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Mandato all'acquisto

Definizione

L'incarico dato da una o più persone a un'altra per comprare droga per loro conto. Se non rispetta i rigidi criteri del consumo di gruppo, integra un reato.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Uso di gruppo di sostanze stupefacenti: quando non è reato
La Corte di Cassazione ha esaminato la posizione di una persona condannata in appello per concorso nello spaccio di droga. I giudici di merito avevano qualificato la condotta come intermediazione illecita, respingendo la tesi difensiva dell'acquisto collettivo perché l'imputata non aveva versato una quota di denaro. La Suprema Corte ha ribaltato questa decisione. I giudici hanno chiarito che l'uso di gruppo di sostanze stupefacenti esclude la rilevanza penale del fatto anche quando l'incaricato dell'acquisto non partecipa alle spese, purché sia accertato che la sostanza fosse destinata al consumo congiunto dei membri del gruppo già identificati all'origine. La sentenza è stata quindi annullata con rinvio per la revisione del giudizio.
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Uso di gruppo di sostanze stupefacenti: tra festa e condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per detenzione di sostanze stupefacenti (cocaina e hashish). La difesa sosteneva la tesi dell'uso di gruppo di sostanze stupefacenti per escludere la rilevanza penale del fatto. Tuttavia, la Suprema Corte ha confermato che, per configurare tale ipotesi depenalizzata, occorre la prova certa e preventiva dell'identità dei partecipanti e del loro contributo finanziario all'acquisto. Nel caso specifico, mancando elementi precisi sull'identità dei presunti invitati a una festa, la condotta è stata correttamente qualificata come reato. Inoltre, l'elevata purezza della cocaina ha impedito l'applicazione della particolare tenuità del fatto. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Droga per un amico: non è consumo di gruppo, è reato penale
Un uomo acquista cocaina per sé e, su incarico e con i soldi di un amico agli arresti domiciliari, compra una quantità maggiore per quest'ultimo. La difesa sostiene la tesi del consumo di gruppo di stupefacenti, che non è reato. La Corte di Cassazione, però, respinge questa interpretazione. I giudici chiariscono che si tratta di due acquisti distinti e autonomi. L'acquisto per l'amico non è un consumo condiviso, ma un'attività di procacciamento per conto di terzi, che costituisce reato. Mancano i requisiti fondamentali del consumo di gruppo, come la volontà iniziale di consumare insieme la stessa sostanza. La condanna per spaccio viene quindi confermata.
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