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Istigatore

Definizione

Colui che determina o rafforza in un'altra persona la volontà di commettere un reato, partecipando così moralmente al crimine.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Accesso abusivo a sistema informatico: condanna definitiva
Un sottufficiale delle forze dell'ordine ha chiesto a un collega di controllare il registro informatico delle notizie di reato della Procura per scoprire eventuali indagini a proprio carico. Il collega ha eseguito la verifica tramite la postazione di una cancelliera. La Corte di Appello ha condannato entrambi per concorso nel reato di accesso abusivo a sistema informatico, infliggendo due mesi di reclusione ciascuno. Gli imputati hanno presentato ricorso per cassazione, sostenendo l'assenza di dolo, la legittimità della richiesta e l'intervenuta prescrizione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi perché riproponevano questioni di fatto e ha confermato la condanna, escludendo la prescrizione e disponendo il pagamento delle spese processuali.
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Induzione indebita: condanna per istigazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per tentata induzione indebita a carico di un privato cittadino che ha istigato un pubblico ufficiale a intimidire un commerciante. La vicenda trae origine da una lite per un parcheggio condominiale, a seguito della quale l'imputato aveva minacciato la vittima di farle chiudere l'attività. Pochi giorni dopo, un appartenente alle forze dell'ordine, legato da rapporti personali con l'imputato, si era presentato nel negozio della vittima utilizzando mezzi e segni distintivi d'ufficio per esercitare indebite pressioni. La Suprema Corte ha ritenuto logica la ricostruzione dei giudici d'appello, che hanno collegato temporalmente e contenutisticamente le minacce del privato all'intervento abusivo del pubblico ufficiale.
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Abolitio criminis: abuso d’ufficio annullato in Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio una condanna per istigazione in abuso d'ufficio. La decisione si fonda sulla recente abrogazione del reato di cui all'art. 323 del codice penale, un caso di abolitio criminis. L'imputato era stato condannato nei gradi di merito per aver istigato pubblici ufficiali al fine di ottenere il rilascio di una patente CQC in violazione di legge. L'intervento della nuova norma ha reso il fatto non più previsto dalla legge come reato, determinando l'esito più favorevole per l'imputato.
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