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LSU

Definizione

Lavoratori Socialmente Utili impegnati in attività di pubblica utilità per fini di inserimento lavorativo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Mancata assunzione: risarcimento pieno al lavoratore precario
Un Lavoratore Socialmente Utile (LSU) ha impugnato l'illegittima esclusione da una procedura di stabilizzazione indetta da un Comune. Il Tribunale ha riconosciuto il suo diritto all'assunzione e al risarcimento, ma la Corte d'Appello ha escluso il danno da differenze retributive. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Lavoratore, stabilendo che il danno patrimoniale derivante dalla condotta illegittima della Pubblica Amministrazione è risarcibile. In particolare, il danno consiste nella perdita delle retribuzioni che il dipendente avrebbe percepito se fosse stato tempestivamente assunto, detratto quanto eventualmente percepito ad altro titolo. La Suprema Corte ha quindi sancito il diritto al risarcimento danno da mancata assunzione, cassando la decisione precedente e rinviando la causa per la quantificazione del danno subito dal lavoratore che ha continuato a operare in condizioni economiche deteriori.
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Stabilizzazione e risarcimento: la guida completa
Una lavoratrice, inizialmente impiegata in progetti LSU e successivamente con contratti a termine presso un ente locale, ha agito in giudizio per ottenere il risarcimento del danno da abusiva reiterazione contrattuale. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda, ritenendo che i contratti fossero esclusi dalla disciplina ordinaria poiché finalizzati alla stabilizzazione regionale. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso, chiarendo che la natura assistenziale non esclude l'applicazione delle tutele europee se il rapporto nasconde un reale lavoro subordinato. La stabilizzazione avvenuta in corso di causa ripara il danno solo se esiste una correlazione diretta e immediata tra l'abuso subito e l'assunzione definitiva.
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Contratti a termine: risarcimento e stabilizzazione
Un lavoratore ha impugnato la sentenza che negava il risarcimento per l'abusiva reiterazione di **contratti a termine** stipulati con un ente pubblico. Inizialmente impiegato come LSU, il ricorrente aveva poi sottoscritto contratti di diritto privato prorogati per anni. La Corte di Cassazione ha stabilito che la natura assistenziale dei progetti regionali non esclude l'applicazione delle tutele europee se il rapporto si configura come un effettivo impiego subordinato. La successiva stabilizzazione del lavoratore non cancella automaticamente il diritto al risarcimento del danno comunitario, a meno che non sia direttamente e causalmente derivante dall'abuso come misura riparatoria specifica.
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Lavoratori Socialmente Utili: limiti ai compensi
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda proposta da alcuni Lavoratori Socialmente Utili volta a ottenere compensi per progetti incentivanti e lavoro straordinario. La decisione si fonda sulla natura del rapporto degli LSU, esclusi dalla contrattazione integrativa riservata ai dipendenti di ruolo, e sulla mancanza di prova di un'autorizzazione preventiva per le ore extra. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché non ha scalfito entrambe le ragioni della decisione d'appello.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Una lavoratrice impegnata in attività socialmente utili ha presentato ricorso per ottenere il ricalcolo dell'assegno integrativo, chiedendo l'inclusione della tredicesima mensilità e di altre indennità. Dopo una sentenza d'appello sfavorevole, la ricorrente ha deciso di procedere con la Rinuncia al ricorso in sede di legittimità. La Suprema Corte, preso atto dell'accettazione della controparte e dell'accordo sulla compensazione delle spese, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La decisione chiarisce inoltre che, in caso di estinzione per rinuncia, non si applica il raddoppio del contributo unificato, trattandosi di una misura sanzionatoria non compatibile con la chiusura volontaria del processo.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Una lavoratrice ha impugnato la sentenza d'appello che negava l'inclusione della tredicesima mensilità nel calcolo dell'assegno integrativo per LSU. Prima della decisione della Suprema Corte, la ricorrente ha presentato formale rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte istituzionale con accordo sulla compensazione delle spese. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, precisando che la rinuncia al ricorso esclude l'obbligo di versare l'ulteriore importo del contributo unificato, trattandosi di una pronuncia non sanzionatoria.
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Abuso contratti a termine: nuove regole risarcimento
La Corte di Cassazione analizza la legittimità del risarcimento per l'abuso contratti a termine nel settore pubblico in presenza di una successiva stabilizzazione. Il caso riguarda una dipendente assunta per oltre diciotto anni con contratti precari. La Corte ha rinviato la decisione a pubblica udienza per valutare l'applicabilità delle nuove sanzioni previste dalla Legge 166/2024, che introduce indennità tra 4 e 24 mensilità.
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