratterizzano il giornalismo. Di conseguenza, l'azienda ha vinto la causa e non è tenuta a versare i contributi richiesti all'ente di categoria.
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