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Ius tollendi

Definizione

Il diritto del proprietario di un fondo di esigere che il terzo, il quale vi abbia realizzato opere con materiali propri, le rimuova a sue spese.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Indennità ex art. 936 c.c.: la prescrizione decorre
Una persona costruisce un prefabbricato sul terreno di parenti e, anni dopo, chiede un'indennità. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 29134/2024, chiarisce un punto cruciale: la prescrizione per l'indennità ex art. 936 c.c. non decorre dalla restituzione del bene, ma dal momento in cui il proprietario del suolo perde il diritto di chiederne la rimozione (ius tollendi), consolidando così il proprio arricchimento.
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Opere su suolo altrui: la Cassazione sulla demolizione
Una società edile costruiva su un terreno basandosi su un contratto preliminare, pur essendo a conoscenza di una disputa sulla proprietà dello stesso. Una volta accertati giudizialmente i legittimi proprietari, questi hanno chiesto la demolizione. La Corte di Cassazione ha confermato l'ordine di rimozione delle opere su suolo altrui, negando la buona fede della società costruttrice in quanto consapevole del contenzioso esistente.
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Usucapione suolo pubblico: no a diritto di superficie
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13129/2025, ha stabilito che non è possibile acquisire per usucapione il diritto di superficie su un suolo pubblico. Nel caso esaminato, una società aveva costruito su un terreno acquistato nel 1984, il cui atto di vendita era stato poi dichiarato inefficace. La Corte ha rigettato la richiesta della società, negando sia l'usucapione abbreviata, data la natura demaniale del bene, sia il diritto all'indennizzo per le opere realizzate, poiché la società non poteva essere considerata in buona fede, essendo a conoscenza della natura pubblica del terreno indicata nell'atto di acquisto.
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Divisione ereditaria: valore immobile con opere di terzi
In una causa di scioglimento di comunione tra fratelli relativa a un terreno su cui un terzo (il padre) aveva edificato un canile, la Cassazione ha stabilito un principio fondamentale per la divisione ereditaria. Il valore del bene da dividere, e di conseguenza l'importo del conguaglio spettante al condividente non assegnatario, deve essere calcolato con riferimento al valore del terreno senza considerare l'edificio. Includere il valore dell'opera costruita dal terzo comporterebbe un ingiusto arricchimento per il non assegnatario e un doppio onere per l'assegnatario, che dovrebbe pagare sia il conguaglio maggiorato sia l'indennità al terzo costruttore.
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