La polizia giudiziaria arresta un cittadino straniero all'aeroporto per eseguire un mandato di arresto europeo emesso dalle autorità austriache per furti e associazione a delinquere. La Corte di appello convalida l'arresto e dispone la custodia cautelare in carcere per scongiurare il pericolo di fuga. La difesa propone ricorso per cassazione contro la misura cautelare, lamentando la mancata traduzione degli atti dal tedesco e discrepanze sulle accuse. Nel frattempo, però, la Suprema Corte rende definitiva la decisione sulla consegna del ricercato allo Stato estero. Di conseguenza, i giudici di legittimità dichiarano inammissibile il ricorso sulla custodia carceraria per sopravvenuta carenza di interesse, poiché la fase esecutiva finale prevale su ogni controversia cautelare. Il ricorrente non subisce condanne alle spese processuali per l'esito non imputabile alla sua condotta.
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