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Linguaggio cifrato

Definizione

Un codice o un insieme di parole di uso comune usate per nascondere il vero significato di una conversazione, tipicamente per mascherare attività illegali.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Traffico di stupefacenti: l’auto cifrata non salva il cliente
Un uomo è stato condannato per traffico di stupefacenti dopo il sequestro di quasi tre chili di hashish e una piccola dose di cocaina. La difesa sosteneva che la droga fosse destinata all'uso personale e che le intercettazioni telefoniche parlassero solo di questioni private, come il recupero di un'auto e di una stampante. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la condanna. I giudici hanno chiarito che i riferimenti all'auto erano in realtà un linguaggio cifrato per indicare la droga. Inoltre, l'ingente quantitativo sequestrato e la presenza di sostanze diverse escludono sia l'uso personale sia la qualificazione del fatto come di lieve entità. L'imputato perde definitivamente la causa e deve pagare le spese processuali.
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Intercettazioni telefoniche: dalle ringhiere alla droga
Il caso riguarda un uomo condannato per traffico di droga sulla base di intercettazioni telefoniche in cui si utilizzava un linguaggio criptato, parlando di "ringhiere" per indicare la merce. La difesa ha contestato la condanna, evidenziando che i giudici non avevano spiegato perché si dovesse trattare di cocaina (droga pesante) e non di sostanze leggere, con conseguenze significative sulla pena. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la semplice decodificazione del linguaggio in codice non basta se non si specifica con precisione il tipo di sostanza trafficata. La sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo esame.
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Linguaggio cifrato spaccio: condanna valida anche senza droga?
Due persone sono state condannate per spaccio di cocaina. Le prove principali erano intercettazioni telefoniche in cui usavano un linguaggio cifrato per spaccio, parlando di 'carne', 'scarpe' o 'magliette' per riferirsi alla droga. La difesa sosteneva che queste conversazioni, senza il sequestro fisico della droga per ogni episodio, non fossero una prova sufficiente. La Corte di Cassazione ha respinto i ricorsi. Ha stabilito che l'interpretazione del linguaggio in codice da parte del giudice è legittima se logica e coerente con il contesto generale, che includeva altri sequestri e le dichiarazioni di altri soggetti coinvolti. La condanna è stata quindi confermata.
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Riparazione ingiusta detenzione: negata se c’è colpa
La Corte di Cassazione ha negato la riparazione per ingiusta detenzione a un cittadino, sebbene assolto, poiché il suo comportamento, caratterizzato da menzogne e uso di linguaggio cifrato, ha contribuito con colpa grave a creare una falsa apparenza di colpevolezza, inducendo i giudici a disporre la custodia cautelare. La sentenza stabilisce che la condotta dell'indagato è un fattore determinante per il diritto all'indennizzo.
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