Il caso nasce da un conflitto negativo di competenza territoriale tra il Tribunale di Lodi e quello di Santa Maria Capua Vetere riguardo a reati tributari commessi da alcuni amministratori. Una società aveva emesso fatture per operazioni inesistenti a beneficio di altre imprese, che le avevano utilizzate per frodare il fisco nelle dichiarazioni dei redditi. Il Tribunale di Lodi si era dichiarato incompetente a favore di quello campano, ritenendo che non vi fosse connessione tra chi emette e chi usa le fatture false se i soggetti sono diversi. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che la competenza territoriale spetta al Tribunale di Lodi. Esiste infatti una connessione teleologica tra l'emissione e l'utilizzo delle fatture false, anche se commessi da persone diverse. Di conseguenza, il processo deve radicarsi nel luogo in cui è stato accertato il primo reato, ossia dove ha sede l'autorità che ha svolto le indagini.
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