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Licenza premio

Definizione

Periodo temporaneo di permesso concesso al condannato in semilibertà per coltivare i legami familiari o personali.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Licenza premio all’estero: la Cassazione frena il semilibero
Un condannato ammesso al regime di semilibertà ha chiesto di poter usufruire di una licenza premio all'estero, precisamente in Ungheria, per trascorrere un periodo di festività insieme alla propria famiglia. Il Magistrato di sorveglianza ha rigettato la richiesta, ritenendo non applicabili le procedure europee di esecuzione delle misure alternative fuori dal territorio nazionale per i soggetti semiliberi. Il condannato ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo che durante la licenza egli si trova in libertà vigilata e che le norme europee consentono il trasferimento temporaneo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando il divieto. I giudici hanno chiarito che la misura della semilibertà non fa cessare lo stato di detenzione e che le norme sulla cooperazione internazionale richiedono una durata minima stabilita di sei mesi, incompatibile con la natura temporanea e breve della licenza premio all'estero.
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Licenza premio semilibertà: nullo il taglio senza motivi
Un detenuto ammesso al regime alternativo ha richiesto nove giorni di licenza premio semilibertà ai sensi dell'ordinamento penitenziario. Il Magistrato di sorveglianza ha riconosciuto la regolare condotta del soggetto, ma ha autorizzato soltanto tre giorni durante le festività natalizie, respingendo la restante richiesta senza spiegarne i motivi e inserendo prescrizioni riferite a mesi estivi del tutto incompatibili. Il difensore ha impugnato il provvedimento per violazione di legge e totale carenza di motivazione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ribadendo che le decisioni sulla libertà personale incidono sull'esecuzione della pena e richiedono un percorso logico rigoroso. I giudici di legittimità hanno annullato il diniego parziale con rinvio per una nuova valutazione.
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Licenza premio: limiti e condizioni per l’ergastolano
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto condannato all'ergastolo e in regime di semilibertà, che si era visto negare una licenza premio per recarsi nella sua città d'origine. La decisione si fonda sulla necessità di prevenire contatti con l'ambiente criminale di appartenenza, un rischio ritenuto prevalente rispetto alle esigenze personali e familiari del ricorrente. Il ricorso è stato giudicato manifestamente infondato e basato su censure di fatto, non ammissibili in sede di legittimità.
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