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Materia prima secondaria

Definizione

Materiale che, dopo un adeguato trattamento, ha perso la qualifica di rifiuto e può essere riutilizzato in un nuovo ciclo produttivo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Indeducibilità costi traffico rifiuti: la Cassazione ribalta l’onere della prova
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un'Azienda l'indeducibilità di costi per l'acquisto di rottami ferrosi da soggetti non identificati, qualificando l'operazione come traffico illecito di rifiuti. I giudici tributari di primo e secondo grado avevano dato ragione all'Azienda, ritenendo i materiali non rifiuti e ponendo l'onere della prova sull'Agenzia. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione. Ha stabilito che la prova che il materiale non sia un rifiuto e che l'operazione non costituisca traffico illecito di rifiuti spetta all'Azienda, soprattutto se priva di autorizzazioni ambientali. La sentenza è stata cassata e rinviata per un nuovo giudizio.
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Sequestro preventivo per reati ambientali: rifiuto o risorsa?
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo per reati ambientali disposto su un'area aziendale di mille metri quadri. L'amministratore dell'impresa sosteneva che gli inerti da demolizione mescolati a plastica, legno e bitume costituissero una risorsa destinata a sottofondi stradali e non rifiuti illeciti. Il Tribunale e la Suprema Corte hanno respinto la tesi difensiva: il materiale giaceva abbandonato da molti mesi senza alcun ritiro da parte di presunti acquirenti. I giudici hanno chiarito che per disporre la misura cautelare basta la plausibilità astratta del reato, mentre per escluderla serve l'evidenza immediata della totale liceità della condotta. Il ricorso della difesa è stato dichiarato inammissibile con condanna alle spese.
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Trasferimento fraudolento di valori: tra condanna e prescrizione
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un gruppo di soggetti accusati di associazione per delinquere, traffico illecito di rifiuti e trasferimento fraudolento di valori. L'Imprenditore, con l'aiuto del proprio Commercialista, aveva fittiziamente intestato quote societarie, auto di lusso e un'imbarcazione a prestanome per evitare sequestri antimafia. La Suprema Corte ha confermato la responsabilità per il traffico di rifiuti, ribadendo che spetta a chi si difende dimostrare che i materiali ferrosi non siano rifiuti ma materie prime secondarie. Riguardo al trasferimento fraudolento di valori, la Corte ha annullato senza rinvio la condanna del Commercialista per intervenuta prescrizione, mentre ha annullato con rinvio la decisione su alcuni beni dell'Imprenditore per carenza di motivazione sulla provenienza del denaro utilizzato per l'acquisto.
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