LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Libertà

Definizione

Per libertà s'intende la condizione per cui un individuo può decidere di pensare, esprimersi ed agire senza costrizioni, ricorrendo alla volontà di ideare e mettere in atto un'azione, mediante una libera scelta dei fini e degli strumenti che ritiene utili a realizzarla. Secondo una concezione non solo kantiana, la libertà è una condizione formale della scelta che, quando si tramuterà in atto, in azione concreta, risentirà necessariamente dei condizionamenti che le vengono dal mondo reale, sottoposto alle leggi fisiche necessitanti, o da situazioni determinanti di altra natura. Riguardo all'ambito in cui si opera la libera scelta si parla di libertà morale, giuridica, economica, politica, di pensiero, libertà metafisica, religiosa ecc. Afferma Isaiah Berlin: «L'essenza della libertà è sempre consistita nella capacità di scegliere come si vuole scegliere e perché così si vuole, senza costrizioni o intimidazioni, senza che un sistema immenso ci inghiotta; e nel diritto di resistere, di essere impopolare, di schierarti per le tue convinzioni per il solo fatto che sono tue. La vera libertà è questa, e senza di essa non c'è mai libertà, di nessun genere, e nemmeno l'illusione di averla» Quindi da un punto di vista psicologico possiamo intendere la libertà com'è percepita dal soggetto: o negativamente, come assenza di sottomissione, di schiavitù, di costrizione per cui l'uomo si considera indipendente, oppure positivamente nel senso dell'autonomia e spontaneità del soggetto razionale: con questo significato i comportamenti umani volontari si basano sulla libertà e vengono qualificati come liberi.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Carenza di interesse: inammissibilità del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un soggetto contro un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La decisione si fonda sulla sopravvenuta carenza di interesse, in quanto il ricorrente è stato rimesso in libertà prima della discussione del ricorso. Essendo cessata l'espiazione della pena detentiva, la richiesta di accesso a misure alternative non produce più alcun effetto utile o vantaggio concreto per l'interessato.
Continua »
Pericolosità sociale e conferma libertà vigilata
La Corte di Cassazione ha confermato l'applicazione della misura di sicurezza della libertà vigilata per la durata di un anno nei confronti di un soggetto condannato per associazione mafiosa. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché la pericolosità sociale è stata correttamente desunta dalla gravità dei reati commessi, dal ruolo di fiducia ricoperto nel sodalizio criminale e dalla pendenza di nuovi procedimenti penali. La Suprema Corte ha ribadito che il buon comportamento tenuto durante la detenzione non esclude automaticamente la pericolosità sociale una volta tornati in libertà, trattandosi di valutazioni basate su presupposti differenti.
Continua »
Pericolosità sociale: quando la misura prosegue
La Corte di Cassazione ha confermato la proroga della misura di sicurezza della libertà vigilata per un individuo con patologie psichiatriche, nonostante una perizia clinica favorevole. Il cuore della decisione risiede nella valutazione della pericolosità sociale: il giudice non è vincolato esclusivamente ai sintomi clinici attuali, ma deve considerare la consapevolezza del soggetto rispetto alla propria malattia. Nel caso di specie, la scarsa consapevolezza della patologia e il rischio di interruzione della terapia farmacologica fuori dalla struttura residenziale hanno giustificato il mantenimento della misura per prevenire la recidiva.
Continua »