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Liquidazione diretta

Definizione

Procedura semplificata con cui un ente pubblico richiede un tributo basandosi su dati già definitivi e non contestati, senza emettere un nuovo avviso di accertamento.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Riscossione TARSU tramite ruolo: Comune perde contro la banca
Un istituto di credito ha impugnato una cartella di pagamento di oltre cinquantaduemila euro emessa dal Comune per la TARSU del 2012. La banca eccepiva la decadenza del potere di riscossione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che per la riscossione TARSU tramite ruolo basata sulla denuncia del contribuente si applica il termine di decadenza annuale previsto dall'articolo 72 del decreto legislativo 507 del 1993. Di conseguenza, il Comune avrebbe dovuto formare e consegnare il ruolo al concessionario entro l'anno successivo alla presentazione della denuncia, avvenuta nel 2016. La sentenza d'appello è stata cassata con rinvio alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Sicilia per verificare il rispetto di tale termine annuale.
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Liquidazione Diretta TARI: Atto Nullo se i Dati sono Contestati
Un'azienda ha contestato una tassa sui rifiuti (TARI) ricevuta da un Comune. L'ente aveva utilizzato la procedura di **liquidazione diretta TARI**, basandosi su dati di un vecchio accertamento che riteneva definitivo. L'azienda ha sostenuto che quel vecchio atto non era mai stato notificato correttamente e quindi i dati non erano definitivi. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'azienda. Ha stabilito che la liquidazione diretta è un'eccezione e si può usare solo se i dati sono certi e non contestati. Poiché la definitività dei dati era in discussione, il Comune avrebbe dovuto emettere un avviso di accertamento formale. Di conseguenza, l'atto del Comune è stato ritenuto illegittimo.
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Cartella di pagamento: quando è valida senza avviso?
Una società ha impugnato una cartella di pagamento per la tassa rifiuti, sostenendo la sua nullità per difetto di motivazione, assenza di un preventivo avviso di accertamento e indeterminatezza nel calcolo degli interessi. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la cartella di pagamento è legittima se contiene le informazioni essenziali per la difesa del contribuente e se si basa su dati preesistenti e consolidati, rendendo superfluo un nuovo avviso di accertamento.
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